Dottrina del focolaio

La dottrina del focolaio (o del foco; in spagnolo foquismo, foˈkismo), cioè del focolaio (guerrigliero), è una teoria rivoluzionaria nata nel XX secolo e ispirata da Ernesto "Che" Guevara e sviluppata come tale da Jules Régis Debray.

In generale la teoria del focolaio è stata molto criticata dal marxismo e molte volte è stata anche confusa con il metodo di lotta guerrigliero che pure fu applicato ovunque le rivoluzioni socialiste hanno trionfato, ad esempio in Russia, Cina, Iugoslavia, Cuba e Vietnam.

StoriaModifica

TeorizzazioneModifica

In La guerra di guerriglia Guevara affermò che l'esperienza della rivoluzione cubana dimostrava che quando le condizioni oggettive non sono sufficienti a indurre le masse a portare avanti la rivoluzione socialista, l'innesco di un piccolo focolaio di guerriglia potrebbe, con relativa velocità, estendersi come un incendio, giungendo alla sollevazione delle masse e conseguente caduta del regime. Il "Che" considerava valide queste considerazioni soprattutto per i paesi arretrati e sosteneva che i protagonisti di questi "foco" dovevano avere come base sociale di riferimento il contadino.

Applicazione praticaModifica

La teoria fu provata per la prima volta in Congo dallo stesso Guevara insieme con Laurent-Désiré Kabila. Successivamente Guevara ci riprovò anche in Bolivia. In entrambi i casi non funzionò e l'avventura boliviana terminò con la cattura e uccisione del "Che" da parte delle forze governative.

Negli anni settanta e ottanta gruppi insurrezionali di tendenze politiche diverse e non solo di paesi sottosviluppati tentarono di applicare a loro volta la dottrina, ma nessuno è mai riuscito a conseguire una sollevazione rivoluzionaria socialista.

Voci correlateModifica

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