Ducato di Puglia e Calabria

antico ducato dell'Italia meridionale, confluito nel regno normanno di Sicilia nel 1130
Ducato di Puglia e Calabria
Ducato di Puglia e Calabria - Stemma
Sud Italia nel 1112.jpg
Dati amministrativi
Nome ufficiale(LA) Ducatus Apuliae et Calabriae
Lingue ufficialilatino
Lingue parlatevolgare pugliese, siciliano, greco, normanno
CapitaleSalerno[1]
Altre capitaliMelfi (dal 1059 al 1077)
Politica
Forma di Statoducato
Nascita1059 con Roberto il Guiscardo
Fine1130 con Ruggero II
Territorio e popolazione
Bacino geograficoPuglia, Basilicata, Calabria, Molise (in parte), Campania (in parte)
Evoluzione storica
Preceduto daContea di Puglia
Catepanato d'Italia
Principato di Salerno
Ducato di Benevento
Ducato di Calabria
Emirato di Sicilia
Succeduto daDucato di Puglia (nell'ambito del Regno di Sicilia)

Il ducato di Puglia e Calabria fu una signoria normanna costituitasi nel 1059 con il riconoscimento ufficiale, da parte di papa Niccolò II, del titolo ducale al conte di Puglia e Calabria Roberto d'Altavilla.

In realtà già in precedenza, nel 1043, il principe di Salerno Guaimario V era stato acclamato Duca di Puglia e Calabria, benché la legittimità di tale titolo (in quanto non ufficialmente riconosciuta da alcun potere universale) potesse essere considerata giuridicamente dubbia; in effetti nel 1047 l'imperatore Enrico III intervenne per avocare a sé il titolo ducale.[2][3]

Il ducato comprendeva gran parte del Mezzogiorno continentale, estendosi sui territori della Puglia, della Basilicata, della Calabria, del versante adriatico del Molise e dei settori orientali e meridionali della Campania.

StoriaModifica

 
Castello di Squillace creato da Guaimario IV per dominare la Calabria meridionale.

Nel 1043 gli Altavilla, conti di Puglia e di Calabria, dopo essersi dichiarati indipendenti dall'impero bizantino, riconobbero la loro sottomissione al principe di Salerno Guaimario IV, il quale fu così proclamato duca.

Questi nel 1044 creó un forte a Squillace per dominare il territorio dell'Aspromonte popolata da grecofoni; inoltre, grazie ai rapporti di parentela con papa Benedetto IX, riuscì in una prima fase a gestire il vasto ducato senza eccessive difficoltà, ma nel 1047 l'imperatore Enrico III giunse in Italia per rivendicare i propri diritti feudali privando così Guaimario del titolo ducale.[2]

In occasione del primo concilio di Melfi, il pontefice Niccolò II nominò Roberto il Guiscardo duca di Puglia e Calabria mediante accordi presi con il trattato di Melfi e perfezionati poi con il concordato di Melfi. Ma nel 1077, a seguito della vittoriosa conquista di Salerno (già sede del ducato ai tempi di Guaimario), tale città fu prescelta dai Normanni quale capitale del ducato in luogo di Melfi.

Alla morte di Roberto il Guiscardo, nel 1085, gli succederà il figlio Ruggero Borsa che manterrà il titolo fino alla sua morte avvenuta nel 1111. Suo figlio Guglielmo morirà nel 1127 senza lasciare eredi.

Nel 1130 Ruggero II unì il ducato di Puglia e Calabria al principato di Capua e alla contea di Sicilia per dar vita al regno di Sicilia; tuttavia il ducato e il principato non furono soppressi. A seguito della promulgazione delle Assise di Ariano del 1140-1142 il ducato, privato della Calabria meridionale (assoggettata direttamente alla corona di Sicilia), diverrà però noto semplicemente come ducato di Puglia (Ducatus Apuliae in latino medievale).[4]

Il titolo di duca di PugliaModifica

Ai re normanni di Sicilia (o ai loro diretti successori) spettava di diritto il titolo di duca di Puglia e principe di Capua; l'ultimo sovrano normanno (per eredità materna) Federico II di Svevia utilizzava nelle donazioni il titolo di duca di Puglia subito dopo quello di imperatore dei romani e principe di Capua.

Il titolo di conte di Puglia e duca di Puglia (o delle Puglie) continuò a essere assegnato da parte dei reggenti Angioini e Aragonesi del Regno di Napoli; tuttavia nel corso del XVIII secolo l'uso cessò definitivamente per volontà di re Carlo di Borbone, il quale era preoccupato per le rivendicazioni dei calabresi che pretendevano pari dignità per il titolo di duca di Calabria (all'uopo tale titolo fu parimenti soppresso).[5]

Dopo il Risorgimento italiano la Casa Savoia riservò il titolo di duca delle Puglie ai discendenti del ramo Savoia-Aosta. Attualmente a portare il titolo di duca delle Puglie è Aimone di Savoia-Aosta. Ad ogni modo il ducato, analogamente a tutti i titoli nobiliari, non è ufficialmente riconosciuto dal 1º gennaio 1948, come disposto dalla Costituzione della Repubblica.[6]

NoteModifica

  1. ^ Giuseppe Campanelli, Michele Carducci, Vincenzo Tondi Della Mura, Isabella Loiodice, Lineamenti di diritto costituzionale della regione Puglia, vol. 10, Giappichelli Editore, 2016, p. 8, ISBN 9788834847916. URL consultato il 25 marzo 2022.
  2. ^ a b Michelangelo Schipa, GUAIMARIO V, principe di Salerno, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1933. URL consultato il 25 marzo 2022.
  3. ^ i Guaimario, su ilpalazzodisichelgaita.wordpress.com, Blog "il Palazzo di Sichelgaita", 5 ottobre 2016. URL consultato il 25 marzo 2022.
  4. ^ D'Onofrio, p. 181.
  5. ^ Placido Troyli, Istoria generale del Regno di Napoli, p. 76.
  6. ^ Disposizione transitoria e finale XIV.

BibliografiaModifica

  • John Julius Norwich, I Normanni nel Sud 1016-1130, Mursia, Milano 1971 (ed. or. The Normans in the South 1016-1130, Longmans, Londra, 1967).
  • Mario D’Onofrio (a cura di), I Normanni. Popolo d'Europa 1030-1200. Roma, 28 gennaio - 30 aprile 1994, Venezia, Marsilio, 1994, ISBN 88-317-5855-1.
  • Tommaso Indelli, Il tramonto della Langobardia minor. Longobardi, Saraceni e Normanni nel Mezzogiorno (X-XI sec.), Angri (SA), Editrice Gaia, 2015.

Voci correlateModifica