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Due amanti
Giulio Romano - The Lovers - WGA09611.jpg
AutoreGiulio Romano
Data1523-1524
Tecnicaolio su tavola trasferito su tela
Dimensioni163×337 cm
UbicazioneErmitage, San Pietroburgo

Due amanti è un dipinto eseguito da Giulio Romano tra il 1523 e il 1524 e conservato nell'Ermitage di San Pietroburgo.

L'opera, di dimensioni monumentali, è stata forse eseguita a Roma su commissione di Federico Gonzaga e sembra precedere di poco la partenza di Giulio per Mantova.

Storia e descrizioneModifica

Su un giaciglio avvolto da un tendaggio di stoffa verde a sua volta contornato da un ricamo dorato quasi a suggerire un baldacchino improvvisato, sulla cui spalliera si ergono teste di creature mitologiche con le orecchie a punta e l'espressione sbarrata, lasciate intravedere dalla stessa tenda ripiegata sopra il loro capo, giganteggia il corpo di una giovane con un bracciale dorato che le cinge il braccio, una cinghia bianca che le avvolge la pettinatura con boccoli biondi e orecchini di perle che le penzolano intorno al viso, monili che suggellano la sua identità di cortigiana, e la gamba destra che sgattaiola fuori dal baldacchino scivolando sopra uno sgabello su cui sono ripiegate le sue vesti bianche, e che si protende sopra un uomo che giace con la bocca dischiusa sullo stesso giaciglio, avvolgendolo in una stretta intorno al collo con il braccio destro e sparpagliando con la stessa mano la sua treccia dorata sul suo torace nudo, mentre ripiega la mano sinistra per sollevare il panno che cinge i fianchi del giovane, appoggiato sopra la sua gamba destra; il quale a sua volta indietreggia affondando il gomito destro nei cuscini accatastati contro lo schienale mentre con il braccio sinistro avvolge il fianco sinistro della giovane, e la sua gamba destra si protende fuori dal giaciglio schiacciando una lastra di terracotta su cui figurano le ciabatte nere e col suolo in legno della giovane e alla cui destra è ranicchiato un gattino con l'espressione impaurita e il capo che sbuca verso lo sgabello, i cui occhietti scintillanti e la posa accovacciata replicano la medesima creatura che si annida anche ai piedi della Vergine, alla destra del dipinto nella Madonna della gatta.

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