East Harlem

quartiere di Manhattan, New York
East Harlem
East Harlem Skyline (48200097101).jpg
Vista del quartiere
StatoStati Uniti Stati Uniti
Stato federatoNew York New York
CittàNew York
DistrettoManhattan
Codice postale10029 e 10035
Abitanti116 000 ab. (2010)

East Harlem, conosciuta anche come Spanish Harlem o El Barrio, è un quartiere della città statunitense di New York, nello Stato di New York, situato a est di Harlem e abitato da una minoranza di popolazione di lingua spagnola.

Inizialmente il quartiere era abitato da immigrati italiani, col nome di Italian Harlem, ma dagli anni cinquanta del Novecento il costante aumento nella zona di discendenti portoricani, fra cui il famoso poeta Pedro Pietri, ha posto in minoranza la comunità originale.

StoriaModifica

OriginiModifica

L'area che divenne East Harlem fu rurale per la maggior parte del XIX secolo, eccetto che per alcuni insediamenti residenziali a nord-est delle strade Third Avenue e East 110th Street sviluppatasi a partire dagli anni sessanta dell'Ottocento. La costruzione della linea metropolitana rapida verso Harlem in 1879 e 1880 e la costruzione della Linea IRT Lexington Avenue nel 1919 ha portato all'urbanizzazione dell'area, incrementando la costruzione di condomini e di case a schiera di tipo brownstone (letteralmente: "pietra marrone", il tipico materiale edilizio con cui venivano costruite). L'estensione delle funivie su Lexington Avenue in East Harlem è stata ostacolata dalla pendenza creata collina di Duffy nella 103rd Street, una delle aree più ripide di Manhattan. East Harlem venne prima insediata da tedeschi, irlandesi, scandinavi e popolazioni dell'Europa dell'Est, tra cui anche persone di religione ebraica.

Dagli anni settanta dell'Ottocento anche gli immigrati italiani fecero ingresso nel quartiere dopo che un appaltatore che costruiva binari per carrelli sulla First Avenue importò lavoratori italiani come crumiri. La baraccopoli lungo l'East River nella 106th Street fu l'inizio della nascita del quartiere italiano, con 4 000 nuovi arriva a metà degli anni ottanta. Con ulteriori nuovi immigrati si espanse a nord nella strada East 115th Street e a ovest nella Third Avenue[1].

Harlem italianoModifica

 
Chiesa di Nostra Signora del Carmelo

Gli italiani del Sud e i siciliani con un moderato numero di italiani del Nord, presto divennero predominanti a East Harlem, in particolare nell'area a est di Lexington Avenue tra la strada 96th Street e 116th Street e a est di Madison Avenue (tra la strada 116th e la 125th Street), con ogni strada abitata da italiani di diverse regioni. Il quartiere divenne così soprannominato "Italian Harlem", fu la prima parte di Manhattan a cui ci si è riferiti come Little Italy[2] I primi italiani arrivano a East Harlem nel 1878, da Polla (Provincia di Salerno), e si sono insediati nelle vicinanze della strada 115th Street.[3]

VI erano diversi gruppi criminali nell'Harlem italiano, dalla Mano Nera, a quelle bande criminali che poi avrebbero formato la mafia italoamericana. Era il quartiere in cui si creò la famiglia Genovese[4]. Durante gli anni settanta del XX secolo, della banda East Harlem Purple Gang.

Negli anni venti e trenta del XX secolo, l'Harlem italiano fu rappresentato al congresso dal futuro sindaco di New York Fiorello La Guardia.[5] Nonostante il suo nome, generalmente non è considerato una parte di Harlem propriamente detto, ma è uno dei quartieri inclusi nella Grande Harlem.[6] Negli anni 1930 dopo che divenne sindaco pianificò l'espansione del parco Thomas Jefferson Park fino alla strada First Avenue, tra le strada 111th e 114th Street[7]. In questo periodo vi risiedevano oltre 110 000 italiani. Ai tempi era tre volte più grande della Little Italy di Manhattan.

Negli anni 1940, il quartiere fu rappresentato dall'avvocato per i diritti civili italo-americano Vito Marcantonio.

La comunità italiana rimase preponderante fino agli anni 1980 da quando inizio poi a declinare, ma nel quartiere son comunque rimaste le tradizioni come l'annuale festa di Nostra Signora del Carmelo (Feast of Our Lady of Mount Carmel) e il "Dancing of the Giglio", la prima festa italiana a New York (si celebra il secondo fine settimana di agosto ed è organizzata dalla Giglio Society of East Harlem. Esistono ancora negozi al dettaglio storici come il ristorante Rao's fondato nel 1896 e Patsy's Pizzeria del 1933[8].

Harlem latinoamericanoModifica

Edilizia popolareModifica

Esistono 24 progetti di edilizia popolare della New York City Housing Authority nel quartiere di East Harlem.[9]

TrasportiModifica

Il quartiere è servito dalla metropolitana di New York attraverso le stazioni di 125th Street, 116th Street, 110th Street, 103rd Street e 96th Street della linea IRT Lexington Avenue, dove fermano i treni delle linee 4, 5 e 6, e quella di 96th Street della linea IND Second Avenue, dove fermano i treni della linea Q.[10] All'interno dei suoi confini si trova anche la stazione ferroviaria Harlem-125th Street della Metro-North Railroad.

CuriositàModifica

Il quartiere East Harlem è gemellato con il comune di Brusciano (NA).

NoteModifica

  1. ^ Burrows, Edwin G. and Wallace, Mike (1999). Gotham: A History of New York City to 1898. New York: Oxford University Press. ISBN 0-195-11634-8., p.1123-24
  2. ^ Nevius, Michelle & Nevius, James (2009), Inside the Apple: A Streetwise History of New York City, New York: Free Press, ISBN 141658997X p.154
  3. ^ Meyer, Gerald. "Italian Harlem: America’s Largest and Most Italian Little Italy"
  4. ^ Genovese Crime Family-One of the "Five Families", su americanmafiahistory.com, American Mafia History, 6 maggio 2012. URL consultato il 19 settembre 2012.
  5. ^ El Barrio (Spanish Harlem) New York City.com : Visitor Guide : Editorial Review, su nyc.com. URL consultato il 19 settembre 2012.
  6. ^ Gurock, Jeffrey S., et al. "Harlem" in Template:Cite enc-nyc2, p. 573.
  7. ^ Thomas Jefferson Park Highlights, su nycgovparks.org, New York City Department of Parks and Recreation. URL consultato l'11 gennaio 2021.
  8. ^ Joseph Berger, East Harlem Rent Tripling, Barber May Have to Close Shop After 60 Years, in The New York Times, 13 maggio 2011. URL consultato il 13 maggio 2011.
  9. ^ NYCHA, su nyc.gov. URL consultato il 19 settembre 2012 (archiviato dall'url originale il 25 maggio 2015).
  10. ^ (EN) New York City Subway Map (PDF), su mta.info, novembre 2021. URL consultato il 24 dicembre 2021 (archiviato il 24 novembre 2021).

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Collegamenti esterniModifica

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