Ebrei siriani

Gli Ebrei siriani (in arabo : يهود سوريون) sono ebrei che abitano nella Repubblica araba di Siria, e dei loro discendenti nati fuori dalla Siria. Gli ebrei siriani traggono la loro origine principalmente da due gruppi, di cui il primo costituito dagli ebrei che abitavano l'antica Siria da tempi antichi, noti come gli ebrei musta'arabi, talvolta classificati come mizrahi (un termine generico per gli ebrei con una lunga storia nel Medio Oriente e nel Nord Africa), mentre il secondo trae origine dagli ebrei sefarditi (termine che si riferisce alle comunità ebraiche originarie dalla penisola iberica, dalla quale furono espulse in seguito al decreto di Alhambra nel 1492).

Un rabbino di Aleppo in Siria nel 1908.

Per secoli ci sono stati grandi comunità ad Aleppo e a Damasco, e una comunità più piccola a Kamichlié. Nella prima metà del XX secolo una grande percentuale di ebrei siriani emigrò negli Stati Uniti, in America centrale e meridionale e in Israele. La maggior parte degli ebrei rimasti emigrarono nei 28 anni successivi dopo il 1973, dovuto in parte agli sforzi di Judith Feld Carr, che sostiene di aver aiutato 3228 ebrei a emigrare; l'emigrazione è stata ammessa ufficialmente nel 1992.[1] Secondo il San Diego Jewish Journal oggi ci sono circa 25 ebrei in Siria, tutti loro vivono a Damasco. La più grande comunità ebraica siriana si trova nel quartiere di Brooklyn a New York ed è stimata a 75.000 persone.[2] Ci sono comunità più piccole in altre parti degli Stati Uniti e in America Latina.

NoteModifica

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