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Eccidio di Malga Bala
Sacrario Malga Bala.JPG
Il sacrario dei martiri di Malga Bala nell'antica cinta della chiesa madre di Tarvisio
Data23 marzo - 25 marzo 1944
StatoRepubblica Sociale Italiana Repubblica Sociale Italiana
ObiettivoCarabinieri italiani
Responsabilicontroverso
MotivazioneGuerra della Resistenza jugoslava contro l'occupazione delle Potenze dell'Asse
Conseguenze
Morti12

L'eccidio di Malga Bala è un episodio avvenuto in danno di 12 militi della Guardia Nazionale Repubblicana (ex Carabinieri Reali) aderenti alla Repubblica Sociale Italiana nel 1944, nell'ambito degli eventi della seconda guerra mondiale nei pressi dell'altopiano di Malga Bala.

Si tratta dell'ultima in ordine temporale e quella con minor numero di vittime di un trittico che ebbe luogo nel comune di Plezzo iniziato nell'aprile 1943 con lo scontro di Malga Golobar e proseguito nell'ottobre 1943 con l'eccidio di Bretto.

Esistono due versioni contrapposte circa lo svolgimento dei fatti, entrambe prive di riscontro storiografico:

  1. secondo la prima[1][2], presa a fondamento per la concessione alle vittime della medaglia d'oro al merito civile da parte della Repubblica italiana nel 2009, l'eccidio fu perpetrato intenzionalmente da una formazione di partigiani sloveni;
  2. secondo l'altra[3] i militi GNR sarebbero stati uccisi durante uno scontro a fuoco tra un reparto tedesco e i partigiani che li avevano catturati.

Inquadramento storicoModifica

In risposta all'armistizio di Cassibile dell'8 settembre 1943 ed alla conseguente spaccatura della penisola in due, i tedeschi già il 18 settembre occuparono militarmente Trieste istituendo la OZAK - Operationszone Adriatisches Küstenland (comprendente i territori delle province di Trieste, di Gorizia e di Lubiana) e la OZAV - Operationszone Alpenvorland (comprendente i territori delle province di Bolzano, di Trento e di Belluno), che furono annesse al Reich nazista fino al maggio 1945. Nei mesi successivi, i partigiani (sia italiani, sia jugoslavi) progressivamente acquisirono un maggior controllo del territorio, attaccando le installazioni civili e militari sia del III Reich nazista che della RSI - Repubblica Sociale Italiana fascista.

Alla fine del 1943, per contrastare le azioni partigiane sempre più frequenti, il Comando militare tedesco di Tarvisio istituì un Distaccamento fisso di militi della GNR della Repubblica Sociale Italiana (ex Carabinieri) a protezione della stazione di valle del Tunnel di Drenaggio "Štoln" (vicino al "Cimitero Militare Austro-Ungarico del 1915-1918" in Località Bretto di Sotto / Spodnji Log nella Frazione di Bretto / Log pod Mangartom nel Comune di Plezzo / Bovec[4][5]) della centrale idroelettrica delle miniere di piombo e zinco di "Raibl" (nella Frazione di Cave del Predil / Rabelj nel Comune di Tarvisio / Trbiž[6]). Obiettivo strategico per l'economia bellica in quanto alimentava le miniere di Predil.

Il Distaccamento era costituito da 12 militi agli ordini del vicebrigadiere Dino Perpignano, inquadrati dal 20 novembre 1943 nella 62ª Legione "Isonzo" della Guardia Nazionale Repubblicana della Repubblica Sociale Italiana (solo nelle province di Udine e Gorizia i Carabinieri Reali risposero in massa all'appello di entrare a far parte delle milizie fasciste della RSI, nelle restanti giurisdizioni la maggior parte dei Carabinieri Reali, rimasti fedeli al Regno d'Italia, finì deportata ed internata in Germania o andò ad ingrossare le file dei partigiani[senza fonte]).

Elenco dei cadutiModifica

 
La lapide che commemora l'eccidio nella cinta medioevale di Tarvisio

Questo è l'elenco delle vittime:

  1. Primo Amenici, milite GNR, nato a Crespino il 5 settembre 1905;
  2. Lino Bertogli, milite GNR, nato a Casola di Montefiorino il 19 marzo 1921;
  3. Ridolfo Colsi, milite GNR, nato a Signa il 3 febbraio 1920;
  4. Michele Castellano, milite ausiliario GNR, nato a Rocchetta Sant'Antonio l'11 novembre 1910;
  5. Domenico Dal Vecchio, milite GNR, nato a Refrontolo il 18 ottobre 1924;
  6. Fernando Ferretti, milite GNR, nato a San Martino in Rio il 4 luglio 1920;
  7. Antonio Ferro, milite GNR, nato a Rosolina il 16 febbraio 1923;
  8. Attilio Franzan, milite GNR, nato a Isola Vicentina il 9 ottobre 1913;
  9. Dino Perpignano, vicebrigadiere GNR, nato a Sommacampagna il 17 agosto 1921;
  10. Pasquale Ruggero, milite GNR, nato a Airola l'11 febbraio 1924;
  11. Pietro Tognazzo, milite ausiliario GNR, nato a Pontevigodarzere il 30 giugno 1912;
  12. Adelmino Zilio, milite GNR, nato a Prozolo di Camponogara il 15 giugno 1921.

OnorificenzeModifica

Il 27 marzo 2009 il presidente della repubblica italiano Giorgio Napolitano ha conferito a ciascun milite la medaglia d'oro al merito civile.

  Medaglia d'oro al merito civile
«"Nel corso dell'ultimo conflitto mondiale, in servizio presso il posto fisso di Bretto Inferiore, unitamente ad altri commilitoni, veniva catturato da truppe irregolari di partigiani slavi, che, a tappe forzate, lo conducevano sull'altopiano di Malga Bala. Imprigionato all'interno di un casolare, subiva disumane torture che sopportava con stoica dignità di soldato, fino a quando, dopo aver patito atroci sofferenze, veniva barbaramente trucidato.

Preclaro esempio di amor patrio, di senso dell'onore e del dovere, spinto fino all'estremo sacrificio."»
— Malga Bala (SLO), 23-25 marzo 1944[7]

NoteModifica

  1. ^ Carabinieri: Del Sette a commemorazione eccidio Malga Bala - Altre News - Nuova Europa, su ANSA.it, 24 marzo 2017. URL consultato il 10 febbraio 2019.
  2. ^ Malga Bala, su www.carabinieri.it. URL consultato il 10 febbraio 2019.
  3. ^ Malga Bala, ennesimo caso di revisionismo storico, su anpipianoro.it (archiviato dall'url originale il 3 novembre 2013).
  4. ^ Tunnel di Drenaggio "Štoln"
  5. ^ Tunnel di Drenaggio "Štoln"
  6. ^ Centrale Idroelettrica "Raibl"
  7. ^ Sito ufficiale della Presidenza della Repubblica.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica