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Eccidio di Vallarega
Cippo,via Tito Livio.JPG
Nuovo cippo di via Tito Livio inaugurato il 16-11-2014
Tipofucilazione
Data16 novembre 1944
LuogoLuvigliano di Torreglia
StatoItalia Italia
ResponsabiliSS
Motivazionerappresaglia
Conseguenze
Morti7

L'eccidio di Vallarega fu una strage avvenuta a Luvigliano di Torreglia in provincia di Padova il 16 novembre 1944 da parte delle truppe tedesche di stanza nella cittadina euganea, dove perirono sette civili.

StoriaModifica

Sede del Comando della X Armata della Wehrmacht, tra l'autunno del 1944 e la primavera del 1945, Luvigliano fu obiettivo di un violento attacco aereo da parte dei caccia-bombardieri inglesi. Furono colpite delle strutture, dove rimasero uccisi sei soldati tedeschi. Successive ondate della stessa azione di bombardamento si sono estese a Montemerlo, dove era la centrale telefonica operativa per l'alta Italia, e a Villa di Teolo, dove aveva sede lo stato maggiore dell'Armata.

In Vallarega (Luvigliano di Torreglia), il 16 novembre 1944, per rappresaglia contro l'uccisione di un soldato del Comando della X Armata dell'esercito tedesco, vennero fucilati sul posto sette ostaggi civili: cinque di questi, appartenenti alle formazioni partigiane, erano stati prelevati quindici giorni prima in una casa privata, in un'azione di rastrellamento, a Galzignano Terme. L'ordine fu dato dal comandante tedesco, capitano Lembke della Wehrmacht, che stava ad Este. I cadaveri vennero appesi per due giorni ai grandi platani del viale sotto il Palazzo dei Vescovi, intimò inoltre al podestà di Torreglia di prelevare 20 uomini da deportare in Germania. Ci volle tutto il prestigio del vescovo di Padova e l'intervento del comandante militare della piazza di Torreglia, maresciallo Kaiser, perché l'ordine fosse revocato.

Soltanto dopo qualche giorno fu possibile dare sepoltura agli sventurati; mentre non fu possibile identificare i due partigiani aggiunti da Lembke alla lista della rappresaglia, quasi subito furono identificati gli altri cinque: Ernesto Celadin, di anni 55, proprietario della casa; Ernesto Giacomin, di anni 24, fidanzato di una delle figlie del Celadin; Danilo Agostini, di anni 19, da Pernumia; Andrea Sorgato, di anni 21, da Saonara; il russo Alessandro Skirko.