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Il termine resta in uso in acquariofilia. La malattia, che può essere infettiva e rappresenta un pericolo consistente per gli acquari e gli allevamenti è spesso causata da un virus, il Rhabdovirus carpio, accompagnato quasi sempre da infezioni batteriche secondarie. La malattia si manifesta, come per l'uomo, con un'abnorme raccolta di liquido nell'addome del soggetto colpito, che appare pertanto gonfio. Altri sintomi frequenti sono l'esoftalmo (sporgenza oculare) e varie lesioni cutanee. La malattia è fatale nella quasi totalità dei casi.

Il termine comprende anche tutte le malattie che provocano un anormale ingrossamento dell'addome la cui natura, molto spesso, viene stabilita solo alla morte dell'animale. In tal senso vengono definite con il termine idropisia anche altre malattie, di natura molto differente ma che comportano sintomi simili: il tumore, l'infestazione di alcuni parassiti, ecc.

La malattia viene trattata, ove possibile, con antibiotici.

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