Apri il menu principale
Edmund Schwarzenberg
Edmund zu Schwarzenberg 1850 Litho.jpg
Incisione in Uniforme del Principe Edmund Schwarzenberg (Josef Kriehuber)
18 novembre 1803 – 17 novembre 1873
Nato aVienna
Morto aCastello di Worlik
Dati militari
Paese servitoFlag of the Habsburg Monarchy.svg Impero austriaco
Forza armataWappen Kaisertum Österreich 1815 (Klein).jpg Esercito imperiale austriaco
ArmaFanteria
Anni di servizio1822 – 1860
GradoFeldmaresciallo
ComandantiJosef Radetzky
GuerreSeconda guerra d'indipendenza italiana
BattaglieBattaglia di Magenta
Battaglia di Solferino
Battaglia di Solferino e San Martino
Decorazionivedi sotto
voci di militari presenti su Wikipedia

Edmund Leopold Friedrich zu Schwarzenberg (Vienna, 18 novembre 1803Castello di Worlik in Boemia, 17 novembre 1873) è stato Principe di Schwarzenberg e feldmaresciallo dell'esercito imperiale austriaco.

Indice

BiografiaModifica

Figlio minore del Principe Karl Philipp Schwarzenberg, vincitore della Battaglia di Lipsia contro Napoleone Bonaparte del 1813, Edmund iniziò la propria carriera militare nel 1822 come cadetto nel reggimento di fanteria conte Colloredo N° 33 dove, in virtù anche dei meriti e della fama del padre, fece una carriera lodevole che in breve tempo lo portò a rivestire tutti i gradi di ufficiale inferiore e superiore dell'esercito austriaco. Nel 1836 fu nominato colonnello comandante del reggimento corazzieri barone Mengen N° 4 e nel 1844, dopo essere stato promosso generale maggiore, entrò far parte del consiglio aulico di guerra. La rivoluzione del 1848 lo vide comandante di brigata nell'armata del feldmaresciallo conte Radetzky in Italia, dove si distinse particolarmente ottenendo l'Ordine di Leopoldo, la Croce Ferrea di 1ª classe e la Croce al merito militare. Per gli scontri a Porta Vigentina, davanti a Milano, gli sarà successivamente concessa (153ª promozione del 23 luglio 1849) la croce di cavaliere dell'Ordine militare di Maria Teresa.

Promosso luogotenente feldmaresciallo, nel maggio del 1849 fu destinato a comandare il III corpo d'armata in Ungheria contro gli insorti magiari, ma un colpo apoplettico lo costrinse ad abbandonare per lungo tempo il servizio attivo.

Ristabilitosi dopo avere seguito le cure idroterapiche di Gräfenberg, ebbe alcuni comandi importanti tra cui quello provvisorio della 4ª Armata a Lemberg in Galizia.

Nel 1856 divenne comandante del III Corpo d'Armata a Vienna. Tale corpo sarà inviato di rinforzo alle truppe austriache in Italia all'inizio del 1859. Nel giugno di quell'anno, nel corso della campagna militare contro gli alleati franco-sardi (Seconda guerra di indipendenza italiana), il principe Edmund prese parte alle sanguinosissime battaglie di Magenta e di Solferino in conseguenza delle quali gli Austriaci, usciti sconfitti, persero la Lombardia. Dopo questi fatti fu a capo del II Corpo d'Armata e comandante generale dell'Alta Austria, di Salisburgo e della Marca di Stiria. Nel novembre del 1860 dovette però abbandonare per motivi di salute ogni ruolo attivo nell'esercito. L'imperatore, tuttavia, volle ricompensare ancora una volta il fedele principe, nominandolo tenente-capitano della sua Prima guardia del corpo degli Arcieri, nella quale passerà capitano effettivo nel 1867 dopo la morte del precedente comandante, il feldmaresciallo Wratislaw.

In occasione dell'inaugurazione a Vienna il 20 ottobre 1867 del monumento che celebrava le glorie del padre contro Napoleone, l'imperatore nominò il principe Edmund feldmaresciallo, il grado più elevato nell'esercito austriaco.

Morì il 17 novembre 1873 nel Castello di Worlik, in Boemia, proprietà della sua famiglia da diverse generazioni. Ultimo dei figli del vincitore di Lipsia, rimase celibe.

Edmund Schwarzenberg, oltre ad essere stato insignito di alcune onorificenze estere, era cavaliere del Toson d'oro, Gran Croce dell'Ordine Imperiale di Leopoldo, detentore della Corona ferrea di 1ª classe e della Croce al merito militare, oltre al citato Ordine di Maria Teresa. Dal 1849 era titolare del 10º reggimento corazzieri (ex 2° dragoni e futuro 15° ussari) dapprima come secondo colonnello poi (nel 1868) primo colonnello proprietario.

OnorificenzeModifica

BibliografiaModifica

 
Castello di Worlik
  • (DE) Constantin Wurzbach, Biographisches Lexikon des Kaisertums Österreich, Vienna, 1877, Vol. 33, pp. 36–39 (versione online)

Altri progettiModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN84635168 · ISNI (EN0000 0001 0994 6431 · GND (DE115846034 · CERL cnp00383634