Educatore professionale socio pedagogico

L'Educatore professionale socio-pedagogico è il professionista dell'educazione e della formazione dell'Uomo che opera in ambito educativo, formativo, pedagogico in rapporto a qualsiasi attività svolta in modo formale, non formale e informale, nelle varie fasi della vita, in una prospettiva di crescita personale e sociale[1], con l’utilizzo di metodologie proprie della professione, in regime di lavoro autonomo, subordinato o mediante forme di collaborazione. È un professionista che svolge funzioni intellettuali con propria autonomia scientifica e responsabilità deontologica, con l’uso di strumenti conoscitivi specifici di tipo teorico e metodologico, per la progettazione, programmazione, intervento e valutazione di interventi educativi e supervisione, indirizzati alla persona e ai gruppi, in vari contesti educativi, formativi, sociali e sanitari per tutto il corso della loro vita, nonché con attività di consulenza educativa, di sostegno, di didattica, di ricerca e di sperimentazione.

Formazione modifica

La professione di educatore professionale socio pedagogico è disciplinata dalla Legge 55 del 15 aprile 2024 che istituisce l'Ordine delle professioni pedagogiche ed educative, entrata il vigore l'8 maggio 2024[2].

La qualifica di educatore professionale socio-pedagogico è attribuita con il conseguimento della laurea triennale in "Scienze dell'Educazione e della Formazione" (L-19) e ai sensi delle disposizioni del decreto legislativo 13 aprile 2017, n. 65, a norma della Legge 27 dicembre 2017, n. 205, art. 1 comma 595 ed, in via transitoria, secondo quanto stabilito dai commi 597 e 598 della medesima legge[3].

L’educatore professionale socio-pedagogico rientra nel livello di conoscenze, competenze e abilità e opera nelle aree di professionalità del 6º livello del Quadro europeo delle qualifiche (QEQ), secondo l’European qualifications framework, ai sensi della raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2008, sulla costituzione del Quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente, di seguito denominata «raccomandazione europea 23 aprile 2008» (Legge n.205/2017, art.1 comma 595).

La formazione prevede l'obbligatorietà di percorsi professionalizzanti di tirocinio formativo presso istituzioni ed enti educativi e formativi, aziende e strutture della pubblica amministrazione, servizi socio-educativi, socio assistenziali e socio-sanitari, e possono anche prevedere soggiorni presso altre università italiane ed estere, anche nel quadro di accordi internazionali.[1]

Conoscenze e competenze professionali modifica

L'Educatore professionale socio pedagogico possiede[4]:

  • conoscenze teoriche di base e competenze operative nelle scienze pedagogiche e metodologico-didattiche, integrate da ambiti differenziati di conoscenze e competenze nelle discipline filosofiche, sociologiche e psicologiche, ma sempre in relazione a una prevalenza della formazione generale, relativa alla conoscenza teorica, epistemologica e metodologica delle problematiche educative nelle loro diverse dimensioni, compresa quella di genere;
  • conoscenze teorico-pratiche per l'analisi della realtà sociale, culturale e territoriale, e competenze per elaborare, realizzare, gestire e valutare progetti educativi, al fine di rispondere alla crescente domanda educativa espressa dalla realtà sociale e dai servizi alla persona e alle comunità;
  • abilità e competenze pedagogico-progettuali, metodologico-didattiche, comunicativo relazionali, organizzativo-istituzionali al fine di progettare, realizzare, gestire e valutare interventi e processi di formazione continua, anche mediante tecnologie multimediali e sistemi di formazione a distanza;
  • una solida cultura di base nelle scienze della formazione dell'infanzia e della preadolescenza finalizzata ad acquisire competenze specifiche, saperi trasversali, metodi e tecniche di lavoro e di ricerca per gestire attività di insegnamento/apprendimento e interventi educativi nei servizi;
  • il possesso fluente, in forma scritta e orale, di almeno una lingua dell'Unione Europea, oltre l'italiano e adeguate competenze e strumenti per la comunicazione e la gestione dell'informazione.

Ambiti professionali di intervento modifica

L'Educatore professionale socio pedagogico opera nei servizi e nei presidi socio-educativi e socio-assistenziali, nei confronti di persone di ogni età, prioritariamente nei seguenti ambiti: educativo e formativo; scolastico; socio-assistenziale, relativamente agli aspetti socio-educativi; nei servizi e nei presidi socio-sanitari e della salute relativamente agli aspetti socio-educativi[5]; della genitorialità e della famiglia; culturale; giudiziario; ambientale; sportivo e motorio; dell'integrazione e della cooperazione internazionale.[6][7]

Ai sensi del DM 16 marzo 2007 - GU n. 153 del 6 luglio 2007, l'Educatore professionale socio pedagogico, svolge le proprie attività professionali, nelle strutture pubbliche e private che gestiscono e/o erogano servizi sociali e socio-sanitari (residenziali, domiciliari, territoriali) previsti dalla Legge 328/2000[8] e riguardanti:

  • famiglie,
  • minori,
  • anziani,
  • soggetti detenuti nelle carceri,
  • stranieri,
  • nomadi,
  • persone con disabilità,
  • servizi culturali, ricreativi, sportivi (centri di aggregazione giovanile, biblioteche, mediateche, ludoteche, musei, ecc.),
  • servizi di educazione ambientale (parchi, ecomusei, agenzie per l'ambiente, ecc.);
  • svolge anche attività di animatore socio-educativo;
  • ulteriori ambiti occupazionali sono le attività professionali di formatore, istruttore o tutor nei servizi di formazione professionale e continua, pubblici, privati e del privato sociale, nelle imprese e nelle associazioni di categoria;
  • nei servizi di sostegno alla genitorialità;
  • nelle strutture prescolastiche, scolastiche ed extrascolastiche,
  • convitti, semiconvitti ed educandati in qualità di personale educativo[9],
  • nei servizi e presidi socio-sanitari e della salute, relativamente agli aspetti socio-educativi;
  • nei servizi educativi per l'infanzia (nidi e micronidi, sezioni primavera, spazi gioco, centri per bambini e famiglie, servizi educativi in contesto domiciliare)[10] e per la preadolescenza.[7] Come educatori nei servizi educativi per l'infanzia (la qualifica di educatore professionale socio pedagogico deve ricomprendere, ai sensi del combinato disposto dal DL.65/2017[11] e L.205/2017[12], anche i crediti formativi universitari utili all'acquisizione della qualifica di educatore dei servizi educativi per l'infanzia).

Prosecuzione degli studi modifica

Naturale prosecuzione degli studi dell'Educatore professionale socio-pedagogico può essere quella che porta alla qualifica di Pedagogista attraverso il conseguimento di una delle Lauree magistrali abilitanti attive presso i Dipartimenti e/o Facoltà di Scienze della Formazione che danno accesso a tale professione: LM 85 Scienze Pedagogiche, LM 50 Programmazione e gestione dei servizi educativi, LM 57 Scienze dell'educazione degli adulti e della formazione continua o LM 93Teorie e metodologie dell'e-learning e della media education.[2]

L'associazione professionale maggiormente rappresentativa a livello italiano, ai sensi della Legge n. 4 del 2013, è l'APEI ([http://www.portaleapei.net Associazione Pedagogisti ed Educatori Italiani]) che sin dalla sua fondazione nel 2007 ha lavorato a livello istituzionale per il riconoscimento normativo dell'educatore professionale socio-pedagogico e si occupa dell'aggiornamento permanente degli iscritti.[3]

Note modifica

  1. ^ LEGGE 27 dicembre 2017, n. 205, art. 1 comma 594, su gazzettaufficiale.it. URL consultato il 17 luglio 2020.
  2. ^ gazzettaufficiale.it, https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2024/04/23/24G00072/sg.
  3. ^ LEGGE 27 dicembre 2017, n. 205, art. 1 commi 595, 506 e 597., su gazzettaufficiale.it. URL consultato il 17 luglio 2020.
  4. ^ Gazzetta Ufficiale, su gazzettaufficiale.it. URL consultato il 17 luglio 2020.
  5. ^ LEGGE 30 dicembre 2018, n. 145, art.1 comma 517., su gazzettaufficiale.it. URL consultato il 17 luglio 2020.
  6. ^ LEGGE 27 dicembre 2017, n. 205, art. 1 comma 594., su gazzettaufficiale.it. URL consultato il 17 luglio 2020.
  7. ^ a b DECRETO 16 marzo 2007 Determinazione delle classi delle lauree universitarie. (GU Serie Generale n.155 del 06-07-2007 - Suppl. Ordinario n. 153). Allegato, su gazzettaufficiale.it. URL consultato il 17 luglio 2020.
  8. ^ LEGGE 8 novembre 2000, n. 328. Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali., su gazzettaufficiale.it. URL consultato il 17 luglio 2020.
  9. ^ gazzettaufficiale.it, https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaArticolo?art.progressivo=0&art.idArticolo=1&art.versione=1&art.codiceRedazionale=096A2966&art.dataPubblicazioneGazzetta=1996-05-16&art.idGruppo=0&art.idSottoArticolo1=10&art.idSottoArticolo=1&art.flagTipoArticolo=1. URL consultato il 17 luglio 2020.
  10. ^ Istituzione del sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita sino a sei anni, a norma dell'articolo 1, commi 180 e 181, lettera e), della legge 13 luglio 2015, n. 107, su gazzettaufficiale.it. URL consultato il 17 luglio 2020.
  11. ^ DECRETO LEGISLATIVO 13 aprile 2017, n. 65, art. 4, comma 1, lettera e; art.14, comma 3., su gazzettaufficiale.it. URL consultato il 17 luglio 2020.
  12. ^ Gazzetta Ufficiale, su gazzettaufficiale.it. URL consultato il 17 luglio 2020.

Voci correlate modifica

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