Apri il menu principale

Eintracht Frankfurt

squadra di calcio tedesca
(Reindirizzamento da Eintracht Francoforte)
Eintracht Frankfurt
Calcio Football pictogram.svg
Eintrachtfrankfurt.png
SGE, Die Adler (Le Aquile), Die Diva vom Main (La Diva dal Meno), Launische Diva (La Diva Lunatica)
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Maglietta
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px Black&Red stripes on white.png Nero, rosso, bianco
Simboli Aquila
Inno Im Herzen von Europa
K.Westphal e H.Böcher
Dati societari
Città Wappen Frankfurt am Main.svg Francoforte sul Meno
Nazione Germania Germania
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Germany.svg DFB
Campionato Bundesliga
Fondazione 1899
Presidente Germania Peter Fischer
Allenatore Austria Adolf Hütter
Stadio Commerzbank-Arena
(51 500 posti)
Sito web www.eintracht.de
Palmarès
Campionato tedesco Coppa di GermaniaCoppa di GermaniaCoppa di GermaniaCoppa di GermaniaCoppa di Germania Coppa UEFA
Titoli di Germania 1
Trofei nazionali 5 Coppe di Germania
Trofei internazionali 1 Coppe UEFA/Europa League
1 Coppa delle Alpi
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

L'Eintracht Frankfurt (tedesco per Concordia Francoforte), noto in lingua italiana come Eintracht Francoforte, è una società polisportiva tedesca con sede a Francoforte sul Meno, la cui sezione più conosciuta è quella calcistica, fondata l'8 marzo 1899 e militante attualmente nella Bundesliga, la massima divisione del campionato tedesco.

Nella sua storia ha vinto un campionato tedesco (nel 1958-1959) e cinque Coppe di Germania. A livello internazionale si è aggiudicato la Coppa UEFA 1979-1980 (1-0 in finale contro i connazionali del Borussia Mönchengladbach) ed è giunto in finale di Coppa dei Campioni nel 1959-1960, quando fu sconfitto dal Real Madrid.

Il club, che conta 67 500 membri[1], comprende anche altri 17 dipartimenti sportivi. I colori sociali sono il rosso, il bianco e il nero. La squadra di calcio disputa le partite interne alla Commerzbank-Arena, già Waldstadion, stadio situato nel distretto di Sachsenhausen di Francoforte.

Indice

StoriaModifica

Dalle origini alla seconda guerra mondialeModifica

Le origini del club risalgono al 1899, quando vengono fondati sia il Frankfurter Fußball-Club Viktoria von 1899, considerato l'originaria squadra di calcio nella storia del club, che il Frankfurter Fußball-Club Kickers von 1899. Queste due squadre si uniscono nel maggio 1911 per dar vita al Frankfurter FV (Kickers-Viktoria), che si unisce a sua volta nel 1920 al club di ginnastica Frankfurter Turngemeinde von 1861 per formare il TuS Eintracht Frankfurt von 1861; le due squadre si separarono nuovamente nel 1927, dando vita al Turngemeinde Eintracht Frankfurt von 1861 e allo Sportgemeinde Eintracht Frankfurt (FFV) von 1899.

Prima della nascita della Bundesliga il campionato tedesco è composto da vari tornei locali e regionali, che selezionano le squadre partecipanti alla fase nazionale ad eliminazione. L'Eintracht dalla fine degli anni venti accede varie volte alla fase nazionale, dove però non fa mai molta strada. Solo nell'edizione 1931-1932, trascinato anche dai gol del capocannoniere Karl Ehmer giunge alla finale; qui viene però battuto 2-0 dal Bayern Monaco.

Nel 1933 la Germania nazista riorganizza il calcio tedesco: vengono create sedici Gauligen, e l'Eintracht gioca nella Südwest. Qui i rossoneri finiscono quasi sempre nella prima metà della classifica, e arrivano a vincere il campionato nel 1938[2]. Si qualificano in questa occasione al campionato nazionale, ma si fermano alle fasi eliminatorie.

Dal dopoguerra alla BundesligaModifica

Dopo la seconda guerra mondiale il formato del campionato non cambia di molto, con l'Eintracht viene inserito nell'Oberliga Süd. I rossoneri vincono questo torneo una prima volta nel 1953, e sono secondi l'anno successivo; in entrambi questi anni la squadra partecipa al campionato nazionale, ma senza troppa fortuna. Nell'estate del 1954, poi, si disputano i mondiali svizzeri, che vengono vinti dalla nazionale tedesca a cui appartiene anche Alfred Pfaff. I rossoneri vincono nuovamente l'Oberliga nel 1959, e a questa vittoria segue il titolo tedesco, sconfiggendo in finale i rivali del Kickers Offenbach per 5-3.

Dopo la vittoria del campionato i tedeschi partecipano alla Coppa dei Campioni 1959-1960; arrivati in semifinale sconfiggono 12-4 i Rangers nel doppio confronto, e accedono così alla finale. Questa si gioca il 18 maggio 1960 a Glasgow davanti a 127.621 spettatori, e vede opposti ai rossoneri i vincitori di tutte le quattro edizioni precedenti del torneo, gli spagnoli del Real Madrid. I rossoneri, che possono contare sul trio d'attacco formato da Richard Kreß, Dieter Lindner e Erwin Stein[3] si portano in vantaggio con Kreß, ma successivamente subiscono due gol di Alfredo Di Stéfano e quattro di Ferenc Puskás. Alla fine l'incontro finisce 7-3 per i madrileni: segna infatti un altro gol Di Stéfano, mentre per i tedeschi va due volte a segno Stein, in quella che è la finale con più reti della manifestazione.

L'esperienza in BundesligaModifica

 
Alexandru Schwartz, allenatore all'Eintracht Francoforte negli anni sessanta.

La stagione 1963-1964 segna la nascita della Bundesliga, e l'Eintracht è una delle sedici formazioni che prende parte al nuovo campionato. Si classifica subito terzo, ottenendo il miglior risultato di sempre, inoltre nella stessa stagione arriva a disputare la finale della coppa nazionale; qui è però sconfitto dal Monaco 1860.

I tedeschi partecipano nelle stagioni successive alla Coppa delle Fiere, ottenendo in questa competizione un risultato di tutto rispetto: il raggiungimento delle semifinali nell'edizione 1966-1967, dove sono sconfitti dai futuri vincitori della Dinamo Zagabria. Però solo quattro anni più tardi, al termine del campionato 1970-1971, la squadra finisce quindicesima ad un solo punto dalla zona retrocessione. Tuttavia già l'anno seguente l'Eintracht si classifica al quinto posto, e in questo modo partecipa alla Coppa UEFA 1972-1973; qui però affronta subito la squadra che sarà poi campione, il Liverpool, e viene così eliminato.

Il primo trofeo nazionale, la coppa, arriva nella stagione 1973-1974 battendo l'Amburgo 3-1 ai tempi supplementari; in estate poi, anche Jürgen Grabowski e Bernd Hölzenbein si laureano campioni del mondo, mentre i rossoneri conquistano la coppa anche nell'edizione successiva. Grazie a questo successo la squadra partecipa alla Coppa delle Coppe 1975-1976, e raggiunge un'altra volta le semifinali in una manifestazione europea: viene qui eliminata dal West Ham.

L'Eintracht conquista un trofeo continentale nella stagione 1979-1980, quando, allenato da Friedel Rausch vince la Coppa UEFA; tra i giocatori c'è anche Karl-Heinz Körbel, il giocatore con più presenze in Bundesliga[4]. I tedeschi eliminano durante il loro cammino anche il Feyenoord ed arrivano poi in semifinale, dove trovano altre tre squadre della Germania Ovest; eliminano prima il Bayern, e sconfiggono poi in finale i detentori del trofeo, il Borussia Mönchengladbach.

Nella stagione 1980-1981 l'Eintracht vince la terza coppa nazionale, e l'anno successivo viene eliminato ai quarti della Coppa delle Coppe 1981-1982 dal Tottenham. In Bundesliga, però, negli anni a seguire la squadra si trova spesso nella parte inferiore della graduatoria, tanto che nella stagione 1983-1984 si rende necessario disputare uno spareggio promozione-retrocessione contro il Duisburg. L'Eintracht sconfigge i rivali per 6-1 nel doppio confronto, ma un'analoga situazione si verifica nella stagione 1988-1989: questa volta ad essere sconfitto è il Saarbrücken. Intanto i rossoneri, complice la vittoria della quarta coppa nazionale dell'anno precedente raggiungono un'altra volta i quarti di finale in Coppa delle Coppe; qui sono eliminati dai campioni in carica del Mechelen.

Anni novantaModifica

Gli anni novanta si aprono con il terzo posto conquistato nel campionato 1989-1990, quando Jørn Andersen è capocannoniere e Uwe Bein diventa campione del mondo. In seguito arrivano altri due terzi posto, nel 1991-1992 a soli due punti[5] dai campioni dello Stoccarda, e nel 1992-1993. Sempre in questo periodo i tedeschi raggiungono per due volte i quarti di finale in Coppa UEFA, nella stagione 1993-1994 e in quella successiva; curiosamente vengono eliminati in entrambi i casi dalla squadra che sarà vicecampione, rispettivamente il Casino Salisburgo e la Juventus, ma riescono ad eliminare il Napoli.

Dopo gli eventi turbolenti della stagione 1994-1995, tra cui la sospensione dei giocatori Jay-Jay Okocha, Anthony Yeboah e Maurizio Gaudino voluta dal tecnico Jupp Heynckes, la stagione 1995-1996 inizia con l'allenatore Charly Körbel, che aveva sostituito Heynckes già nell'aprile 1995. Le aspettative riposte sulla squadra sono grandi, vista la campagna di rafforzamento che ha previsto gli arrivi di Markus Schupp, Johnny Ekström e il rientrante Maurizio Gaudino. Prima dell'inizio del campionato la squadra perde i quarti di finale della Coppa Intertoto contro il Bordeaux di Bixente Lizarazu e Zinédine Zidane (3-0). Il primo turno della Coppa di Germania vede una vittoria di misura (2-1) contro il Saarbrücken e dopo la quinta giornata di campionato l'Eintracht è secondo in Bundesliga, per poi scivolare al quinto posto. La discesa prosegue malgrado l'arrivo, nel settembre 1995, dell'attaccante Ivica Mornar dall'Hajduk Spalato. L'eliminazione dalla coppa nazionale giunge già al secondo turno contro il Monaco 1860 in malo modo (1-5), mentre nelle successive cinque partite di campionato l'Eintracht ottiene un solo punto e scivola al sedicesimo e terzultimo posto della graduatoria, ma vincendo per 4-1 contro il quotato Bayern Monaco il Francoforte sembra porsi alle spalle la crisi. Rinforzata in parte la difesa con l'arrivo, a dicembre, di Ned Zelić dal QPR, l'Eintracht risale al decimo posto, ma è un fuoco di paglia: dalla diciottesima alla ventinovesima giornata arriva una sola vittoria e dopo la sconfitta casalinga contro il Borussia M'gladbach il tecnico Charly Körbel è rimpiazzato da Dragoslav Stepanović, che non riesce, tuttavia, ad invertire la rotta. La stagione si conclude a quota 32 punti, con il diciassettesimo e penultimo posto e la prima retrocessione della storia del club. Ad accompagnare l'Eintracht in Zweite Bundesliga c'è anche il Kaiserslautern, un'altra delle squadre che fino a quel momento ha sempre militato in Bundesliga. Il declino sportivo si accompagna a quello amministrativo: i soci ritirano la fiducia al presidente Matthias Ohm e poco dopo si dimette anche il tesoriere Erbs. In estate il portiere dell'Eintracht Andreas Köpke vincerà da titolare il campionato d'Europa 1996 con la nazionale tedesca.

La prima stagione in Zweite Bundesliga è deludente per l'Eintracht, che alla fine del girone d'andata si ritrova addirittura in zona retrocessione, al quindicesimo posto, mentre in Coppa di Germania è eliminato già al secondo turno dai rivali di campionato del Meppen. La panchina passa da Dragoslav Stepanovića a Horst Ehrmantraut, che riesce a risollevare la squadra nel girone di ritorno, risalendo sino al settimo posto finale. Nel 1997-1998 l'Eintracht riguadagna la massima serie vincendo il campionato di seconda divisione con tre punti di vantaggio sul Friburgo, subendo solo 4 sconfitte in 34 giornate.

Tornato in massima divisione per la stagione 1998-1999, l'Eintracht vive un'annata travagliata. Dopo il licenziamento Ehrmantraut, a dicembre prende le redini della squadra Bernhard Lippert, che è sostituito da Reinhold Fanz, avvicendato a sua volta da Jörg Berger. La compagine del Meno si ritrova all'ultima giornata a non essere ancora matematicamente salva, ma poi la vittoria per 5-1 sui campioni uscenti del Kaiserslautern e la contemporanea sconfitta interna del Norimberga fanno sì che a retrocedere sia proprio quest'ultima squadra[6] a causa degli scontri diretti sfavorevoli. Decisivo è per l'Eintracht il gol all'89º minuto del norvegese Jan Åge Fjørtoft. Nel marzo 1999 il club celebra il proprio centenario dandosi un nuovo stemma: la tradizionale aquila rossa torna, in veste leggermente modificata, dopo diciannove anni, dato che dal 1980 il sodalizio utilizzava come logo un'aquila stilizzata in bianco e nero.

Anni duemilaModifica

 
Felix Magath, alla guida dell'Eintracht dal dicembre 1999 al gennaio 2001.

Nel 1999-2000 il club viene penalizzato di due punti dalla federcalcio tedesca per violazioni finanziarie, ma, dopo il cambio di allenatore da Jörg Berger a Felix Magath (nominato tecnico il 27 dicembre 1999), si salva grazie alla vittoria in extremis per 2-1 sulla diretta concorrente Ulm all'ultima giornata[7], riuscendo a chiudere con quattro punti di vantaggio sulla zona retrocessione e come terza squadra per rendimento nel girone di ritorno. La nuova retrocessione arriva, tuttavia, al termine della Bundesliga 2000-2001. Nonostante un inizio positivo nelle prime cinque giornate, la squadra subisce sei sconfitte consecutive che conducono al licenziamento dell'allenatore Felix Magath il 29 gennaio 2001. In panchina subentra il direttore sportivo Rolf Dohmen, che guida la compagine del Meno in dieci partite, fino alla nomina di Friedel Rausch, che non riesce a scongiurare la caduta in seconda serie.

La stagione 2001-2002 si conclude per l'Eintracht con il settimo posto in seconda serie, ma alla fine del torneo emerge nel bilancio del club un buco di 8 milioni di euro e la squadra rischia l'esclusione dal successivo campionato di seconda divisione. Il 17 luglio 2002 la Corte d'appello federale respinge il ricorso presentato dall'Unterhaching, che, retrocesso in terza serie sul campo, ha presentato domanda di riammissione in seconda serie al posto dell'Eintracht, di cui ha chiesto la retrocessione d'ufficio per un errore nei documenti di licenza. L'Eintracht rimane così in seconda serie.

La stagione 2002-2003 si apre con l'ascesa alla presidenza di Volker Sparmann, che passa dal consiglio di sorveglianza al consiglio di amministrazione. L'Eintracht allenato da Willi Reimann riesce a tornare in Bundesliga non senza patemi: dopo essere stata ai vertici della classifica per quasi tutta l'annata, alla trentunesima giornata, a causa della sconfitta sul campo del Magonza, la squadra scivola al quinto posto, ma ottiene comunque la promozione all'ultima giornata con due gol segnati a tempo scaduto nella partita vinta per 6-3 contro il Reutlingen, risultato che consente all'Eintracht di agguandare il terzo posto finale. In Coppa di Germania la compagine di Francoforte elimina il Rot-Weiß Erfurt, ma esce al secondo turno contro l'Hansa Rostock.

Nella stagione 2003-2004 di Bundesliga l'Eintracht Francoforte si batte per non retrocedere, ma invano. Uscita dalla Coppa di Germania contro il Duisburg al secondo turno (dopo aver eliminato il Kickers Offenbach), nel girone di ritorno di campionato vince solo tre volte. Peter Schuster è rimpiazzato da Heiko Beeck nel ruolo di amministratore delegato, prima dell'insediamento, nel dicembre 2003, di Heribert Bruchhagen. Nella finestra invernale di calciomercato la squadra si rinforza e ottiene tre vittorie e due pareggi all'inizio del girone di ritorno, ma tutto sarà inutile. Il 20 marzo 2004, a causa delle vibranti proteste contro il quarto uomo Thorsten Schriever nella partita persa per 0-2 contro il Borussia Dortmund, l'allenatore Willi Reimann è punito con una squalifica di cinque partite e un'ammenda di 25.000 euro. Nella seconda metà del girone di ritorno l'Eintracht vive una crisi di risultati culminata nel sedicesimo posto finale, che vuol dire terza retrocessione della storia in seconda serie.

Nell'estate del 2004 assume la guida tecnica dell'Eintracht Friedhelm Funkel, che imposta l'organico su un nugolo di giovani arrivati in prestito. Dopo una brutta partenza in Zweite Bundesliga (quattordicesimo posto dopo undici giornate), la squadra risale fino a ritrovarsi quinta prima della pausa invernale e nel girone di ritorno risulta la squadra che ha guadagnato più punti. Alla 34ª giornata arriva la promozione in massima serie, grazie ad una vittoria per 3-0 contro il Wacker Burghausen. In Coppa di Germania la squadra elimina Rot-Weiß Erfurt e Greuther Fürth, per poi perdere per 0-2 contro lo Schalke 04, futuro finalista di coppa.

Nella stagione 2005-2006 di Bundesliga il neopromosso Eintracht disputa un girone d'andata fruttuoso, concluso al decimo posto con 21 punti. Malgrado una seconda parte di stagione in affanno (seconda peggiore squadra del girone di ritorno), la squadra del Meno riesce a ottenere la salvezza alla 33ª e penultima giornata, per poi chiudere il campionato al quattordicesimo posto, con 36 punti. Molto positivo è il percorso nella coppa nazionale, nella quale l'Eintracht raggiunge persino la finale eliminando RW Oberhausen (2-1), Schalke 04 (6-0), Norimberga (5-2), Monaco 1860 (3-1) e Arminia Bielefeld (1-0). In finale, il 29 aprile 2006, è sconfitto per 1-0 dal Bayern Monaco, che vince anche il campionato, liberando così un posto nelle coppe europee per la finalista di DFB-Pokal, l'Eintracht, che pertanto si qualifica per la Coppa UEFA per la prima volta dal 1994.

Nella stagione 2006-2007 l'Eintracht torna dunque a giocare in Coppa UEFA, dove, superato il Brøndby nel preliminare, arriva alla fase a gruppi. Con una sconfitta interna contro il Palermo (1-2) e tre pareggi contro Celta Vigo (1-1 esterno), Newcastle Utd (0-0 interno) e Fenerbahçe (2-2 esterno) in quattro partite, è eliminato a causa dell'ultimo posto nel girone. In Coppa di Germania raggiunge la semifinale, dove è eliminato dal Norimberga, mentre in campionato ottiene la salvezza. Inizia con una vittoria e sette pareggi nelle prime otto partite di Bundesliga e alla fine del girone di andata si ritrova decimo con 20 punti, proprio come l'anno precedente. La seconda parte della stagione, segnata da punti persi a causa di molti gol subiti negli ultimi minuti, inizia con sei partite senza vittorie e la caduta in zona retrocessione. L'esonero di Funkel sembra dare la svolta alla stagione: con le vittorie contro Alemannia Aquisgrana (4-0) e Werder Brema (2-1) alla terzultima e alla penultima giornata, la squadra si salva. Il piazzamento finale è il quattordicesimo posto con 40 punti, equamente bilanciati tra quelli ottenuti in casa (20) e in trasferta (20).

Nella stagione 2007-2008 l'Eintracht fa registrare il miglior piazzamento degli ultimi tredici anni, il nono posto, che era stato ottenuto l'ultima volta nella stagione 1994-1995. In Coppa di Germania elimina l'Union Berlino (4-1), ma esce al secondo turno contro il Borussia Dortmund poi finalista (1-2). Il campionato comincia bene, con quattro vittorie e due sconfitte nelle prime nove partite. Dopo la pesante sconfitta sul campo del Norimberga (5-1) inanella una serie di sette risultati utili consecutivi. Concluso il girone d'andata al nono posto con 23 punti, nella pausa invernale ingaggia Caio e Martin Fenin rispettivamente per 4 e 3,5 milioni di euro, stabilendo due dei tre acquisti più costosi nella storia del club. Nelle prime nove partite del girone di ritorno ottiene 19 punti, arrivando alla 26ª giornata in settima posizione, a tre punti dalla zona Champions. Nelle restanti otto partite, tuttavia, ottiene solo quattro punti, chiudendo la stagione in nona posizione, la migliore dal 1994-1995, con 46 punti, di cui 28 in casa e 18 in trasferta.

Nella stagione 2008-2009 l'obiettivo stagionale è ottenere più dei 46 punti dell'anno precedente, ma non è raggiunto. In Coppa di Germania perde in casa per 1-2 contro l'Hansa Rostock ed è eliminato al secondo turno. Il campionato inizia con sette partite consecutive senza vittorie, il che provoca aspre critiche all'indirizzo di Friedhelm Funkel da parte dei tifosi. Con tre vittorie nelle successive quattro partite l'Eintracht raggiunge nuovamente la metà della classifica e chiude il girone d'andata con 19 punti, al dodicesimo posto. Nel girone di ritorno l'Eintracht delude di frequente, facendo registrare solo tre vittorie. Si tratta del peggiore girone di ritorno di tutti i club della Bundesliga, con soli 14 punti ottenuti. Malgrado la conquista della salvezza, l'Eintracht annuncia la separazione da Funkel già prima della fine della stagione, alla vigilia dell'ultima giornata. La stagione è chiusa al tredicesimo posto, con 33 punti. Nonostante le prestazioni deludenti, si tratta del secondo miglior piazzamento dell'Eintracht dal 1994-1995.

Anni duemiladieciModifica

 
Michael Skibbe, allenatore dell'Eintracht dal giugno 2009 al marzo 2011.

Il 5 giugno 2009 è nominato allenatore Michael Skibbe. In Coppa di Germania, dopo le vittorie contro i rivali locali del Kickers Offenbach e dell'Alemannia Aquisgrana, nel secondo turno la squadra esce di scena contro il Bayern Monaco (0-4). In campionato la partenza è buona, con l'imbattibilità estesa alle prime sette giornate. Il girone d'andata si conclude con 24 punti e il decimo posto, per il miglior girone d'andata dal 1993-1994. Anche nella seconda parte della stagione la squadra ha successo e battaglia per un piazzamento utile per la qualificazione alle coppe europee. Un calo accusato prima della fine della stagione (solo due punti nelle ultime cinque partite), provoca tuttavia lo scivolamento al decimo posto finale. Prima della pausa invernale del campionato la squadra era decima con 46 punti.

La retrocessione in seconda serie arriva nuovamente al termine della stagione 2010-2011. L'inizio di stagione è negativo, con soli tre punti nelle prime cinque giornate e lo scivolamento in piena zona retrocessione, ma l'Eintracht disputerà uno dei migliori gironi di andata nella storia del club, concluso al settimo posto con 26 punti, sulla spinta dei gol del neoacquisto greco Theofanīs Gekas (saranno 14 in stagione). Nel girone di andata i rossoneri riescono anche a sconfiggere per 1-0 i futuri campioni del Borussia Dortmund alla diciassettesima giornata[8], la squadra inizia il girone di ritorno con otto partite consecutive senza riuscire a segnare, per un totale di dieci partite di fila senza vittorie. Da qui alla fine del campionato l'Eintracht vince una sola partita, quella con il St. Pauli, che sarà anch'esso retrocesso. A nulla serve l'esonero di Skibbe, avvenuto il 22 marzo 2011. Il successore Christoph Daum non è in grado di salvare l'Eintracht, che stabilisce un nuovo record negativo, con soli 8 punti ottenuti nel girone di ritorno.

Il 16 maggio 2011 Daum si dimette dalla guida tecnica del club, che il 31 maggio passa nelle mani di Armin Veh. Sotto la sua guida la squadra torna immediatamente in Bundesliga vincendo il campionato di Zweite Bundesliga 2011-2012 con largo anticipo, il 23 aprile 2012 battendo per 3-0 l'Alemannia Aquisgrana. Alex Meier è capocannoniere del torneo con 17 gol insieme a Olivier Occéan del Greuther Fürth e Nick Proschwitz del Paderborn 07.

L'Eintracht disputa il campionato 2012-2013 di Bundesliga ad alti livelli e, dopo aver occupato a lungo il quarto posto valevole per l'accesso ai preliminari di Champions League, i rossoneri chiudono il campionato al sesto posto, qualificandosi così per i play-off dell'Europa League 2013-2014. Nel 2013-2014 l'Eintracht si qualifica per la fase gruppi di Europa League, che conclude al primo posto del proprio raggruppamento. Ai sedicesimi di finale è eliminato dal Porto: ad Oporto l'incontro finisce 2-2, ma il 3-3 a Francoforte sul Meno premia i portoghesi, che avanzano grazie alla regola dei gol fuori casa. Il campionato è chiuso al tredicesimo posto.

Dopo il nono posto dell'anno seguente, nella stagione 2015-2016 l'Eintracht chiude, con il subentrato tecnico Niko Kovač, il campionato al terzultimo posto, ma riesce a ottenere la salvezza dopo aver vinto lo spareggio promozione-retrocessione contro il Norimberga. Nella stagione successiva i rossoneri chiudono in undicesima posizione e riescono a raggiungere la finale della Coppa di Germania, ma vengono battuti dal Borussia Dortmund. Nella stagione 2017-2018 l'Eintracht chiude il campionato all'ottavo posto, ma riesce ad aggiudicarsi la quinta coppa nazionale della sua storia, la prima dopo trent'anni, grazie alla vittoria per 3-1 in finale contro il favorito Bayern Monaco, assicurandosi così un posto in Europa League per l'anno successivo.

L'annata 2018-2019, la prima dell'allenatore austriaco Adi Hütter, si apre con la sconfitta (5-0) contro il Bayern Monaco nella gara che assegna la Supercoppa di Germania. Il cammino in Europa League dell'Eintracht prosegue invece molto bene: la squadra conclude il proprio girone al primo posto a punteggio pieno (unico club della competizione a riuscirvi assieme al Salisburgo) ed elimina lo Šachtar ai sedicesimi dì finale, l'Inter agli ottavi e il Benfica ai quarti, per poi arrendersi in semifinale contro il Chelsea solo ai tiri di rigore (dopo due pareggi). In campionato l'Eintracht si piazza al settimo posto.

CronistoriaModifica

Cronistoria dell'Eintracht Frankfurt
  • 1899: fondazione del club.
  • 1911-12 · Campione della Nordkreisliga.
  • 1912-13 · Campione della Nordkreisliga.
  • 1913-14 · Campione della Nordkreisliga.
  • 1927-28 · Eliminato negli ottavi di finale.
  • 1928-29 ·
  • 1929-30 · Eliminato nei quarti di finale.
  • 1930-31 · Eliminato nei quarti di finale.
  • 1931-32 · Finalista nazionale.
  • 1932-33 · Semifinalista nazionale.
  • 1933-34 · 4º in Gauliga Südwest/Mainhessen.
  • 1934-35 · 7º in Gauliga Südwest/Mainhessen.
  • 1935-36 · 3º in Gauliga Südwest/Mainhessen.
  • 1936-37 · 2º in Gauliga Südwest/Mainhessen.
  • 1937-38 Campione della Gauliga Südwest/Mainhessen. 2º nel gruppo A nazionale.
  • 1938-39 · 3º in Gauliga Südwest/Mainhessen.
  • 1939-40 · 2º in Gauliga Südwest/Mainhessen.
  • 1940-41 · 3º in Gauliga Südwest/Mainhessen.
  • 1941-42 · 2º in Gauliga Hessen-Nassau.
  • 1942-43 · 5º in Gauliga Hessen-Nassau.
  • 1943-44 · 4º in Gauliga Hessen-Nassau.
  • 1944-45 ·
  • 1945-46 · 11º in Oberliga Süd.
  • 1946-47 · 3º in Oberliga Süd.
  • 1947-48 · 10º in Oberliga Süd.
  • 1948-49 · 13º in Oberliga Süd.
  • 1949-50 · 14º in Oberliga Süd.

  • 1950-51 · 8º in Oberliga Süd.
  • 1951-52 · 4º in Oberliga Süd.
  • 1952-53 Campione dell'Oberliga Süd. 2º nel gruppo 1 nazionale.
  • 1953-54 · 2º in Oberliga Süd. 3º nel gruppo 2 nazionale.
  • 1954-55 · 4º in Oberliga Süd.
  • 1955-56 · 6º in Oberliga Süd.
  • 1956-57 · 5º in Oberliga Süd.
  • 1957-58 · 3º in Oberliga Süd.
  • 1958-59 1º in Oberliga Süd.     Campione della Germania Ovest (1º titolo).
  • 1959-60 · 4º in Oberliga Süd.
Finalista nella Coppa dei Campioni.

  • 1960-61 · 2º in Oberliga Süd. 2º nel gruppo 1 nazionale.
  • 1961-62 · 2º in Oberliga Süd. 2º nel gruppo 2 nazionale.
  • 1962-63 · 4º in Oberliga Süd.
  • 1963-64 · 3º in Bundesliga.
Finalista nella DFB-Pokal.
Eliminato nel primo turno della Coppa delle Fiere.
Semifinalista nella Coppa delle Fiere.
Vince la Coppa Piano Karl Rappan.
Eliminato nel primo turno della Coppa delle Fiere.
Eliminato nel terzo turno della Coppa delle Fiere.

Eliminato nel primo turno della Coppa UEFA.
  Vince la DFB-Pokal (1º titolo).
Eliminato nel secondo turno della Coppa delle Coppe.
  Vince la DFB-Pokal (2º titolo).
Semifinalista nella Coppa delle Coppe.
Eliminato nei quarti della Coppa UEFA.
  Vince la Coppa UEFA.

Eliminato nel terzo turno della Coppa UEFA.
  Vince la DFB-Pokal (3º titolo).
Eliminato nei quarti della Coppa delle Coppe.
  Vince la DFB-Pokal (4º titolo).
Finalista nella Supercoppa di Germania
Eliminato nei quarti della Coppa delle Coppe.

Eliminato nel primo turno della Coppa UEFA.
Eliminato nel secondo turno della Coppa UEFA.
Eliminato nel secondo turno della Coppa UEFA.
Eliminato nei quarti della Coppa UEFA.
Eliminato nei quarti della Coppa UEFA.

Finalista nella DFB-Pokal.
Eliminato nella fase a gruppi della Coppa UEFA.

Eliminato nei sedicesimi di finale dell'Europa League.
  • 2014-15 · 9º in Bundesliga.
  • 2015-16 · 16º in Bundesliga. Vince lo spareggio promozione-retrocessione contro il Norimberga.
  • 2016-17 · 11º in Bundesliga.
Finalista nella DFB-Pokal.
  Vince la DFB-Pokal (5º titolo).
Finalista nella Supercoppa di Germania.
Semifinalista in Europa League.

Colori e simboliModifica

Lo stemma della squadra deriva dal simbolo della città di Francoforte sul Meno, un'aquila imperiale del XIII secolo.

 
Il simbolo dell'Eintracht, basato sullo stemma cittadino.

Il simbolo ha subito lievi cambiamenti fino al 1980, quando si decise di porre nello stemma un'aquila bianca e nera stilizzata. Nel 1999, in occasione del centenario del club, la dirigenza decise di ripristinare un'aquila più tradizionale,. Dal 2006 l'Eintracht ha una mascotte, l'aquila dorata Attila del vicino zoo di Hanau, molto popolare tra i tifosi.

Divisa del centenario, stagione 1999-2000

I colori sociali sono rosso, nero e bianco e derivano da quelli dei club fondatori dell'Eintracht, il Frankfurter FC Viktoria e il Frankfurter FC Kickers, che indossavano rispettivamente maglia rossonera e maglia bianconera. Il rosso e il bianco sono mutuati dallo stemma cittadino, mentre il bianco e il nero campeggiano nello stemma della Prussia. Alla fusione i due club decisero di adottare i colori di entrambi i sodalizi. Dato che il Kickers Offenbach, vicino club rivale, adotta il rosso e il bianco, l'Eintracht evita di adottare tale divisa e preferisce giocare in tenuta rossonera o bianconera.

I giocatori della squadra sono soprannominati Die Adler (le Aquile). Un nomignolo ancora popolare tra i tifosi è SGE, acronimo del vecchio nome del club, Sportgemeinde Eintracht (Frankfurt), tedesco per "Comunità Sportiva Concordia".

Il soprannome Launische Diva (diva lunatica) era diffuso nei primi anni '90, quando la squadra era nota perché riusciva a battere spesso squadre più quotate, ma era poi sconfitta non di rado da compagini più deboli.

StruttureModifica

StadioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Commerzbank-Arena.

AllenatoriModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori dell'Eintracht Frankfurt
 
Allenatori


GiocatoriModifica

PalmarèsModifica

Competizioni nazionaliModifica

1958-1959
1973-1974, 1974-1975, 1980-1981, 1987-1988, 2017-2018
1997-1998

Competizioni internazionaliModifica

1979-1980
1966-1967
1967

Competizioni regionaliModifica

1953, 1958
1930, 1932
  • Bezirksliga Main-Hessen: 5
1928, 1929, 1930, 1931, 1932
1938
  • Coppa d'Assia: 2
1946, 1969

Altri piazzamentiModifica

Secondo posto: 1931-1932
Terzo posto: 1963-1964, 1974-1975, 1989-1990, 1991-1992, 1992-1993
Finalista: 1963-1964, 2005-2006, 2016-2017
Semifinalista: 1978-1979, 1990-1991, 1992-1993, 2006-2007
Semifinalista: 1972-1973
Finalista: 1988, 2018
Secondo posto: 2011-2012
Terzo posto: 2002-2003 2004-2005
Finalista: 1959-1960
Semifinalista: 1975-1976
Semifinalista: 1966-1967
Semifinalista: 2018-2019

Competizioni giovaniliModifica

1982, 1983, 1985
1977, 1980, 1991, 2010

Statistiche e recordModifica

Partecipazione ai campionati e ai tornei internazionaliModifica

Campionati nazionaliModifica

Dalla stagione 1933-1934 alla stagione 2018-2019 compresa, la squadra ha partecipato a:

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Gauliga 11 1933-1934 1943-1944 79
Oberliga 18 1945-1946 1962-1963
Bundesliga 50 1963-1964 2018-2019
2. Fußball-Bundesliga 6 1996-1997 2011-2012 6

Partecipazione alle coppe europeeModifica

Nelle competizioni europee l'Eintracht Francoforte ha ottenuto contro i polacchi del Widzew Łódź la miglior vittoria in assoluto, un 9-0 nei trentaduesimi della Coppa UEFA 1992-1993, mentre la peggior sconfitta, un 5-0, è avvenuta contro i danesi del Brøndby nel primo turno della Coppa UEFA 1990-1991[9].

Alla stagione 2018-2019 il club ha ottenuto le seguenti partecipazioni alle coppe europee[9][10]:

Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione
Coppa dei Campioni/UEFA Champions League 1 1959-1960
Coppa delle Coppe 4 1974-1975 1988-1989
Coppa UEFA/UEFA Europa League 12 1972-1973 2018-2019
Coppa Intertoto 1 1995
Coppa delle Fiere 4 1964-1965 1968-1969
DettaglioModifica
Stagione Competizione Turno Avversario Casa Trasferta Aggregato
1959-1960 Coppa dei Campioni Ottavi di finale   Young Boys 1-1 4-1 5-2
Quarti di finale   Wiener 2-1 1-1 3-2
Semifinale   Rangers 6-1 6-3 12-4
Finale   Real Madrid N.D. N.D. 3-7
1964-1965 Coppa delle Fiere Primo turno   Kilmarnock 3-0 1-5 4-5
1966-1967 Coppa delle Fiere Primo turno   Drumcondra 6-1 2-0 8-1
Secondo turno   Hvidovre 5-1 2-2 7-3
Ottavi di finale   Ferencvaros 4-1 1-2 1-2
Quarti di finale   Burnley 1-1 2-1 3-2
Semifinali   Dinamo Zagabria 3-0 0-4
(dts)
3-4
1967-1968 Coppa delle Fiere Primo turno   Nottingham Forest 0-1 0-4 0-5
1968-1969 Coppa delle Fiere Primo turno   Wacker Innsbruck 3-0 2-2 5-2
Secondo turno   Juventus 1-0
(dts)
0-0 1-0
Ottavi di finale   Athletic Bilbao 1-1 0-1 1-2
1972-1973 Coppa UEFA Primo turno   Liverpool 0-0 0-2 0-2
1974-1975 Coppa delle Coppe Primo turno   Monaco 3-0 2-2 5-2
Ottavi di finale   Dinamo Kiev 2-3 1-2 3-5
1975-1976 Coppa delle Coppe Primo turno   Coleraine 5-1 6-2 11-3
Ottavi di finale   Atlético Madrid 1-0 2-1 3-1
Quarti di finale   Sturm Graz 1-0 2-0 3-0
Semifinale   West Ham United 2-1 1-3 3-4
1977-1978 Coppa UEFA Primo turno   Sliema Wanderers 5-0 0-0 5-0
Secondo turno   Zurigo 4-3 3-0 7-3
Ottavi di finale   Bayern Monaco 4-0 2-1 6-1
Quarti di finale   Grasshopper 3-2 0-1 3-3 (gfc)
1979-1980 Coppa UEFA Primo turno   Aberdeen 1-0 1-1 2-1
Secondo turno   Dinamo Bucarest 3-0 (dts) 0-2 3-2
Ottavi di finale   Feyenoord 4-1 0-1 4-2
Quarti di finale   Zbrojovka Brno 4-1 2-3 6-4
Semifinale   Bayern Monaco 5-1 (dts) 0-2 5-3
Finale   Borussia Mönchengladbach 1-0 2-3 3-3 (gfc)
1980-1981 Coppa UEFA Primo turno   Shakhtar Donetsk 3-0 0-1 3-1
Secondo turno   Utrecht 3-1 1-2 4-3
Ottavi di finale   Sochaux 4-2 0-2 4-4 (gfc)
1981-1982 Coppa delle Coppe Primo turno   PAOK 2-0 0-2 2-2, 5-4 (dtr)
Ottavi di finale   SKA Rostov 2-0 0-1 2-1
Quarti di finale   Tottenham Hotspur 2-1 0-2 2-3
1988-1989 Coppa delle Coppe Primo turno   Grasshopper 1-0 0-0 1-0
Ottavi di finale   Sakaryaspor 3-1 3-0 6-1
Quarti di finale   Malines 0-0 0-1 0-1
1990-1991 Coppa UEFA Primo turno   Brøndby 4-1 0-5 4-6
1991-1992 Coppa UEFA Primo turno   Spora Luxembourg 6-1 5-0 11-1
Secondo turno   Gent 0-1 0-0 0-1
1992-1993 Coppa UEFA Primo turno   Widzew Łódź 9-0 2-2 11-2
Secondo turno   Galatasaray 0-0 0-1 0-1
1993-1994 Coppa UEFA Primo turno   Dinamo Mosca 1-2 6-0 7-2
Secondo turno   Dnipro Dnipropetrovsk 2-0 0-1 2-1
Ottavi di finale   Deportivo La Coruña 1-0 1-0 2-0
Quarti di finale   Austria Salisburgo 1-0 0-1 1-1, 4-5 (dtr)
1994-1995 Coppa UEFA Primo turno   Olimpija Lubiana 2-0 1-1 3-1
Secondo turno   Rapid Bucarest 5-0 1-2 6-2
Ottavi di finale   Napoli 1-0 1-0 2-0
Quarti di finale   Juventus 1-1 0-3 1-4
1995 Intertoto Cup Gruppo 12   Spartak Plovdiv N.D. 4-0 2nd
  Iraklis 5-1 N.D.
  Panerys N.D. 4-0
  Vorwärts Steyr 1-2 N.D.
Ottavi di finale   Bordeaux N.D. 0-3 0-3
2006-2007 Coppa UEFA Primo turno   Brøndby 4-0 2-2 6-2
Gruppo A   Palermo 1-2 N.D.
  Celta Vigo N.D. 1-1
  Newcastle United 0-0 N.D.
  Fenerbahçe N.D. 2-2
2013-2014 UEFA Europa League Play-off   Qarabağ 2-1 2-0 4-1
Gruppo F   Bordeaux 3-0 1-0
  APOEL 2-0 3-0
  Maccabi Tel Aviv 2-0 2-4
Sedicesimi di finale   Porto 3-3 2-2 5-5 (gfc)
2018-2019 UEFA Europa League
Gruppo H   Olympique Marsiglia 4-0 2-1
  Lazio 4-1 2-1
  Apollon Limassol 2-0 3-2
Sedicesimi di finale   Šachtar 4-1 2-2 6-3
Ottavi di finale   Inter 0-0 0-1 0-1
Quarti di finale   Benfica 2-0 2-4 4-4 (gfc)
Semifinale   Chelsea 1-1 1-1 1-1, 4-3 (dtr)

Statistiche individualiModifica

Per quanto riguarda le competizioni internazionali, Karl-Heinz Körbel è il giocatore con più presenze totali, 48, mentre Bernd Hölzenbein è il miglior marcatore, avendo realizzato 18 reti durante tutta la sua militanza nel club[9]. Körbel è anche il giocatore con più presenze in Bundesliga, 602, tutte con la maglia dell'Eintracht, mentre all'ottavo e al decimo posto della classifica generale figurano due giocatori che hanno militato anche in altre squadre, Willi Neuberger e Uli Stein. Per quanto riguarda i gol nel massimo campionato tedesco, Hölzenbein e Bernd Nickel si trovano rispettivamente all'undicesimo e al quattordicesimo posto.

TifoseriaModifica

Nel 2007 un sondaggio diede all'Eintracht 10 milioni tra tifosi e simpatizzanti in Germania.[11]. I tifosi dell'Eintracht sono discutibilmente conosciuti come i tifosi più facinorosi della Germania. Il gruppo ultrà del club è chiamato Ultras Frankfurt (UF97) ed è stato fondato il 7 luglio 1997.

Gemellaggi e rivalitàModifica

Gemellaggi e amicizieModifica

Le amicizie più sentite attualmente sono quelle con i tifosi dell'Atalanta, nata anni fa col gruppo Nomadi e sviluppatasi nel corso degli anni con tutta la CurvaNord, con i Diablos del Chemie Leipzig, con gli Ultras Mannheim ed i Verrückte Köpfe del Wacker Innsbruck.

RivalitàModifica

L'Eintracht disputa il derby del Meno con l'Offenbacher Kickers. L'altra partita sentita tra i tifosi è quella contro il Kaiserslautern. Vengono considerate come derby anche tutte le altre partite contro squadre assiane. Storicamente, le principali rivalità (maturate negli anni caldi del tifo) sono quelle con Darmstadt e Kassel.

OrganicoModifica

RosaModifica

Rosa aggiornata all' 8 giugno 2019.

N. Ruolo Giocatore
1   P Frederik Rønnow
2   D Evan N'Dicka
3   D Simon Falette
4   A Ante Rebić
5   C Gelson Fernandes
6   C Jonathan de Guzmán
7   A Dejan Joveljić
8   C Djibril Sow
10   C Filip Kostić
11   C Mijat Gaćinović
15   D Jetro Willems
16   C Lucas Torró
18   D Almamy Touré
19   D David Abraham
20   C Makoto Hasebe
21   C Marc Stendera
N. Ruolo Giocatore
22   D Timothy Chandler
23   D Marco Russ
24   D Danny da Costa
25   D Erik Durm
26   C Nils Stendera
28   C Dominik Kohr
29   P Felix Wiedwald
30   C Şahverdi Çetin
33   D Taleb Tawatha
35   D Tuta
37   P Jan Zimmermann
38   C Patrick Finger
39   A Gonçalo Paciência
40   C Daichi Kamada
42   C Marijan Ćavar

Staff tecnicoModifica

Allenatore:   Adi Hütter
Viceallenatori:   Christian Peintinger   Armin Reutershahn
Allenatore portieri:   Manfred Petz
Medico sociale:   Dr. Christoph Seeger   Dr. Wulf Schwietzer

NoteModifica

  1. ^ Mitgliederzahl Eintracht Frankfurt, Eintracht Frankfurt, 28 gennaio 2019.
  2. ^ (EN) Germany - Championships 1902-1945, in www.rsssf.com. URL consultato il 6 marzo 2014.
  3. ^ Il Pallone racconta : Real Madrid - Eintracht 7-3, finale Coppa Campioni 1960, in www.ilgiornaledellosport.net. URL consultato il 6 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 7 marzo 2014).
  4. ^ (EN) Germany - All-Time Most Matches Played in Bundesliga, in www.rsssf.com. URL consultato il 6 marzo 2014.
  5. ^ La Bundesliga assegnava allora due punti a vittoria: l'introduzione dei tre punti risale solo alla stagione 1995-1996.
  6. ^ (DE) 1. Bundesliga - Spieltag / Tabelle, in www.kicker.de. URL consultato il 6 marzo 2014.
  7. ^ (DE) 1. Bundesliga - Spieltag / Tabelle, in www.kicker.de. URL consultato il 6 marzo 2014.
  8. ^ (DE) 1. Bundesliga - Spieltag / Tabelle, in www.kicker.de. URL consultato il 6 marzo 2014.
  9. ^ a b c (EN) Eintracht Frankfurt, in www.uefa.com. URL consultato il 24 marzo 2016.
  10. ^ Si aggiungono due partecipazioni all’allora amichevole Coppa Piano Karl Rappan nel 1965-1966 e nel 1966-1967.
  11. ^ Frankfurter Neue Preise: Eintracht wird den Deutschen sympathisch

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN122207047 · ISNI (EN0000 0001 2214 8848 · LCCN (ENno2007143696 · GND (DE2136222-1