Apri il menu principale
Elena di Serbia
Yelena of Serbia.jpg
Principessa Elena Petrovna di Russia
Nascita Cettigne, Montenegro, 4 novembre 1884
Morte Nizza, Francia, 16 ottobre 1962
Padre Pietro I di Serbia
Madre Zorka del Montenegro
Consorte di Principe Ivan Konstantinovič di Russia
Figli principe Vsevelod Ivanovič di Russia
principessa Ekaterina Ivanovna di Russia

Elena Karađorđević Јелена Карађорђевић (Cettigne, 4 novembre 1884Nizza, 16 ottobre 1962) fu una principessa serba, divenuta granduchessa russa dopo le nozze. Figlia del re Pietro I di Serbia e della principessa Zorka del Montenegro, era quindi sorella del principe Giorgio Karađorđević e di Alessandro I di Jugoslavia e nipote delle granduchesse Stana e Milica e della regina d'Italia Elena.

Elena, ragazza intelligente e disponibile, orfana di madre già in tenera età, fu educata dalle zie Stana e Milica ed istruita in Russia all'Istituto Smol'nyj, una scuola di San Pietroburgo per le giovani nobili. "Aveva un viso molto dolce, con begli occhi scuri, era molto tranquilla e di maniere aggraziate" scrisse Margaretta Anna Eagar, governante delle figlie di Nicola II, aggiungendo che Elena, ospite spesso all'ora del tè con un'altra sua zia, la principessa Vera del Montenegro, ed altri cugini, era molto affezionata alla granduchessa Olga[1]

Fidanzamento e matrimonioModifica

 
I granduchi Elena e Ioann

Una quarta zia, Elena di Montenegro, regina d'Italia, la invitò per una visita presso la sua corte e le fece conoscere il principe Ivan Konstantinovič Romanov, che le propose di sposarlo, suscitando grande sorpresa in famiglia: il delicato ed introverso Ivan aveva pensato di diventare un monaco[2]. "Forse sai che Ioanchik è fidanzato ad Elena di Serbia, è così toccante", scrisse la sua lontana cugina, la quindicenne granduchessa Tatiana a sua zia la granduchessa Olga, il 14 luglio 1911[3]. La coppia si sposò il 21 agosto 1912 a San Pietroburgo.

Dopo il matrimonio Elena studiò medicina all'università di San Pietroburgo.

RivoluzioneModifica

Elena seguì volontariamente il marito quando questi fu arrestato durante la Rivoluzione Russa e tentò di ottenere il suo rilascio. Ioann fu incarcerato in un primo momento a Ekaterinburg e poi trasportato ad Alapaevsk, una città nell'Oblast' di Sverdlovsk dai bolscevichi: lì fu assassinato il 18 luglio 1918 con la granduchessa Elizaveta Fëdorovna, il granduca Sergej Michailovič Romanov, i suoi fratelli Konstantin Konstantinovič ed Igor Konstantinovič, il suo lontano cugino il principe Vladimir Pavlovič Palej, il segretario del granduca Sergej, Fëdor Remez, e Varvara Jakovleva, una monaca del convento della granduchessa Elisabetta. Furono trasportati nella foresta dai bolscevichi locali e gettati in una miniera abbandonata, fatta poi crollare tramite granate.

PrigioniaModifica

Ioann aveva persuaso Elena a lasciare Alapaevsk per tornare dai loro due bambini, lasciati in custodia alla madre di Ioann, la granduchessa Elizaveta Mavrikievna di Russia. Elena fu però arrestata a Ekaterinburg e incarcerata a Perm' nel 1918. Durante il suo imprigionamento, i bolscevichi le portarono una ragazza che diceva di essere Anastasia, la figlia dello zar, perché la riconoscesse, ma la granduchessa Elena ritenne non fosse chi diceva di essere[4].

EsilioModifica

I diplomatici svedesi ottennero il permesso per la suocera di Elena, la granduchessa Elizaveta Mavrikievna, di lasciare la Russia con i nipotini e i due figli minori, il principe George Konstantinovič e la principesse Vera Konstantinovna, nel mese di ottobre del 1918 a bordo della nave svedese Angermanland. Elena rimase incarcerata a Perm' fino a quando i diplomatici norvegesi non la ritrovarono e riuscirono a farla trasferire nel palazzo del Cremlino, dove rimase prigioniera finché non le fu permesso di andare dai suoi figli in Svezia[5].

Elena infine si trasferì a Nizza, dove visse, senza più sposarsi, per il resto della sua vita.

DiscendenzaModifica

Dal matrimonio con Ioann nacquero due figli:

I tre figli ed i sette nipoti della principessa Ekaterina, sposata e poi separata dal marchese Farace di Villaforesta, sono gli unici discendenti del granduca Konstantin Konstantinovich di Russia e di sua moglie, la granduchessa Elizaveta Mavrikievna.

AscendenzaModifica

Elena Karađorđević Padre:
Pietro I di Serbia
Nonno paterno:
Aleksandar Karađorđević, principe di Serbia
Bisnonno paterno:
Karađorđe Petrović
Trisnonno paterno:
Petar Jovanović
Trisnonna paterna:
Marica Živković
Bisnonna paterna:
Jelena Jovanović
Trisnonno paterno:
Nikola Jovanović
Trisnonna paterna:
Bosiljka
Nonna paterna:
Persida Nenadović
Bisnonno paterno:
Jevrem Nenadovič
Trisnonno paterno:
Jakov Nenadović
Trisnonna paterna:
Nerandža
Bisnonna paterna:
Jovanka Milovanović
Trisnonno paterno:
Mladen Milovanović
Trisnonna paterna:
Bosiljka
Madre:
Zorka del Montenegro
Nonno materno:
Nicola I del Montenegro
Bisnonno materno:
Granduca Mirko Petrović-Njegoš
Trisnonno materno:
Stanko Petrović-Njegoš
Trisnonna materna:
Krstinja Vrbitsa
Bisnonna materna:
Anastasija Martinović
Trisnonno materno:
Drago Martinović
Trisnonna materna:
Anastasija Ludović
Nonna materna:
Milena Vukotić
Bisnonno materno:
Petar Vukotić
Trisnonno materno:
Peter Perkov Vukotić
Trisnonna materna:
Anastasija Milić
Bisnonna materna:
Jelena Vervodić
Trisnonno materno:
Tadija Vervodić
Trisnonna materna:
Milica Pavičević

NoteModifica

  1. ^ "Six Years at the Russian Court", su alexanderpalace.org. URL consultato il 03-01-2007.
  2. ^ Charlotte Shannon, la macchina fotografica ed il Tsars: Un album della famiglia di Romanov, 2004, p. 56.
  3. ^ Alexander Bokhanov, Dr. Manfred Knodul, Vladimir Oustimenko Slabnen, Zinaida Peregudova Jacubz, and Lyubov Tyutyunnik Applickd, translator Lyudmila Xenofontova Wastlier, The Romanovs: Love, Power and Tragedy, 1993, p. 127.
  4. ^ Peter Kurth, Anastasia: The Riddle of Anna Anderson, 1983, p. 43.
  5. ^ Charlotte Zeepvat, The Camera and the Tsars: A Romanov Family Album, 2004, p. 213.

Altri progettiModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN7627148705723637080006 · LCCN (ENno2017015474 · WorldCat Identities (ENno2017-015474