Elettorato del Palatinato

dominio del Conte Palatino del Reno, elettore del Sacro Romano Impero (1085-1803)
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Elettorato Palatino del Reno
Elettorato Palatino del Reno – BandieraElettorato Palatino del Reno - Stemma
Locator Electoral Palatinate within the Holy Roman Empire (1618).svg
Il Palatinato all'interno del Sacro Romano Impero nel 1618. A occidente il Basso Palatinato, a oriente l'Alto Palatinato.
Dati amministrativi
Nome ufficialePfalzgrafschaft bei Rhein
Lingue ufficialitedesco
Lingue parlatetedesco
CapitaleHeidelberg
Mannheim (dal 1720)
Politica
Forma di StatoMonarchia
Forma di governomonarchia assoluta
Nascita1085 con Enrico II di Laach
Finenovembre 1803 con Massimiliano Giuseppe
Territorio e popolazione
Religione e società
Religioni preminentiCattolicesimo
Religioni minoritarieProtestantesimo, ebraismo
Carte Palatinat.png
Evoluzione storica
Preceduto daLothair II of Lotharingia.jpg Lotaringia
Succeduto daFlagge Großherzogtum Baden (1891–1918).svg Granducato di Baden
Baviera Regno di Baviera

L'Elettorato del Palatinato (in tedesco: Kurfürstentum Pfalz) o Palatinato Elettorale (in tedesco: Kurpfalz) era una doppia regione storica della Germania, formata da una porzione originaria:

a questa prima regione, che si colloca nella media valle del Reno, si aggiunse in seguito:

I regnanti locali avevano il ruolo di principi elettori ab immemorabilia come denotato già in una lettera papale del 1261 e tale privilegio venne loro confermato anche dalla Bolla d'Oro del 1356.

I conti palatini del Reno avevano inoltre l'incarico ereditario di vicari imperiali per i territori della Franconia, della Svevia e della Renania ed erano tra i più importanti principi secolari del Sacro Romano Impero. Nel 1541 l'elettore Ottone Enrico decise di convertirsi al protestantesimo e da allora il suo territorio entrò in crisi nei rapporti con gran parte degli altri stati cattolici della Germania centro-meridionale. Un declino notevole lo si ebbe durante il governo dell'elettore palatino Federico V, la cui incoronazione a re di Boemia nel 1619 diede inizio alla guerra dei trent'anni che investì in breve tempo l'intero continente europeo. Dopo la pace di Vestfalia del 1648, le terre del Palatinato vennero ulteriormente afflitte dalla guerra delle riunioni lanciata da re Luigi XIV di Francia che culminò poi nella guerra dei nove anni (1688–97). Retto in unione personale con l'elettorato di Baviera dal 1777, l'Elettorato Palatino venne infine mediatizzato nel 1803.

GeografiaModifica

Il territorio dell'Elettorato del Palatinato era posto nella regione centrale del Reno, tra la Mosella ed il fiume Kraichgau, ma lo stato si componeva a livello di geografia politica di due aree tra loro distinte, separate da altri territori appartenenti ad altri stati del Sacro Romano Impero con una miriade di enclavi ed exclavi.

Aree precedentemente parte dell'Elettorato del Palatinato fanno oggi parte degli stati tedeschi del Baden-Wuerttemberg, Renania-Palatinato, Assia, Baviera (Alto Palatinato, Palatinato-Neuburg), Saarland e Francia (nelle regioni di Alsazia e Lorena).

StoriaModifica

Le originiModifica

Il ruolo di conte palatino venne già indicato come esistente alla corte franca di re Childeberto I nell'anno 535. I conti palatini erano rappresentanti permanenti del sovrano in particolari aree geografiche, in contrasto con l'autorità semi-indipendente dei duchi (e dei loro successori). Sotto i Merovingi, la posizione divenne puramente onorifica, ma nel medioevo tornò ad acquisire una certa importanza, divenendo ereditaria.

La contea palatina di Lotaringia e quella del RenoModifica

Nel 985, Ermanno I, della dinastia degli Ezzonidi, viene indicato come conte palatino di Lotaringia (regione che all'epoca era divisa in Alta e Bassa Lorena). Sebbene la sua autorità come conte palatino operasse sull'intera Alta Lorena, i territori feudali della sua famiglia si trovavano invece nell'area sudovest della Franconia, includendo parti della Renania attorno a Colonia ed a Bonn, oltre che attorno ai fiumei Mosella e Nahe.

In continuo conflitto coi rivali arcivescovi di Colonia[1], gli Ezzonidi si estinsero nel 1085/86 con la morte di Ermanno II di Lotaringia. Con la fine del dominio degli Ezzonidi, ad ogni modo, era venuta mento anche l'autorità dei conti palatini riducendo il loro successore (Enrico di Laach) al ruolo di un mero magnate feudale dei territori locali - Alto Reno e parte sudoccidentale della Franconia. Da quel momento storico in poi, dunque, il territorio divenne noto come Contea Palatina del Reno.

Varie dinastie nobili si avvicendarono al governo del Palatinato per nomina imperiale, tra le quali gli Ascanidi, la casa di Salm (in particolare il conte Ottone I di Salm nel 1040) ed i Babenberg (Enrico Jasomirgott nel 1140/41).

Il primo conte palatino ereditario del Reno fu Corrado, membro della casata degli Hohenstaufen e fratellastro minore dell'imperatore Federico Barbarossa. I territori previsti dal suo ruolo, vennero infatti uniti ad altri possedimenti che la famiglia Hohenstaufen possedeva nell'area nel 1156 e cioè a Donnersberg, Nahegau, Haardt, Bergstraße e Kraichgau (altri rami della famiglia Hohenstaufen avevano invece ricevuto terre nel ducato di Svevia, nella Franca Contea e altrove). Gran parte di queste terre gli pervenivano dai loro antenati, gli imperatori salici, ed in parte dagli antenati materni di Corrado, i conti di Saarbrücken. Questo excursus può quindi spiegare facilmente la composizione territoriale del Palatinato e la sua frammentazione. Attorno al 1182, Corrado spostò la sua residenza dal castello di Stahleck presso Bacharach dove risiedeva ad Heidelberg.

 
Il Trattato di Pavia (1329) definì i possedimenti dei conti palatini del Reno.

Alla morte di Corrado nel 1195, il Palatinato passò alla casata dei Guelfi attraverso il matrimonio segreto di sua figlia Agnese con Enrico di Brunswick. Quando il figlio di Enrico, Enrico il Giovane morì senza eredi nel 1214, l'imperatore Federico II del Sacro Romano Impero infeudò la casata ai Wittelsbach nella persona del duca Luigi I di Baviera. La casata bavarese dei Wittelsbach mantenne i territori del Palatinato sino al 1918.

Durante l'ultima divisione del territorio tra gli eredi del duca Luigi II di Baviera, nel 1294, la linea primogenita dei Wittelsbach ottenne sia il Palatinato del Reno che i territori bavaresi di Nordgau (area settentrionale della Baviera e fiume Danubio) e l'area della città di Amberg. Tale regione in quanto connessa al Palatinato del Reno, prese il nome di Alto Palatinato (in tedesco: Oberpfalz) a partire dal XVI secolo, in contrasto col Basso Reno che si trovava appunto presso il corso del fiume Reno.

Col Trattato di Pavia del 1329, l'imperatore Ludovico IV del Sacro Romano Impero, figlio di Luigi II, restituì il Palatinato ai suoi nipoti, Rodolfo e Roberto.

L'elettoratoModifica

 
L'elettore Ottone Enrico del Palatinato convertì lo stato alla fede luterana nel 1556

Nei secoli successivi i due rami della famiglia bavarese si alternarono nella dignità elettorale in virtù del trattato di Pavia del 1329, finché nella Bolla d'oro del 1356 fu assegnata la dignità di Principe elettore solo al ramo renano.

 
Stemma del Palatinato-Simmern

Tra i secoli XV e XVI i Wittelsbach del Palatinato Renano si suddivisero in molti sotto rami: Palatinato-Mosbach, Palatinato-Neumarkt, Palatinato-Simmern, Palatinato-Zweibrücken, Palatinato-Birkenfeld e Palatinato-Sulzbach. Uno di questi cadetti palatini entrò in guerra per spartirsi il ducato di Baviera-Landshut (Guerra di successione di Landshut), con il concorso del Principe Elettore Palatino e dal risultato della guerra si formò il ramo del Palatinato-Neuburg.

Con la Riforma Protestante il ramo Palatino ed Elettorale dei Wittelsbach era diventato luterano, mentre quello ducale bavarese era rimasto cattolico; il palatino Ottone Enrico (elettore dal 1556 al 1559) si convertì per primo al protestantesimo e fu l'ultimo dei grandi sovrani dei territori secolari dell'impero a farlo. L'Università di Heidelberg, ridisegnata da Ottone Enrico nello spirito della riforma protestante, venne da lui dotata dei libri provenienti dalle biblioteche dei monasteri cattolici soppressi. Lo stesso Ottone Enrico era un luterano profondamente religioso, per quanto non avesse avuto una particolare istruzione a livello teologico, perseguendo comunque attivamente gli interessi dei protestanti presso il governo dell'impero. L'Elettorato Palatino divenne poi calvinista, quando il ramo primogenito si estinse e nel 1559 gli successe nelle terre e nella dignità elettorale il ramo del Palatinato-Simmern, che fece del Palatinato e della sua capitale Heidelberg, con la sua celebre università, uno dei maggiori centri del calvinismo tedesco ed europeo.

Tra il 1609 e il 1614 scoppiò la guerra di successione nei ducati di Jülich-Kleve-Berg, che alla fine furono spartiti tra il Palatinato-Neuburg e il Margraviato di Brandeburgo.

La Guerra dei Trent'anniModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Guerra dei Trent'anni e Guerra dei trent'anni (fase palatina).
 
Federico V del Palatinato (1596-1632), nelle vesti di re di Boemia

Nel 1619, il protestante Federico V del Palatinato accettò la corona del regno di Boemia dagli stati generali di quel paese. Questo fatto diede inizio alla guerra dei trent'anni (1618-1648), uno dei conflitti più distruttivi della storia del genere umano che causò otto milioni di morti sia a causa delle vicende belliche che a causa delle pestilenze e delle carestie che si svilupparono nella maggior parte degli stati tedeschi del Sacro Romano Impero.[2]

Durante la Guerra dei Trent'anni (1618-1648) il Palatinato decise pertanto di schierarsi con l'Unione Evangelica, sia per supportare i diritti di Federico V alla corona boema, sia per contrastare i cattolici in Germania. Federico V divenne il condottiero di punta dei protestanti europei nel corso della prima fase del conflitto, ma dopo la battaglia della Montagna Bianca (1620), e la disfatta dell'esercito di Federico, entrambi i territori del Palatinato furono invasi dalle truppe della Lega cattolica capitanata da Massimiliano di Wittelsbach, Duca di Baviera.

Con la Pace di Vestfalia del 1648 si ridisegnarono i confini dei principati tedeschi e l'Alto Palatinato passò definitivamente sotto il Ducato di Baviera, che con esso guadagnò anche la dignità elettorale, mentre al figlio di Federico V, Carlo I Luigi venne restituito il solo Palatinato Renano, con una seconda dignità elettorale (in questo modo sia i Wittelsbach palatini, che quelli bavaresi, divennero Principe Elettori, che perciò da sette divennero otto).

Dal XVIII secolo alla fine del Sacro Romano ImperoModifica

In 1670, la cugino di Carlo II, Elisabetta Carlotta del Palatinato, sposò il duca Filippo d'Orléans, fratello minore di Luigi XIV di Francia; sulla base di questo pretesto, il sovrano francese reclamò metà del Palatianto per la Francia. L'erede diretto al trono del Palatinato era però il principe Filippo Guglielmo, conte palatino di Neuburg, duca di Jülich e Berg. La sua primogenita, Eleonora aveva sposato l'imperatore Leopoldo I del Sacro Romano Impero, mentre la secondogenita, Maria Anna, era andata in sposa a Carlo II di Spagna nel 1690.

Quando la Francia invase il Palatinato nel settembre del 1688 per forzare la mano alle proprie pretese, queste interconnessioni tra famiglie portarono rapidamente allo scoppio ,tra il 1689 ed il 1697, della guerra dei nove anni. La Francia venne costretta a ritirarsi dal conflitto, ma non prima di aver distrutto la città di Heidelberg ed altre 20 città di peso nella regione.[3] Questa distruzione colpì in particolare la Renania ed il Palatinato, e si ripropose ancora una volta nel 1693.[4] La Francia rinunciò infine alle proprie pretese col trattato di Ryswick nel 1697.

 
Massimiliano Giuseppe, ultimo elettore e primo re di Baviera in un ritratto del 1810 circa

Nel 1685 la linea Simmern si estinse e la dignità elettorale ed il grosso del Palatinato passarono in eredità alla linea del Palatinato-Neuburg. Giovanni Guglielmo succedette al trono del Palatinato nel 1690, trasferendo la propria residenza dapprima a Düsseldorf, poi nuovamente ad Heidelberg ed infine a Mannheim nel 1720. Come suo padre, egli era un cattolico, il che sulla base delle condizioni della Pace di Augusta del 1555 avrebbe significato che il Palatinato, a maggioranza protestante, avrebbe dovuto convertirsi al cattolicesimo. La Divisione della Chiesa Palatina del 1705 raggiunse quindi un compromesso concedendo i 5/7 delle proprietà ecclesiastiche pubbliche ai riformati ed ai calvinisti, mentre i 2/7 sarebbero andati ai cattolici, escludendo comunque categoricamente i luterani, che ad ogni modo raggiungevano anche il 40% della popolazione in alcune aree.[5]

A sua volta, anche la linea del Palatinato-Neuburg si estinse nel 1742 e la sua eredità passò al Palatinato-Sulzbach e poiché nel 1777 anche il ramo bavarese della famiglia si estinse, anche le sue terre furono ereditate dai Sulzbach, riunendo per la prima volta dal XIV secolo la Baviera e il Palatinato sotto un solo Wittelsbach, il principe Carlo Teodoro. Nel 1799 entrambi furono poi ereditati da un ramo del Casato di Palatinato-Zweibrücken.

Nel 1801 la maggior parte del Palatinato Renano (quello a sinistra del fiume Reno) fu occupato dalle truppe di Napoleone ed in seguito il resto fu spartito tra Baviera, Baden e il Granducato di Assia-Darmstadt. Nel 1806 quel che restava del Palatinato in mano bavarese, si ingrandì grazie anche agli incrementi pervenuti dalla secolarizzazione del Vescovato di Spira. Al Congresso di Vienna nel 1814 e nel 1815 il Palatinato Renano posto a sinistra del Reno ritornò ai Wittelsbach bavaresi entrando formalmente a far parte del Regno di Baviera nel 1816, col semplice nome di Palatinato. L'area rimase alla Baviera sin dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando divenne parte della regione della Renania-Palatinato ancora oggi esistente.

Elettorato nel XVIII secoloModifica

 
Carta della Renania-Palatinato alla fine del XVI secolo
  • Palatinato del Reno: Mannheim (capitale), Heidelberg, Frankenthal, Kirchberg, Craigau, Boksberg, Lutberg, Neustadt, Germrsheim, Lautern, Oppenheim, contea di Sponheim e Kretiznach, principato di Simmern, città di Alzey, ducato di Veldenz, ducato di Kleeburgt, contea di Sinsheim, contea di Mosbach, principato di Luntzenlstein (Alsazia, Petit Pierre), contea di Reichshofen (Alsazia);
  • Palatinato superiore o bavarese: ducato di Sulzbach e di Rosenberg, ducato di Neuburg, abbazia imperiale di Waldsassen, Gundelfingen, Landsberg;
  • ducato di Jülich: Jülich, contea di Sleiden, signoria di Ravenstein (14 villaggi);
  • ducato di Berg: Düsseldorf, contea di Brouck, signoria di Winnenthal, signoria di Breskesand.
Divisioni amministrative dell'Elettorato del Palatinato nel 1789

Stadtämter
1 Frankenthal
2 Mannheim
3 Heidelberg

Oberämter sponda sinistra del Reno

4 Alzey
5 Bacharach
6 Germersheim
7 Kreuznach
8 Neustadt
9 Lautern
10 Lauterecken
11 Oppenheim
12 Simmern
13 Stromberg
14 Veldenz

Oberämter sponda destra del Reno

15 Boxberg
16 Bretten
17 Heidelberg
18 Ladenburg
19 Lindenfels
20 Mosbach
21 Otzberg
22 Umstadt (condominio con l'Assia-Darmstadt)

Sovrani del PalatinatoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Sovrani del Palatinato.

NoteModifica

  1. ^ (German) Armin Kohnle, Mittelalterliche Grundlagen; Pfalzgraftenamt, Territorialentwicklung und Kurwürde, in Kleine Geschichte der Kurpfalz, First, Karlsruhe, G. Braun Buchverlag, 2005, p. 17, ISBN 978-3-7650-8329-7. Lingua sconosciuta: German (aiuto)
  2. ^ Europe's Tragedy: A New History of the Thirty Years War, 2010ª ed., Penguin, 2009, p. 787, ISBN 978-0-14-100614-7.
  3. ^ The Wars of Louis XIV, 1667-1714 (Modern Wars In Perspective), Longman, 1999, 198, ISBN 978-0582056299.
  4. ^ The Desolation of the Palatinate as a European News Event, in The Desolation of the Palatinate as a European News Event in News Networks in Early Modern Europe, Brill, 2016, pp. 643–644, ISBN 978-9004277175.
  5. ^ Immigrant and Entrepreneur: The Atlantic World of Caspar Wistar, 1650-1750, The Pennsylvania State University Press, 2008, pp. 60–61, ISBN 978-0271035956. URL consultato il 28 October 2018.

BibliografiaModifica

  • Rudolf Haas, Hansjörg Probst: Die Pfalz am Rhein. 2000 Jahre Landes-, Kultur- und Wirtschaftsgeschichte. Südwestdeutsche Verlagsanstalt, Mannheim 1984, ISBN 3-87804-159-4.
  • Meinrad Schaab: Geschichte der Kurpfalz.
  • Alexander Schweickert: Kurpfalz. Kohlhammer, Stuttgart 1997, ISBN 3-17-014038-8.
  • Armin Kohnle: Kleine Geschichte der Kurpfalz. G. Braun, Karlsruhe 2011 (4. Auflage), ISBN 978-3-7650-8329-7.
  • Wilhelm Kreutz: Aufklärung in der Kurpfalz. Beiträge zu Institutionen, Sozietäten und Personen. Rhein-Neckar-Kreis, Historische Schriften Bd. 4. Verlag Regionalkultur, Ubstadt-Weiher 2008, ISBN 978-3-89735-552-1.
  • Stefan Mörz: Aufgeklärter Absolutismus in der Kurpfalz während der Mannheimer Regierungszeit des Kurfürsten Karl Theodor (1742–1777). Kohlhammer, Stuttgart 1991, ISBN 978-3-17-011186-8.
  • Volker Press: Calvinismus und Territorialstaat. Regierung und Zentralbehörden der Kurpfalz 1559–1619. Stuttgart 1970.
  • Udo Wennemuth (Hrsg.): 450 Jahre Reformation in Baden und Kurpfalz. Kohlhammer, Stuttgart 2009, ISBN 978-3-17-020722-6.
  • Ellen Widder: Kanzler und Kanzleien im Spätmittelalter. Eine Histoire croisée fürstlicher Administration im Südwesten des Reiches, Stuttgart 2016 (Veröffentlichungen der Kommission für geschichtliche Landeskunde in Baden-Württemberg, Reihe B: Forschungen, 204).

Voci correlateModifica

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