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Elezioni parlamentari in Romania del 1992

Elezioni parlamentari in Romania del 1992
Stato Romania Romania
Data 27 settembre 1992
Legislatura Legislatura 1992-1996 della Romania
Affluenza 76,29[1] % (Diminuzione 9,90 %)
Nicolae Văcăroiu.jpg Corneliu Coposu 2.jpg Petre Roman.jpg
Leader Nicolae Văcăroiu Corneliu
Coposu
Petre
Roman
Coalizione Fronte Democratico di Salvezza Nazionale Convenzione Democratica Romena Fronte di Salvezza Nazionale
Camera dei deputati
Voti 3 015 708
27,72 %
2 177 144
20,01 %
1 108 500
10,19 %
Seggi
117 / 341
82 / 341
43 / 341
Differenza % nuovo partito % nuova coalizione % Diminuzione 56,12 %
Differenza seggi nuovo partito nuova coalizione Diminuzione 220
Senato
Voti 3 102 201
28,29 %
2 210 722
20,16 %
1 139 033
10,38 %
Seggi
49 / 143
34 / 143
18 / 143
Differenza % nuovo partito % nuova coalizione % Diminuzione 56,64 %
Differenza seggi nuovo partito nuova coalizione Diminuzione 73
Primo ministro uscente
Theodor Stolojan
Left arrow.svg 1990 1996 Right arrow.svg

Le elezioni parlamentari in Romania del 1992 si sono tenute il 27 settembre, in concomitanza con il primo turno delle elezioni presidenziali, che hanno visto la riconferma a capo di stato di Ion Iliescu.

Furono le prime elezioni parlamentari dall'entrata in vigore della Costituzione della Romania del 1991. Rispetto al 1990, con l'introduzione di una soglia di sbarramento elettorale al 3% entrarono in parlamento 13 forze politiche, più i 13 deputati delle minoranze etniche. Il partito più votato fu il Fronte Democratico di Salvezza Nazionale, che sconfisse il principale avversario, la coalizione di centro-destra della Convenzione Democratica Romena, con un margine 7 punti percentuali e riuscì a formare un governo con a capo Nicolae Văcăroiu, sostenuto anche da diverse forze minori.

Sistema elettoraleModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni presidenziali in Romania del 1992 § Sistema elettorale.

Le elezioni si svolsero secondo le disposizioni delle leggi 68/1992 (per il parlamento) e 69/1992 (per il presidente della repubblica) promulgate nel giugno 1992, che sostituirono la legge 92/1990 emanata dal governo provvisorio, ma dalla quale riprendevano numerosi punti. L'art. 34 della costituzione del 1991 prevedeva che avevano diritto al voto i cittadini di almeno 18 anni di età, mentre secondo l'art. 35 per candidarsi alle camere erano necessari 23 anni (deputati) e 35 anni (senatori)[2].

La legge 68/1992 manteneva il sistema di voto proporzionale, ma introduceva una soglia di sbarramento al 3%, inesistente nella precedente legislazione. L'art. 59 della costituzione, inoltre, prevedeva che alle organizzazioni che rappresentavano le minoranze etniche fosse garantito un rappresentante nella camera dei deputati, a prescindere dal raggiungimento della soglia di sbarramento[2].

Quadro politicoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni presidenziali in Romania del 1992 § Quadro politico.

Nel 1990 l'egemone Fronte di Salvezza Nazionale (FSN) ottenne una larga vittoria alle elezioni presidenziali e parlamentari, ma con il passare dei mesi i rapporti tra il primo ministro Petre Roman e il presidente della repubblica Ion Iliescu iniziarono a deteriorarsi per via di divergenze politiche. Nell'aprile 1992, quindi, l'ala del partito facente capo ad Iliescu fondò un nuovo partito, il Fronte Democratico di Salvezza Nazionale (FDSN), nel quale confluirono le personalità più conservatrici del FSN e più vicine alla nomenklatura del passato regime[3][4].

Il centro-destra, nel 1990 debole e frammentato, nel 1991 si compattò in funzione antigovernativa intorno ad una coalizione guidata dal Partito Nazionale Contadino Cristiano Democratico (PNȚCD) di Corneliu Coposu, la Convenzione Democratica Romena (CDR). Prima del voto generale del 27 settembre il primo appuntamento elettorale dell'anno fu quello delle amministrative locali del febbraio 1992, che videro la vittoria del FSN, forte nei centri rurali, mentre si registrò anche il successo della CDR nei maggiori centri urbani del paese, compresa la capitale Bucarest. La divisione dell'elettorato fu sintomo della nascita di una prima divisione sull'asse destra-sinistra in un clima politico che, invece, nel 1990 era stato completamente dominato dal FSN[4][5].

Alle elezioni legislative si candidarono 79 partiti alla camera e 65 al senato[5].

Campagna elettoraleModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Elezioni presidenziali in Romania del 1992 § Campagna elettorale.

Fondato nell'aprile 1992, il Fronte Democratico di Salvezza Nazionale di Iliescu ebbe la capacità di cooptare la maggior parte delle sezioni del FSN e diventare subito un agente elettorale di primo piano. A due anni dal plebiscito del 1990, tuttavia, il presidente della repubblica in carica Ion Iliescu aveva perso parte della sua influenza ed iniziava ad essere visto dai suoi oppositori come un populista e antiriformista, retaggio del suo recente passato nei quadri del Partito Comunista Rumeno[5]. Iliescu conservava, però, la sua completa autorità sulla televisione di stato, che rimaneva lo strumento principale della sua propaganda elettorale[3][6][7]. Il FDSN lanciò duri attacchi contro gli esponenti dell'opposizione di centro-destra, ritenuti troppo anziani per guidare il paese e pronti a dare inizio ad una caccia alle streghe contro gli ex militanti del PCR[3]. Lo stesso Iliescu più volte rimproverò i leader della CDR di nascondere i loro presunti reali obiettivi: vendicarsi e perseguire chi aveva simpatizzato per il PCR, restaurare la monarchia (sebbene si trattasse di una corrente minoritaria e non ufficiale del PNȚCD), ripristinare l'aristocrazia terriera (argomento particolarmente sensibile per gli elettori delle zone rurali, che supportavano in massa Iliescu per aver decollettivizzato e redistribuito le terre in seguito alla rivoluzione), vendere la Transilvania all'Ungheria e voler sfruttare le risorse della Romania contro l'interesse nazionale[3][8]. Nel proprio programma il FDSN garantì un lento processo di riforma dell'economia e di privatizzazione degli enti di stato, ponendo un particolare accento sulle misure di protezione sociale, placando i timori dell'elettorato più tradizionalista[5]. Iliescu utilizzò un liguaggio diretto, semplice, rivolto anche ai cittadini che vivevano nelle zone più remote del paese e impregnato di una retorica rivoluzionaria che evocava gli scenari del 1989[5][7]. Iliescu rimaneva il personaggio più carismatico e preparato della campagna elettorale, superiore a quello di tutti i suoi avversari nelle apparizioni televisive[7][8].

Mentre la popolarità di Iliescu era in lieve calo, la Convenzione Democratica Romena, nel mese di giugno lanciò la candidatura di Emil Constantinescu alla presidenza della repubblica. In agosto rese pubblico il documento programmatico per le elezioni chiamato «Piattaforma-programma della Convenzione Democratica di Romania per far uscire il Paese dalla crisi attraverso la Legge, il Vero, la Riconciliazione e la Riforma» («Platforma-program a Convenției Democratice din România pentru scoaterea Țării din criză prin Lege, Adevăr, Reconciliere și Reforma»)[9]. La coalizione puntava a convincere l'elettorato che il successo della CDR avrebbe condotto alla ripresa economica e alla pace sociale. Nel proprio manifesto la coalizione invocava una riforma delle istituzioni fondata sullo stato di diritto, l'eliminazione della corruzione, la garanzia della proprietà privata, un'economia basata sul libero mercato e su privatizzazioni su larga scala, un contratto sociale tra imprenditori e lavoratori, maggiori investimenti esteri, più attenzione alle istituzioni tradizionali come la chiesa, l'esercito e la scuola[10][8]. Constantinescu utilizzò una retorica anticomunista, provando ad additare ad Iliescu le colpe dei conflitti sociali dei primi anni novanta[7]. Il messaggio di fondo e il linguaggio utilizzato dal leader della CDR, tuttavia, non raggiungevano tutti gli elettori, attratti maggiormente dall'accessibilità dell'oratoria di Iliescu[5][7]. Un ulteriore argomento che preoccupava l'elettorato tradizionalista fu quello della partecipazione dei regionalisti ungheresi dell'Unione Democratica Magiara di Romania (UDMR) alla CDR. In varie aree del paese, infatti, i filoungheresi erano ritenuti antirumeni[5]. Malgrado facesse parte della coalizione e sostenesse Constantinescu per la presidenza, alle parlamentari l'UDMR preferì concorrere su liste proprie.

In antitesi all'UDMR, invece, in Transilvania era in crescita la piattaforma ultranazionalista del Partito dell'Unità Nazionale Romena, che presentò la candidatura alla presidenza di Gheorghe Funar[11]. Pur indeboliti rispetto al 1990, anche il FSN di Petre Roman e il Partito Nazionale Liberale di Radu Câmpeanu parteciparono alla tornata elettorale.

RisultatiModifica

Camera dei DeputatiModifica

Liste Voti % Seggi +/-
(%)
+/-
(Seggi)
Fronte Democratico di Salvezza Nazionale FDSN 3 015 708 27,72 117
Convenzione Democratica Romena CDR 2 177 144 20,01 82
Fronte di Salvezza Nazionale FSN 1 108 500 10,19 43 56,12   220  
Partito dell'Unità Nazionale Romena PUNR 839 586 7,72 30 5,60  [12] 21  [12]
Unione Democratica Magiara di Romania UDMR 811 290 7,46 27 0,23   2  
Partito Grande Romania PRM 424 061 3,89 16
Partito Socialista del Lavoro PSM 330 378 3,04 13
Partito Democratico Agrario di Romania PDAR 326 289 2,99 - 1,16   9  
Partito Nazionale Liberale PNL 286 467 2,63 - 3,78   29  
Movimento Ecologista di Romania MER 245 194 2,25 - 0,37   12  
Partito Repubblicano PR 178 355 1,63 - [13]  [13]
Partito Socialista Democratico Romeno PSDR 95 041 0,87 - 0,18   5  
Solidarietà Nazionale Democratica 79 207 0,73 -
Nuovo Partito Liberale NPL 63 633 0,58 -
Unione Liberale Brătianu ULB 55 096 0,51 1 0,24   1  
Partito dei Rom PR 52 704 0,48 1 0,27  [14]  [14]
Partito dell'Unità Social-Democratica 50 853 0,47 -
Partito Nazionale Contadino 48 764 0,45 -
Partito Liberale Monarchico di Romania 39 062 0,36 -
Convenzione della Solidarietà Sociale 35 641 0,32 -
Forum Democratico dei Tedeschi in Romania FDGR 34 685 0,32 1 0,04    
Partito Democratico Cooperativista 32 789 0,30 -
Unione Libera Democratica dei Rom 31 384 0,29 - 0,26    
Partito Nazionale dei Produttori Liberi di Romania 30 025 0,28 -
Partito per la decorazione degli eroi della rivoluzione e la salvezza nazionale 26 182 0,24 - 0,23    
Partito Repubblicano per l'Unità dei Romeni 23 662 0,22 -
Partito Umanista Romeno PUR 23 220 0,21 -
Partito Social Democratico Tradizionale 22 101 0,20 -
Unione Generale dei Rom di Romania 22 071 0,20 -
Partito Repubblicano Cristiano 18 849 0,17 - 0,10    
Partito Laburista Romeno 16 626 0,15 -
Fronte Democratico Romeno 16 Dicembre 1989 Timișoara 15 003 0,14 -
Comunità dei Russi Lipoveni di Romania CRLR 14 975 0,14 1 0,01    
Partito Nazionale Contadino Cristiano Democratico Indipendente 14 963 0,14 -
Partito Rinascita e Indipendenza della Romania 13 584 0,12 -
Partito Libero Repubblicano 13 523 0,12 -
Movimento per la Romania 12 936 0,12 -
Partito del Libero Cambiamento PLS 12 456 0,11 - 0,23    
Partito Social Democratico Indipendente 11 659 0,11 -
Partito Nazionale Democratico Cristiano PNDC 11 647 0,11 -
Partito degli Zingari di Romania 9 949 0,09 - 0,03    
Unione Ellenica di Romania UER 9 134 0,08 1 0,04    
Convenzione Democratica Unita 8 972 0,08 -
Unione degli Ucraini di Romania UUR 7 717 0,07 1 0,05    
Unione Democratica dei Tatari Turco-Musulmani di Romania UDTTMR 7 699 0,07 1 0,01    
Partito Social Democratico Constantin Titel Petrescu PSD-CTP 7 245 0,07 -
Unione degli Armeni di Romania UAR 7 145 0,07 1 0,07    
Lega Nazionale degli Espropriati della Romania 6 956 0,06 -
Alleanza per la Dignità Nazionale 6 106 0,06 -
Partito della Destra Nazionale 5 689 0,05 -
Unione Democratica Cristiana 5 656 0,05 - 0,13    
Unione Democratica dei Serbi di Romania UDSR 5 328 0,05 1 0,02    
Partito Romeno per una Nuova Società 5 305 0,05 - 0,04    
Partito Democratico Indipendente 5 257 0,05 -
Unione Democratica degli Slovacchi e dei Cechi di Romania UDSCR 4 708 0,04 1 0,01    
Partito Antitotalitario "Abbasso la nomenklatura" 4 698 0,04 -
Partito del Futuro Democratico della Patria 4 355 0,04 - 0,02    
Comunità Italiana di Romania CIR 4 188 0,04 1
Partito Democratico del Lavoro PDM 3 931 0,04 - 0,34   1  
Forum della Democrazia e dell'Unità Nazionale 3 180 0,03 - 0,01    
Partito della Giustizia Sociale del Nord-Ovest della Romania 3 114 0,03 - 0,01    
Unione dei Polacchi di Romania UPR 3 013 0,03 1 0,01    
Partito Volontà del Popolo 2 758 0,02 -
Partito della Giustizia e della Social Democrazia 2 695 0,02 -
Partito del Lavoro 2 623 0,02 - 0,06    
Partito della Giustizia Sociale 2 572 0,02 -
Unione Democratica Turca di Romania UDTR 2 572 0,02 1
Partito dell'Unità Democratica della Moldavia 2 363 0,02 - 0,10    
Partito Nazionale Romeno 2 224 0,02 - 0,01    
Unione Bulgara del Banato UBB 1 906 0,02 1 0,01    
Partito Movimento Nazionale Scudo della Patria 1 744 0,02 -
Movimento per l'Integrazione Europea 1 371 0,01 -
Partito Umanitario della Pace 1 174 0,01 -
Partito Romeno Democratico Popolare Realista Rivoluzionario 1 144 0,01 -
Partito della Rivoluzione Cristiano Democratico 1 081 0,01 -
Partito dei Piccoli Proprietari e della Libera Iniziativa 651 0,01 -
Unione dei Croati di Romania UCR 219 0,00 -
Partito Umanista Conservatore 101 0,00 -
Partito Tribuna Repubblicana 49 0,00 -
Indipendenti Ind. 58 347 0,53 -
Totale 10 880 252 341 54  
Fonte: Università dell'Essex
Voti nulli 1 616 178
Votanti (affluenza: 76,29%) 12 496 430
Aventi diritto voto 16 380 663

SenatoModifica

Liste Voti % Seggi +/-
(%)
+/-
(Seggi)
Fronte Democratico di Salvezza Nazionale FDSN 3 102 201 28,29 49
Convenzione Democratica Romena CDR 2 210 722 20,16 34
Fronte di Salvezza Nazionale FSN 1 139 033 10,38 18 56,64   73  
Partito dell'Unità Nazionale Romena PUNR 890 410 8,12 14 5,97  [12] 12  [12]
Unione Democratica Magiara di Romania UDMR 831 469 7,58 12 0,38    
Partito Grande Romania PRM 422 545 3,85 6
Partito Democratico Agrario di Romania PDAR 362 427 3,30 5 1,71   5  
Partito Socialista del Lavoro PSM 349 470 3,18 5
Partito Nazionale Liberale PNL 292 584 2,67 - 4,39   10  
Movimento Ecologista di Romania MER 232 758 2,22 - 0,28   1  
Partito Repubblicano PR 207 252 1,89 - [13] [13]
Solidarietà Nazionale Democratica 97 711 0,89 -
Partito Socialista Democratico Romeno PSDR 61 309 0,56 - 0,54    
Nuovo Partito Liberale NPL 57 636 0,53 -
Partito dell'Unità Social-Democratica 52 638 0,48 -
Unione Liberale Brătianu ULB 48 587 0,44 - 0,18    
Partito Nazionale Contadino 43 991 0,40 -
Partito Liberale Monarchico di Romania 42 999 0,39 -
Partito dei Rom PR 41 338 0,38 - 0,24  [14]  [14]
Convenzione della Solidarietà Sociale 34 771 0,32 -
Partito Democratico Cooperativista 31 303 0,28 -
Partito per la decorazione degli eroi della rivoluzione e la salvezza nazionale 27 917 0,25 - 0,24    
Partito Repubblicano per l'Unità dei Romeni 24 187 0,22 -
Partito Social Democratico Tradizionale 23 340 0,21 -
Partito Nazionale dei Produttori Liberi di Romania 20 736 0,19 -
Unione Generale dei Rom di Romania 19 504 0,18 -
Unione Libera Democratica dei Rom 18 624 0,17 - 0,15    
Partito Repubblicano Cristiano 17 528 0,16 - 0,08    
Fronte Democratico Romeno 16 Dicembre 1989 Timișoara 16 909 0,15 -
Partito Umanista Romeno PUR 16 689 0,15 -
Movimento per la Romania 14 102 0,13 -
Partito Libero Repubblicano 13 476 0,12 -
Partito Nazionale Democratico Cristiano PNDC 13 521 0,12 -
Partito Nazionale Contadino Cristiano Democratico Indipendente 12 735 0,12 -
Partito Laburista Romeno 12 433 0,11 -
Partito Rinascita e Indipendenza della Romania 12 315 0,11 -
Partito degli Zingari di Romania 10 993 0,10 - 0,05    
Partito del Libero Cambiamento PLS 8 758 0,08 - 0,25    
Partito Antitotalitario "Abbasso la nomenklatura" 8 524 0,08 -
Partito Social Democratico Indipendente 8 229 0,07 -
Lega Nazionale degli Espropriati della Romania 6 275 0,06 -
Alleanza per la Dignità Nazionale 5 707 0,05 -
Convenzione Democratica Unita 5 078 0,05 -
Unione Democratica Cristiana 4 827 0,04 - 0,11    
Partito del Futuro Democratico della Patria 4 249 0,04 - 0,03    
Partito Romeno per una Nuova Società 3 551 0,03 -    
Partito del Lavoro 3 256 0,03 - 0,05    
Partito della Giustizia Sociale del Nord-Ovest della Romania 3 290 0,03 - 0,01    
Partito della Giustizia Sociale 3 072 0,03 -
Partito Social Democratico Constantin Titel Petrescu PSD-CTP 3 012 0,03 -
Partito Democratico del Lavoro PDM 2 933 0,03 - 0,29    
Partito Umanitario della Pace 2 224 0,02 - 0,01    
Partito della Rivoluzione Cristiano Democratico 1 743 0,02 -
Partito dell'Unità Democratica della Moldavia 1 730 0,02 - 0,07    
Forum della Democrazia e dell'Unità Nazionale 1 452 0,01 -
Partito Romeno Democratico Popolare Realista Rivoluzionario 1 431 0,01 -
Partito degli eroi caduti per la libertà degli eroi rimasti in vita colpiti dai proiettili barbari 913 0,01 -
Partito dei Piccoli Proprietari e della Libera Iniziativa 805 0,01 -
Partito della Destra Nazionale 648 0,01 -
Partito Democratico Indipendente 615 0,01 -
Forum Democratico dei Tedeschi in Romania FDGR 578 0,01 - 0,13    
Partito Movimento Nazionale Scudo della Patria 500 0,00 -
Partito Nazionale Romeno 397 0,00 - 0,01    
Partito Alleanza Democratica dei Rom 258 0,00 -
Partito Umanista Conservatore 138 0,00 -
Indipendenti Ind. 52 462 0,47 -
Totale 10 964 818 143 25  
Fonte: Università dell'Essex, Romanian Political Science Review, Autorità Elettorale Permanente
Voti nulli 1 531 612
Votanti (affluenza: 76,29%) 12 496 430
Aventi diritto voto 16 380 663

ConseguenzeModifica

Il FDSN conquistò la maggior parte dei voti nei villaggi, con dei picchi nelle zone del sud del paese e nella regione della Moldavia[8]. La CDR ottenne risultati migliori nelle città più grandi e in Transilvania[8]. Mentre a livello nazionale il FDSN fu più il partito più votato, nella regione questo fu l'UDMR (20%), seguito da CDR (19%), PUNR (18%) e, infine, FDSN (12%)[8].

Le elezioni confermarono la centralità della figura di Iliescu nel periodo postrivoluzionario, nonché il favore riconosciuto dalla popolazione romena ad un programma di lenta transizione all'economia capitalista[5]. Molti membri dell'opposizione gridarono allo scandalo e denunciarono il ricorso a frodi elettorali da parte del FDSN, chiamando in causa l'enorme numero di voti annullati per irregolarità procedurali, circa un milione e mezzo, pari al 12,06% al senato e al 12,73% alla camera[2][3]. I sospetti della CDR, tuttavia, non furono mai provati.

Il FDSN fu il partito che ottenne il maggior numero di voti che, però, erano insufficienti a costituire una maggioranza propria. Iliescu convocò a colloquio persino la CDR per formare un eventuale governo di coalizione, ma in mancanza di obiettivi condivisi l'alleanza fu impossibile[8]. Il partito, quindi, si rivolse alle forze nazionaliste conservatrici presenti in parlamento, il PUNR, il Partito Grande Romania (PRM) e il Partito Socialista del Lavoro (PSM), che garantirono il proprio appoggio parlamentare al FDSN pur senza entrare a far parte del governo. L'alleanza fra le quattro forze a passò alla storia con il nome di "quadrilatero rosso" (Patrulaterul roșu)[8]. Per il ruolo di primo ministro Iliescu indicò Nicolae Văcăroiu, ex funzionario del comitato statale per la pianificazione ed ex membro del PCR, che in quel momento non era iscritto a nessun partito. La scelta di una figura tecnica sottolineava il desiderio del FDSN di marcare un ulteriore passo verso la democratizzazione del paese, con la separazione tra stato e partito, la cui coincidenza, invece, aveva caratterizzato i decenni di dittatura[4].

Il governo Văcăroiu prestò giuramento il 19 novembre, mentre nel 1993 il FDSN assorbì altre forze minori e cambiò nome in Partito della Democrazia Sociale di Romania (PDSR).

NoteModifica

  1. ^ (RO) Alegeri Parlamentul României 1992, Autorità Elettorale Permanente.
  2. ^ a b c Marian Enache e Ștefan Deaconu, Sistemul electoral în România postcomunistă, su juridice.ro, 9 ottobre 2018. URL consultato il 16 agosto 2019.
  3. ^ a b c d e (EN) Steven D. Roper, Romania: The Unfinished Revolution, Routledge, 2000, ISBN 9058230279.
  4. ^ a b c (RO) Ioan Aurel Pop, Ioan Bolovan e Susana Andea (a cura di), Istoria României: compendiu, Istituto Romeno di Cultura, 2004, ISBN 9789738687172.
  5. ^ a b c d e f g h Odette Tomescu Hatto, PARTITI, ELEZIONI E MOBILITAZIONE POLITICA NELLA ROMANIA POST-COMUNISTA (1989-2000), 2004.
  6. ^ (RO) Florina Pop, Sinziana Ionescu e Cezar Pădurariu, Loviturile de graţie în finalele prezidenţiale, la TV. De ce n-a contat democraţia lui Raţiu, dar am mizat pe „blestemul comuniştilor” lui Băsescu, Adevărul, 24 ottobre 2014. URL consultato il 16 agosto 2019.
  7. ^ a b c d e (RO) Mihai Voinea e Cristian Delcea, DOCUMENTAR Istoria alegerilor prezidenţiale (1992-1996). Emil Constantinescu: „E important ca un şef de stat să creadă în Dumnezeu“, Adevărul, 23 ottobre 2014. URL consultato il 16 agosto 2019.
  8. ^ a b c d e f g h (EN) Tom Gallagher, Modern Romania. The End of Communism, the Failure of Democratic Reform, and the Theft of a Nation, New York, NYU Press, 2005, p. 104-109, ISBN 978-0-8147-3201-4.
  9. ^ (RO) Dan Pavel e Iulia Huia, Nu putem reuși decît împreună. O istorie analitică a Convenției Democratice, 1989-2000, Iași, Polirom, 2003.
  10. ^ (RO) Irina Andreea Cristea, ALEGERILE PREZIDENȚIALE DIN 1992, Agerpres, 3 ottobre 2014. URL consultato il 22 agosto 2017.
  11. ^ (EN) Janusz Bugajski, Ethnic Politics in Eastern Europe, Routledge, 2016, p. 212-213, ISBN 978-1-315-28743-0.
  12. ^ a b c d Confronto con l'Alleanza per l'Unità dei Romeni
  13. ^ a b c d Il Partito Repubblicano nel 1990 concorse nella coalizione Alleanza per l'Unità dei Romeni, ma non ottenne alcun seggio
  14. ^ a b c d Confronto con l'Unione Democratica dei Rom di Romania

BibliografiaModifica

  • (EN) Tom Gallagher, Modern Romania. The End of Communism, the Failure of Democratic Reform, and the Theft of a Nation, New York, NYU Press, 2005, ISBN 9780814732014.
  • (EN) Steven D. Roper, Romania: The Unfinished Revolution, Routledge, 2000, ISBN 9058230279.
  • (RO) Ioan Aurel Pop, Ioan Bolovan e Susana Andea (a cura di), Istoria României: compendiu, Istituto Romeno di Cultura, 2004, ISBN 9789738687172.