Elia Astorini

medico, filosofo e matematico italiano

« La vivacità del suo ingegno, e il desiderio di apprendere cose nuove, lo indusse a spogliarsi de' pregiudizi del secolo, e a studiare attentamente gli scrittori della moderna filosofia; e conosciuta la forza delle loro ragioni, ardì dichiararsi nemico del Peripato; al che avendo congiunto lo studio delle lingue ebraica e siriaca, ei cadde presso alcuni in sospetto di novatore, e per poco non si attribuì ad arte magica ciò che era frutto del raro suo ingegno e del suo instancabile studio. »

(Girolamo Tiraboschi, Storia della letteratura italiana, volume XIV, tomo VIII)

Elia Astorini, (o Astorino), al secolo Tommaso Antonio Astorini (Cirò, 5 gennaio 1651Terranova da Sibari, 4 aprile 1702), è stato un carmelitano, medico, filosofo, matematico, giureconsulto, astronomo e letterato italiano.

Indice

BiografiaModifica

Il luogo di nascita: CiròModifica

Il suo luogo di nascita resta ancora oggi un grande interrogativo; il Napoli Signorelli nelle sue Vicende della Coltura nelle Due Sicilie o sia storia ragionata (1786), il Tiraboschi nella Storia della letteratura italiana (1833), il Morelli di Gregorio e il Panvini nella Biografia degli uomini illustri del Regno di Napoli (1825) e altri attestano Albidona come paese di nascita del letterato, mentre altri considerano i paesi di Cirò o di Cerenzia. Niccola Falcone nella sua Biblioteca storica topografica delle Calabrie (1846) ritiene deboli "gli argomenti esposti da un ingegnoso giovane di Cirò [...] il quale [...] volle onorare la sua patria della nascita dell'Astorino".

« Molti altri scrittori presero a difendere l'autorità del romano pontefice e a sostenere la Chiesa cattolica romana contro i nimici della medesima. Tre soli ne accennerò per amore di brevità: Il P. Elia Astorini, carmelitano, con tanto maggior vigore si accinse a difenderla, quanto più avea per sua sventura potuto comprendere la debolezza dell'armi con cui essa era oppugnata. Egli era nato in Albidona nella provincia di Cosenza nel regno di Napoli nel 1651 [...]. »

(Girolamo Tiraboschi, Storia della letteratura italiana, volume XIV, tomo VIII)

« Vari luoghi dell Calabria Citeriore han preteso all'onore di aver dato i natali a questo insigne soggetto, ma noi crediamo rimuovere ogni dubbio intorno al luogo di lui natìo, seguendo in questo punto l'opinione del Zavarrone[1] nella sua Biblioteca Calabra, il quale afferma esser egli nato nella Città di Cirò, detta anticamente Cremissa, luogo non ignobile del Paese de' Bruzi, dove questa famiglia vive ancor oggi onorevolmente. »

(Niccolò Morelli, Biografia degli uomini illustri del Regno di Napoli, 1826)

« Del carmelitano Elia Astorini nato il dì 5 di gennaio del 1651 in Albidona nella Calabria citeriore, e morto il dì 4 di aprile del 1702 in Terranova, hanno delle opere rispettive favellato con sufficiente accuratezza [...]. »

(Pietro Napoli-Signorelli, Vicende della coltura nelle due Sicilie, tomo V, 1812)

« Molti scrittori di materie ecclesiastiche rilussero in questo secolo, e fra i più celebri si annoverano: primo, il P. Elia Astorini, carmelitano, nato in Albidona, nella provincia di Cosenza, nell'anno 1651. [...] »

(Annibale di Niscia, Storia civile e letteraria del Regno di Napoli, volume I, 1846)

Vita e opereModifica

Attestandosi ai testi suddetti, Elia Astorini nacque nel 1651 a Cirò, dove studiò con il padre Diego, medico in loco, la grammatica, la retorica e la lingua greca. All'età di 16 anni si trasferì a Cosenza per completare gli studi e poi a Napoli per apprendere gli studi di filosofia, e di teologia a Roma, dove fu insignito dalla corte papale del compito di scrivere alcuni annali. In questo periodo pubblicò il trattato De vitali aeconomia foetus in utero (1686) e poi pubblicò alcune opere di matematica e geometria, come gli Elementa Euclidis ad usum...nova methodo et compendiare olim demonstrata e un Decamerone pitagorico. Dopo alcuni anni lasciò l'Italia per raggiungere la Svizzera e la Germania, ma in quei territori, come la città di Groninga, riscontrò una notevole influenza religiosa protestante e poiché "il conversar co' i teologi protestanti gli fece conoscere chiaramente che fuor dalla Chiesa cattolica non v'era unità di fede" (Storia della letteratura italiana, Tiraboschi, 1812), decise di tornare in patria. Trascorse gli ultimi anni della sua vita in un convento di Terranova, feudo del paese di Tarsia, dove morì nel 1702 all'età di 51 anni.

NoteModifica

  1. ^ Si tratta di Francesco Zavarrone (Montalto Uffugo, 1672 - Roma, 1740), religioso dell'ordine dei Minimi e teologo al servizio di illustri politici, come Augusto III re di Polonia e pontefici. Fu lettore del collegio urbano Propaganda Fide e consultore del Tribunale dell'Inquisizione.

BibliografiaModifica

  • Girolamo Tiraboschi, Storia della letteratura italiana, Tomo VIII, Parte I, Libro III, par. V ("Notizie e opere del p. Elia Astorini"), Firenze: Molini, Landi e C.o, pp. 110-11, 1812 (Google libri)
  • Pietro Napoli-Signorelli, Vicende della Coltura nelle Due Sicilie o sia storia ragionata, 1784 ISBN 9781145973954
  • Niccolò Morelli di Gregorio, Pasquale Panvini (a cura di Domenico Martuscelli), Biografia degli uomini illustri del Regno di Napoli, ornata de loro rispettivi ritratti, N. Gervasi, 1826 ISBN 9781145650077
  • Niccola Falcone, Biblioteca storica topografica delle Calabrie (seconda edizione), 1846 ISBN 9781104076337
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