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Elia Rossi Passavanti
PassavantiEliaRossi.jpg

Deputato del Regno d'Italia
Durata mandato 1924 –
1929
Legislature XXVII
Gruppo
parlamentare
Fascista
Coalizione Listone Mussolini
Sito istituzionale

Podestà di Terni
Durata mandato 1927 –
1928
Predecessore Ercole Felice Montani
Successore Lorenzo Amati (politico)

Dati generali
Partito politico Partito Nazionale Fascista
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza, Laurea in Lettere e filosofia, Laurea in Scienze politiche e sociali
Professione Avvocato, Militare di carriera

Elia Rossi Passavanti (Terni, 5 febbraio 1896Terni, 11 luglio 1985) è stato un militare e politico italiano. Fu podestà della città di Terni nonché storico locale. È stato uno dei due soli italiani ad essere decorato di Medaglia d'Oro al Valor Militare sia nella Prima che e Seconda guerra mondiale.

Indice

BiografiaModifica

Ai suoi buoni auspici presso il governo fascista viene fatta risalire l'istituzione della Provincia di Terni, avvenuta nel 1927. Partecipò volontario alla Prima guerra mondiale come soldato semplice poi promosso sergente nel 4º reggimento Genova cavalleria, in cui fu protagonista di incredibili atti di eroismo e ferito gravemente due volte. Nel 1919 fu a Fiume per partecipare alla occupazione para-militare della città tra i legionari di Gabriele d'Annunzio.

Nel 1923 gli venne consegnata la medaglia d'oro al valore militare in seguito ai suoi eroismi durante primo conflitto mondiale. Nel 1924 venne eletto deputato; in seguito si laureò in giurisprudenza, lettere, scienze politiche e scrisse alcuni importanti volumi circa la storia della sua città. Durante la seconda guerra mondiale fu decorato con la seconda medaglia d'oro al valore militare, in Albania.

Dopo l'8 settembre 1943, fedele alla monarchia prese parte alla Guerra di liberazione arruolandosi nell'Esercito Cobelligerante Italiano. Il 29 luglio 1953 ottenne la nomina a consigliere della Corte dei Conti per meriti scientifici, ricoprendo la carica fino al 31 marzo 1954[1]. Fondò poi la Ternana Opera Educatrice, ovvero una fondazione con lo scopo di premiare laureati meritevoli e lavoratori distintisi nella professione.[2] Fu a lungo presidente dell'associazione nazionale arma di cavalleria.[3] Al momento di morire decise di donare tutto il suo fornitissimo archivio documentale alla biblioteca di Terni.[4]

OnorificenzeModifica

  Medaglia d'oro al valor militare
«Da soldato, da caporale, da aiutante di battaglia, fulgido, costante esempio, trascinatore d’uomini, cinque volte ferito, tre volte mutilato, mai lo strazio della sua carne lo accasciò, sempre fu dovuto a forza allontanare dalla lotta; sempre appena possibile, vi seppe tornare, ed in essa fu sempre primo fra i primi, incurante di sé e delle sofferenze del suo corpo martoriato. In critica situazione, con generoso slancio, fece scudo del suo petto al proprio comandante, e due volte, benché gravemente ferito, si sottrasse, attaccando, alla stretta nemica. Con singolare ardimento, trascinava il suo plotone di arditi all’attacco di forte, munitissima posizione nemica; impossibilitato ad avanzare, perché intatti i reticolati, fieramente rispondeva con bombe a mano, alle intense raffiche di mitragliatrici. Obbligato a ripiegare, sebbene ferito, sostava ripetutamente per impedire eventuali contrattacchi. Avuta notizia di una nuova azione, abbandonava l’ospedale in cui l’avevano ricoverato, e raggiungeva il suo reparto; trasportato dai suoi, riusciva a prendere parte anche alla gloriosa offensiva finale. Soldato veramente, più che di carne e di nervi, dall’anima e dal corpo forgiati di acciaio e di ottima tempra. Hermada, settembre 1916 - Grappa, 24 ottobre 1918
  Medaglia d'oro al valor militare
«Mutilato e superdecorato, volontariamente nei ranghi della nuova guerra, per la maggiore grandezza della Patria, riconfermava il suo meraviglioso passato di eroico soldato. A capo della propaganda di una grande unità, seppe dimostrare che più che le parole valgono i fatti e fu sempre dove maggiore era il rischio e combatté con i fanti nelle linee più tormentate. Nella manovra conclusiva, alla testa dell’avanguardia del Corpo d’Armata, entrò per primo in Korcia ed in Erseke, inalberandovi i tricolori affidatigli dal Duce. Superba figura di combattente, animato da indomito eroismo, uscì illeso da mille pericoli e fu l’idolo di tutti i soldati del III Corpo d’Armata, che in lui videro il simbolo del valore personale, della continuità dello spirito di sacrificio e della più pura fede nei destini della Patria, che legano idealmente le gesta dei soldati del Carso, del Piave, del Grappa con quelle dei combattenti dell’Italia fascista. Albania, gennaio - aprile 1941
  Medaglia d'argento al valor militare
«Mirabile esempio di coraggio sereno, di alto spirito militare e di profondo sentimento del dovere, rimase sul posto di combattimento, quantunque non lievemete ferito. Nuovamente e più gravemente ferito, prima di esser trasportato al luogo di medicazione, volle esser condotto dal comandante del gruppo, per riferirgli sulla situazione. Altipiano Carsico, 14-16 settembre 1916
  Medaglia d'argento al valor militare
— San Giovanni di Duino, 1917
  Croce al merito di guerra
— Pozzuolo del Friuli, ottobre 1917
  Croce al merito di guerra
— Monte Grappa, luglio-agosto 1918
  Medaglia di benemerenza per i volontari della guerra italo-austriaca 1915-1918
  Medaglia commemorativa della spedizione di Fiume
  Grande ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia
  Grande ufficiale dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro
  Cavaliere dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia
  Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— Decreto del Presidente della Repubblica del 2 giugno 1954
  Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— Decreto del Presidente della Repubblica dell'11 febbraio 1966[5]

NoteModifica

AnnotazioniModifica

FontiModifica

  1. ^ Copia archiviata, su corteconti.it. URL consultato il 12 luglio 2008 (archiviato dall'url originale il 3 giugno 2008).
  2. ^ SIUSA - Fondazione ternana opera educatrice di Terni
  3. ^ http://legislature.camera.it/_dati/leg02/lavori/stenografici/sed0719/sed0719.pdf
  4. ^ bct Terni Archiviato il 13 settembre 2009 in Internet Archive.
  5. ^ foto di Elia Rossi Passavanti in divisa del P.N.F.[collegamento interrotto]

BibliografiaModifica

  • Santini L., Guida di Terni e del Ternano, 2003
  • Luigi Romersa, Uomini della Seconda Guerra Mondiale, Murisa, 2006, 248 p.
  • Vincenzo Pirro (a cura di), Elia Rossi Passavanti nell'Italia del Novecento, Atti del Convegno di studi (Terni 22-23 marzo 2002), Arrone: Edizioni Thyrus, 2004

Collegamenti esterniModifica


Controllo di autoritàVIAF (EN52779611 · ISNI (EN0000 0000 4144 1348 · LCCN (ENn2004144733 · WorldCat Identities (ENn2004-144733