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Elio Veller

attore italiano

Elio Veller, pseudonimo di Eugenio Veller (Caldogno, 4 marzo 1937Milano, 25 maggio 2012), è stato un attore italiano.

BiografiaModifica

Nasce a Caldogno (VI) il 4 marzo 1937. Dopo due anni la famiglia si trasferisce nella vicina Schio e dopo dieci anni in Piemonte, nel biellese. Qui viene messo in un collegio dei Salesiani dove nel teatrino dell'istituto partecipa a numerose recite: quando rientra in famiglia, ormai ha deciso che farà l'attore.

Continua a dilettarsi in compagnie amatoriali e non appena finito il militare parte per Torino. Inizialmente ricopre il ruolo di suggeritore al teatro Maffei nella compagnia stabile di avanspettacolo del comico torinese Mario Ferrero, nel novembre 1961, aiutato dall'attore Gianfabio Bosco (Gian), entra nella compagnia sempre di avanspettacolo, “Beniamino Maggio – Tonini Nava”.

Con le consuete difficoltà continua a lavorare in avanspettacolo per alcuni anni, quindi viene scritturato nella compagnia dialettale del comico milanese Piero Mazzarella, poi altre esperienze nella Compagnia italiana di Operette dove a Montecatini Terme, dovendo sostituire il “secondo comico” Antonio de Vico, in un mese deve imparare ben nove operette.

Una breve parentesi in cabaret, poi entra al Piccolo Teatro di Milano e vi rimane per circa 15 anni; non avendo mai frequentato nessuna scuola di recitazione, incontrando Giorgio Strehler, ha avuto la possibilità di migliorare la sua formazione imparando il rigore del teatro di prosa del “Maestro”, ma senza rinnegare le sue origini quando affrontava il pubblico davvero difficile del varietà che “spernacchiava” senza misericordia, come da sempre succedeva al teatro Jovinelli di Roma. Col Piccolo Teatro di Milano ha la possibilità di fare prestigiose tournée nei maggiori teatri d'Italia, d'Europa, in Russia e Giappone.

Successivamente viene chiamato da Franco Parenti e partecipa alla fondazione della Cooperativa, segnalando anche la sede del teatro a Milano in via Pier Lombardo.

In seguito lavora per due stagioni con Dario Fo e poi con Annamaria Guarnieri e la regia di Luca Ronconi, interpreta “Brighella” ne la Serva Amorosa di Carlo Goldoni, tre anni di tournée in Italia, in Europa, e un mese anche a New York, al Mark Hellinger Teatre di Broadway.

Negli anni 2000 recita anche in TV al fianco di Sandra Mondaini e Raimondo Vianello in alcuni episodi della celebre sit com Casa Vianello.

Degna di nota è inoltre la collaborazione col grande attore Giancarlo Sbragia; Veller considerava il periodo teatrale trascorso con lui uno dei più fortunati, ricordandolo con gratitudine quando tutte le sere lo si ammirava tra le quinte, cercando di “rubare” il suo grande mestiere.

Viene scelto dal regista Eugenio Cappuccio per interpretare nel 2006 il personaggio dell'impiegato Brambilla nel film Volevo solo dormirle addosso.

Veller ha inoltre recitato e raccolto in un DVD i sonetti erotici del Poeta del Settecento veneziano Giorgio Baffo,[1]. Aveva scelto una trentina di sonetti del Baffo, con l'intenzione di poterli anche trasmettere in TV in un orario notturno, uno per notte per un mese convinto che Baffo, che dipinge una Venezia davvero sconosciuta, potesse avere il suo piccolo spazio, ma nessuna emittente televisiva li ha mai trasmessi. Il professore Piero del Negro, docente all'Università di Padova e autore di varie pubblicazioni sul poeta Giorgio Baffo, visionando il DVD, ne dà un giudizio positivo[2]

MorteModifica

Veller muore il 25 maggio 2012 a 75 anni per le conseguenze di un incidente stradale avvenuto due giorni prima. L'attore si trovava alla fermata del filobus 90 a Milano in attesa del mezzo, quando due moto si scontravano e una di queste andava a travolgere l'attore che riportava un grave trauma cranico.[3]

Veller è sepolto presso il Cimitero monumentale di Giubiano, a Varese.

FilmografiaModifica

NoteModifica

  1. ^ YouTube, su youtube.com.
  2. ^ "Caro Veller, il suo DVD mi è piaciuto moltissimo, ritenevo che fosse impossibile recitare Baffo in una chiave che evitasse sia una seriosità, comunque contraddetta dal contenuto dei versi, sia una dizione e una gestualità tra l'ammiccante e il pruriginoso, tipiche dell'avanspettacolo, ma che invece fosse placidamente e irresistibilmente “Baffiana”, come i più l'ascoltavano ai suoi tempi nei caffè veneziani, divertendosi senza scandalizzarsi più che tanto. Lei è riuscito a dimostrare che mi sbagliavo. Complimenti vivissimi, speriamo che si possa vedere Giorgio Baffo anche sullo schermo televisivo. Un caro e grato saluto, Piero Del Negro"
  3. ^ Elio Veller travolto e ucciso da una moto - Milano

Collegamenti esterniModifica