Elody Oblath

scrittrice italiana
Elody Oblath anno 1911.
Le tre amiche: Luisa Carniel Slataper (Gigetta), Elody Oblath, Anna Pulitzer (Gioietta) eseguiti da Gigetta Slataper, anno 1910 circa.

Elody Oblath (Trieste, 2 dicembre 1889Trieste, 6 settembre 1971) è stata una scrittrice italiana.

BiografiaModifica

La famigliaModifica

Nacque a Trieste il 2 dicembre 1889 come ultima di cinque figli.

Il padre Samuel proveniva da un'agiata famiglia ungherese di religione ebraica che a sedici anni era stato mandato a Trieste a fare fortuna e qui in breve tempo si conquistò una solida posizione nel commercio del caffè. La madre, Virginia Luzzatto, apparteneva ad una numerosa famiglia di origine veneta di solide tradizioni intellettuali. Elody ricevette la tipica educazione impartita alle giovani di buona famiglia: governanti, scuola di danza e di musica.

Le radici culturaliModifica

Gli anni 1906-1908 sono i più significativi per la sua formazione a questo periodo risalgono le sue amicizie più importanti che le consentono di allargare e di indirizzare i suoi interessi culturali.

Nel 1908 conobbe Scipio Slataper attraverso l'amica Anna Pulitzer (la Gioietta del Mio Carso). Agli anni 1909-1914 risale l'espistolario di Scipio Slataper Alle tre amiche (pubblicato postumo a cura di Giani Stuparich), ed Elody è una di esse insieme a Luisa Carniel (Gigetta), futura moglie di Scipio, e Anna Pulitzer. Delle tre amiche Elody è la più intellettuale, dimostrava di possedere un talento letterario che si manifestò soprattutto sotto forma di epistolario, in forma di diario e di poesia.

Stimolata su un piano umano e culturale Elody maturava la sua personalità con nuove letture (Ibsen, Hebbel, Goethe, Von Humboldt, ecc...).

L'incontro con Stuparich e la maturazioneModifica

Nel 1914 conobbe Giani Stuparich, amico di Slataper, che sposò nel 1919 dopo il suo ritorno dalla prigionia.

Nel 1928, con l'aiuto del marito cominciò a raccogliere e riordinare le sue carte, soprattutto lettere e diari, e scrisse le Note autobiografiche e confessioni, pubblicate postume, in cui l'autrice raccontava la sua vita spirituale e umana e il sodalizio importante e amicizia con Luisa Carniel, Anna Pulitzer e Scipio Slataper.

Tra il 1928 e il 1943 scrisse una raccolta di poesie pubblicate in un primo momento con il titolo Notturni di maggio (1950) e dedicate al fratello di Giani, Carlo, morto nella Prima guerra mondiale e in seguito con il titolo: Poesie e Notturni di maggio (1967).

L'esperienza della guerraModifica

Nel 1944 venne rinchiusa, per le sue origini ebraiche, insieme al marito Giani e alla suocera Gisella nella Risiera di San Sabba. L'episodio drammatico viene ricordato nella poesia San Sabba (1944).

Tra le numerose persone che avvicinarono Elody nell'arco della sua vita, importante è l'amicizia degli ultimi anni con Carmen Bernt Furlani con la quale rivisse il suo passato attraverso una fitta corrispondenza pubblicata postuma con il titolo L'ultima amica (1991).

Il 6 settembre 1971 morì a Trieste.

OpereModifica

Pubblicazioni postumeModifica

Opere teatraliModifica

  • Lodì, tratto dalle opere di Elody Oblath, testo di Erica Mastrociani, progetto teatrale di Andreina Garella e Mario Fontanini. Rappresentato per la prima volta a Fontanellato-Parma, (1997)
  • Vorrei incatenare la mia anima per non vederla più vagare, di Elsa Fonda, libero adattamento dalle lettere di Elody Oblath a Scipio Slataper, Teatro Cristallo, Trieste 8 novembre 2004.
  • Il Natale di Elody ipotesi di dialogo tra Elody Oblath Stuparich e la sorella Elsa, testo di Giuliana Stecchina, Auditorium Civico Museo Revoltella, Trieste, ciclo i lunedì dello Schmidl 10 dicembre 2012.
  • "Le mie lettere d'Amore" spettacolo di teatro e danza sui testi di "Alle tre amiche" di S.Slataper; "Confessioni e lettere a Scipio" e "Lettere a Giani" di Elody Oblath Stuparich;" Guerra del '15" di Giani Stuparich- Riduzione teatrale di V.Magnani 26 gennaio 2014Teatro Il Rossetti/Sala Bartoli Trieste
  • "Anime inquiete a Trieste" di Sabrina Morena spettacolo teatrale liberamente tratto dagli scritti di Scipio Slataper, Elody Oblath, Giani Stuparich, Bertha von Suttner, Caffè San Marco, Trieste 17 dicembre 2014.

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN69046908 · ISNI (EN0000 0001 2138 171X · LCCN (ENn82110495 · BNF (FRcb131664089 (data) · WorldCat Identities (ENlccn-n82110495