Emanuele Trionfi

pittore italiano

Emanuele Trionfi (Livorno, 1829[1] o 1832[2]Firenze, 1900) è stato un pittore e ceramista italiano.

BiografiaModifica

Studiò inizialmente disegno a Livorno, successivamente si trasferì all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove studiò con il professor Antonio Ciseri[3][4].

Divenne professore di disegno presso le scuole tecniche comunali di Firenze. Era socio onorario dell'Accademia di Belle Arti di Urbino[2].

Era principalmente un pittore di genere e figurativo[3]. Nel 1860 dipinse un ritratto del re Vittorio Emanuele II per la colonia italiana al Cairo, in Egitto. Dipinse anche soggetti letterari dalle opere di Byron e Pietro Grossi e un genere in costume a mezza figura, Dopo il ballo, donato all'Accademia di Belle Arti di Firenze. In quest'ultimo, una giovane donna, dopo un ballo in maschera, siede indossando ancora il proprio costume. Altri dipinti di genere includono La Freddolosa e l'Estate; e la coppia Aspettando e i Preparativi . Dipinse anche ceramiche con nature morte di frutta, selvaggina e piccole figure, come il grande piatto intitolato L'Autunno[2].

Massone, fu iniziato il 15 giugno 1861 nella loggia Concordia di Firenze[5].

NoteModifica

  1. ^ Trionfi Emanuele *, su istitutomatteucci.it. URL consultato il 29 ottobre 2020.
  2. ^ a b c Angelo De Gubernatis e Ugo Matini, Dizionario degli artisti italiani viventi, pittori, scultori e architetti, Tipi dei successori Le Monnier, 1889, p. 527. URL consultato il 29 ottobre 2020.
  3. ^ a b (EN) Charles Blanc, The Masterpieces of Italian Art Illustrated: Being a Biographical History of Art in Italy from the Earliest Period to the Present Time, Gebbie & Company, 1880, p. 77. URL consultato il 29 ottobre 2020.
  4. ^ Fabio Bertini, Costantino Cipolla e Paolo Vanni, Storia della Croce rossa in Toscana dalla nascita al 1914, FrancoAngeli, 2016, p. 565, ISBN 978-88-917-2784-8. URL consultato il 29 ottobre 2020.
  5. ^ Fulvio Conti, Firenze massonica. Il libro matricola della Loggia Concordia (1861-1921) , Ed. Polistampa, Firenze, 2012, p. 21.
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