Emil Telmányi

Emil Telmányi (Arad, 22 giugno 1892Holte, 13 giugno 1988) è stato un violinista, insegnante e direttore d'orchestra ungherese.

Emil Telmányi dimostra ad Albert Schweitzer il suo arco curvo ("Vega" Bach Bow) nel 1954

BiografiaModifica

Emil Telmányi, nacque ad Arad in Ungheria, iniziò giovanissimo a studiare il violino e si presentò per la prima volta in pubblico all'età di dieci anni. Dal 1905 studiò violino (con Jenő Hubay), direzione d'orchestra e composizione all'Accademia musicale Franz Liszt di Budapest. Dopo un memorabile concerto a Berlino del 1911[1], Telmányi effettuò nello stesso anno diverse tournée in Europa per arrivare poi a Copenaghen nel 1912. Qui si stabilì ed entrò in contatto con Carl Nielsen, del quale sostenne con forza il lavoro e sposò in prime nozze la figlia. Dopo aver incontrato il violinista Rolph Schroeder che suonava col cosiddetto "arco curvo", Telmányi si interessò alla tecnica per interpretare opere polifoniche con l’arco curvo. Questo particolare arco permette l’esecuzione monodica e - con opportuni accorgimenti - l’esecuzione simultanea e uniforme di accordi su tre o quattro corde del violino. In breve Telmányi, insieme al costruttore d’archi Knud Vestergaard e ispirandosi alle teorie di Albert Schweitzer, elaborò il suo arco curvo, il cosiddetto “Vega Bach Bow”. Questo arco, realizzato nel 1949, permise a Telmányi di suonare simultaneamente accordi polifonici senza interruzione di suono soprattutto nel repertorio bachiano [2]. Nel 1957 insieme alla seconda moglie e le tre figlie fondò un quintetto d’archi con pianoforte. Morì nel 1988, all'età di quasi 96 anni, a Holte, in Danimarca.

NoteModifica

  1. ^ Cfr. Boris Schwarz, Emil Telmányi, in Great Masters of the Violin cit., p. 392
  2. ^ Altre versioni dell’arco curvo sono state utilizzate in pubblico da Tossy Spivakovsky, Roman Totenberg, Georges Frey e, in tempi più recenti, dal violoncellista Michael Bach. Altri violinisti, tra i quali Jacques Thibaud e Arthur Grumiaux si sono interessati all’arco curvo ma solo in forma privata

ScrittiModifica

  • Emil Telmányi, Lösung der Probleme der Solo-Violinwerke von Bach, in «Schweizerische Musikzeitung», Jahrgang XCV, [Zürich] 1955, pp. 430-434
  • Emil Telmányi, Some Problems in Bach’s Unaccompanied Violin Music, in «The Musical Times», XCVI n. 1343, (January 1955), pp. 14-18

BibliografiaModifica

  • Boris Schwarz, Emil Telmányi, in Great Masters of the Violin: From Corelli and Vivaldi to Stern, Zukerman and Perlman, London, Robert Hale, 1983, pp. 392-393
  • -, voce Telmányi Emil, in Dizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti (diretto da Alberto Basso), Utet, Torino, Le Biografie, Vol. VII, 1988, p. 738
  • Tully Potter, Hungarian Rhapsody, in «The Strad», CX (February 1999), pp. 160-167
  • Mark Katz, The Violin, a Research and Information Guide, New York-London, Routledge, 2006, p. 368

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