Emilio Luci (auditore fiscale)

funzionario e giurista italiano

Emilio Luci (Colle di Val d'Elsa, 1619Firenze, 1699) è stato un funzionario e giurista italiano, auditore fiscale del Granducato di Toscana dal 1671 al 1699.

BiografiaModifica

Figlio del funzionario mediceo Giovanni Luci e di Lucrezia di Giovanni Tolosani,[1] nipote dei colligiani Emilio Luci e Giovanni Maria Tolosani, si formò in diritto all'Università di Pisa, come consuetudine per chi ricopriva incarichi pubblici nel Granducato di Toscana. Ebbe un nipote (Emilio) a sua volta politico e giurista.

Ricoprì la carica di auditore fiscale per oltre vent'anni, dal 1671 al 1699, anno della sua morte.[2] Insieme al depositario generale Francesco Feroni, agli auditori Francesco Venturini e Francesco Maria Sergrifi, Emilio Luci fu uno dei principali funzionari granducali, membro di quella classe dirigente, fortemente voluta da Cosimo III de' Medici, che fu "espressione di una nuova cultura politica, attenta ai cambiamenti in atto nella società toscana".[3]

Nel 1675, il Luci fece parte della Deputazione per la riforma dei Magistrati, promossa per volontà del granduca, con l'obiettivo di risanare le più importanti magistrature del Granducato. Nel 1677, il Luci in qualità di auditore fiscale, il Feroni in qualità di Depositario Generale, il senatore Alamanno Arrighi e il senatore Orazio Marucelli, denunciarono nelle loro Considerazioni per la riforma del magistrato dei Nove la situazione di grave indebitamento, dovute anche alle forti imposte e alle malversazioni di alcuni camarlinghi locali, in cui si trovavano le comunità del contado e di distretto.[4] Dal 1681 al 1693, alcune proposte furono effettivamente sperimentate, ma la situazione non migliorò in maniera significativa, tanto che i riformatori settecenteschi poterono denunciare qualche anno dopo le stesse ingiustizie già evidenziate dal Feroni, dal Luci, dall'Arrighi e dal Marucelli, nel 1677.[5]

NoteModifica

  1. ^ Aa.Vv., Bollettino senese di storia patria, Accademia senese degli intronati, Deputazione di storia patria per la Toscana, Siena 1988, no. 95, p. 397.
  2. ^ Franco Angiolini, Vieri Becagli, Marcello Verga, La Toscana nell'età di Cosimo III, atti del convegno, Pisa-San Domenico di Fiesole (FI), 4-5 giugno 1990, Edifir 1993, p. 347.
  3. ^ Luigi Lotti, Storia della civiltà toscana: Il principato mediceo, Volume 3, Le Monnier, Firenze 2003, p. 74.
  4. ^ Ezio Tremolanti, Il Seicento, secolo di profonda crisi e speranzosa ripresa: economia, società, demografia relative alle colline pisane, CLD 2001, p. 15.
  5. ^ ad vocem, Dizionario Biografico Treccani

BibliografiaModifica

  • Luigi Lotti, Storia della civiltà toscana: Il principato mediceo, Volume 3, Felice Le Monnier, Firenze 2003
  Portale Biografie: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Biografie