Emmanuel Tzanes

pittore e presbitero greco

Emmanuel Tzanes (in greco: Εμμανουήλ Τζάνες) (Rethymno, 1610Venezia, 28 marzo 1690) è stato un pittore e presbitero greco attivo a Venezia; anche il fratello Konstandinos fu pittore.

BiografiaModifica

 
Lamento sul Cristo morto, A.S. Onassis foundation
 
San Giorgio uccide il drago
 
San Marco Evangelista, Benaki Museum, Atene

Come la maggior parte dei pittori d'icone dell'epoca, appartiene all'ambiente ecclesiastico; era stato ordinato sacerdote prima del 1637, come sappiamo dalle sue opere firmate come hiereus. Fuggì a Corfù probabilmente durante l'assedio turco di Creta del 1646, e di lì passò nel quartiere greco di San Giorgio a Venezia, dove la sua presenza è documentata a partire dal 1655. Si conoscono di lui numerose icone firmate, di cui una buona parte si conserva nella collezione di San Giorgio dei Greci a Venezia, mentre altre si trovano al Museo bizantino e cristiano di Atene, nel monastero di San Giovanni a Patmos, nella Alte Nationalgalerie e al Bode-Museum di Berlino.

Attento alle innovazioni dell'arte veneziana del XVI e XVII secolo, Tzanes ha realizzato un aggiornamento delle convenzioni figurative dell'icona greca ai nuovi parametri dell'arte italiana; fu soprattutto fortemente suggestionato dalle opere di Jacopo Tintoretto. Il ritratto del personaggio principale dell'icona viene reinterpretato da Tzanes nel senso di una caratterizzazione più plastica dell'incarnato e di una maggiore accuratezza nella riproduzione delle parti anatomiche, dell'introduzione di particolari decorativi desunti dal ricco repertorio barocco, di una resa più sciolta dei panneggi e dei movimenti del corpo; in particolare, cerca di intervenire sulla convenzionale postura frontale dei ritratti, che sente come troppo rigida e innaturale, modificandola tramite la leggera rotazione del corpo, verso destra o verso sinistra rispetto al volto, che rimane frontale in ottemperanza alla sua funzione cultuale. Per quanto riguarda invece le icone delle Feste o dei fatti evangelici, l'artista cretese va alla ricerca di un difficile equilibrio fra la resa della centralità dei personaggi sacri all'interno della scena, ottenuta mediante l'uso calibrato di simmetrie e parallelismi, e lo sviluppo dell'icona nella terza dimensione mediante l'introduzione del paesaggio e della veduta.

Nell'icona con Cristo e la Samaritana a San Giorgio dei Greci, un vasto paesaggio collinare si apre al di là del pozzo con i due personaggi sacri, la cui centralità devozionale è salvaguardata mediante l'impiego del primo piano scenico; una soluzione originale viene raggiunta nell'icona con la Guarigione del paralitico di Bethesda, dove l'arco che faceva da cornice alle antiche icone delle Feste sull'epistilio si è trasformato in un moderno arco veneziano; al di là di quello si apre la visione in profondità, con tanto di pavimento reticolato e portico rinascimentale, con cui l'artista soddisfa la sua volontà di adozione dei modelli italiani. Sempre a Tzanes si deve l'introduzione del tema iconografico delle figure di santi assise in trono come nell'Apostolo Andrea e nella Vassilissa Theodora con l'icona della Madre di Dio del 1671, ora al Museo bizantino e cristiano di Atene.

BibliografiaModifica

  • Heinz Skrobucha, The World of Icons, 1971, p.97
  • Jane Turner, The Dictionary of Art, 1996, p.334
  • Steven Bigham, Heroes of the Icon: People, Places, Events, 2000, p.136
  • Ernst Gombrich - Dizionario della Pittura e dei Pittori - Einaudi Editore (1997)

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