Apri il menu principale
Emmerson Mnangagwa
Emmerson Mnangagwa (2019-01-15).jpg
Emmerson Mnangagwa nel 2019

Presidente dello Zimbabwe
In carica
Inizio mandato 24 novembre 2017
Predecessore Robert Mugabe

Primo Vice Presidente dello Zimbabwe
Durata mandato 12 dicembre 2014 –
6 novembre 2017
Predecessore Joice Mujuru
Successore Phelekezela Mphoko

Presidente e Primo Segretario dell'Unione Nazionale Africana di Zimbabwe - Fronte Patriottico
In carica
Inizio mandato 19 novembre 2017
Predecessore Robert Mugabe

Dati generali
Partito politico Partito Unificato d'Indipendenza Nazionale
(1959-1962)
Unione Popolare Africana di Zimbabwe
(1962-1963)
Unione Nazionale Africana di Zimbabwe
(1963-1987)
Unione Nazionale Africana di Zimbabwe - Fronte Patriottico
(dal 1987)

Emmerson Dambudzo Mnangagwa (Zvishavane, 15 settembre 1942) è un politico zimbabwese, Presidente dello Zimbabwe dal 24 novembre 2017. In precedenza era stato vice Presidente dello Zimbabwe dal 2014 al 6 novembre 2017.

BiografiaModifica

Ministro della sicurezza dello Stato dal 1980 al 1988, fu poi ministro della giustizia dal 1988 al 2000. Divenuto Speaker del Parlamento dal 2000 al 2005, fu poi ministro dell'edilizia rurale dal 2005 al 2009, ministro della difesa dal 2009 al 2013, e di nuovo ministro della giustizia dal 2013 al 2017.

Negli ultimi tre anni cumulò la carica ministeriale con quella di vicepresidente della Repubblica, dalla quale è poi stato licenziato nel novembre 2017 da Robert Mugabe[1] per "carenza di rispetto, slealtà, inganno ed inaffidabilità"[2].

Mnangagwa, nel corso degli anni, è diventato uno dei più potenti leader del partito ZANU-PF, essendo stato segretario amministrativo (2000-2004) e segretario per gli affari legali (dal 2004) del partito al potere: ciò lo collocava tra i candidati alla successione del Presidente della Repubblica, posizione che lo ha però portato in collisione con la moglie del presidente in carica, Grace Mugabe[3]; è stato infine costretto alle dimissioni il 6 novembre 2017.

Dopo avere abbandonato il Paese, ha spinto per ottenere le dimissioni[4] di Mugabe in seguito al colpo di Stato dell'esercito contro Mugabe del 15 novembre 2017[5]; il 19 novembre ha sostituito Mugabe (espulso dal partito e in seguito dimessosi da presidente[6]) come capo del ZANU-PF[7], ed è tornato in patria il 22 novembre[8]. Mnangagwa è stato confermato presidente nelle elezioni del 2018, con il 50,4% dei voti.

NoteModifica

  1. ^ Zimbabwe: Mugabe siluta vicepresidente - Africa - ANSA.it
  2. ^ Mugabe sacks 'disloyal' vice-president”[collegamento interrotto].
  3. ^ "Mnangagwa, veterano delle guerre di liberazione dello Zimbabwe degli anni ’70, è benvoluto dai militari, che considerano la sua rimozione parte di una purga di figure del periodo dell’indipendenza mirato a spianare la strada a Mugabe per cedere il potere alla moglie Grace, 52 anni": Zimbabwe, stretta sul presidente Mugabe: tank e soldati nella capitale Harare, La Stampa, 14/11/2017.
  4. ^ Ben Westcott, CNN, Former Zimbabwe VP urges President Mugabe to resign, in CNN. URL consultato il 21 novembre 2017.
  5. ^ Zimbabwe, esercito: “Nessun golpe Mugabe al sicuro”. I militari stanno prendendo il comando, in LaStampa.it. URL consultato il 19 novembre 2017.
  6. ^ Robert Mugabe si è dimesso, su Ansa. URL consultato il 21 ottobre 2017.
  7. ^ Zimbabwe, Mugabe espulso dal partito di governo: nuovo leader il vicepresidente Mnangagwa, in LaStampa.it. URL consultato il 19 novembre 2017.
  8. ^ Zimbabwe's Mnangagwa takes power and vows to serve all citizens - BBC News

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN46006932 · LCCN (ENn95026807 · GND (DE1145077900 · WorldCat Identities (ENn95-026807