Emocomponente

Un emocomponente è un prodotto che viene ricavato dal sangue intero mediante frazionamento semplice o mediante aferesi.[1]

Nelle trasfusioni, infatti, solitamente non si utilizza il sangue intero (questa pratica non viene più utilizzata nella terapia di routine) ma possono essere usate anche le sue componenti, consentendo così di infondere al paziente solo ciò di cui necessita, risparmiando per altri casi ciò che non serve e riducendo rischi causati dai globuli bianchi presenti nel sangue intero.

Tra i casi in cui viene trasfuso il sangue intero vi sono le emorragie acute massive.

EmocomponentiModifica

Gli emocomponenti si distinguono in tre grandi classi:

Nell'nell'elenco dei medicinali essenziali dell'Organizzazione mondiale della sanità, i medicinali più sicuri ed efficaci necessari in un sistema sanitario, sono inclusi:[3]

Riferimenti legislativiModifica

Gli emocomponenti sono considerati prodotti farmaceutici e sono quindi soggetti alle disposizioni della vigente farmacopea e controllati dall'EMA o dalla FDA.

Tra i controlli a cui vengono sottoposti vi è quello per eventuale contaminazione con virus, tra cui quello dell'HIV e quello dell'epatite C. Nella prima metà degli anni '80 infatti la diffusione dell'infezione da HIV ha interessato una quota rilevante di emofilici e diverse sono state le aziende coinvolte[4][5]. Questo, unito a screening mediante PCR, rappresenta misure importanti per minimizzare il rischio d'infezione.

NoteModifica

  1. ^ Legge 21 ottobre 2005, n. 219, su normattiva.it. URL consultato il 18 luglio 2014.
  2. ^ a b c d e f Medicina Trasfusionale | Lab Tests Online-IT, su labtestsonline.it. URL consultato il 21 aprile 2020.
  3. ^ (EN) World Health Organization, World Health Organization model list of essential medicines: 21st list 2019, 2019. URL consultato il 22 aprile 2020.
  4. ^ (EN) Walt Bogdanich ed Eric Koli, 2 Paths of Bayer Drug in 80's: Riskier One Steered Overseas, NY Times, 22 maggio 2003. URL consultato il 17 giugno 2012.
  5. ^ Sangue infetto: la strage nascosta, Chi l'ha Visto, 5 aprile 2010. URL consultato il 17 giugno 2012 (archiviato dall'url originale il 14 aprile 2012).

Voci correlateModifica

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