Emorragia materno-fetale

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Emorragia feto-materna
Specialitàematologia
Classificazione e risorse esterne (EN)
ICD-9-CM656.0 e 772.0
ICD-10P50.4
MeSHD005331

L'emorragia materno-fetale consiste nel passaggio di sangue dal feto alla gestante attraverso la placenta. Può presentarsi in gravidanze del tutto normali, così come rappresentare una complicanza ostetrica.

EziologiaModifica

È stimato che meno di 1 mL di sangue fetale riesca a passare dal feto alla madre durante il travaglio in circa il 96% dei parti normali.[1][2] La perdita di questa piccola quantità di sangue può tuttavia essere un evento sensibilizzante e può portare alla formazione di anticorpi contro antigeni di superficie degli eritrociti fetali, come il fattore Rh, portando nelle gravidanze successive ad aumentato rischio di eritroblastosi fetale.

In situazioni anomale, tra le cause di grave emorragia materno-fetale sono annoverati i traumi e il distacco intempestivo di placenta, tuttavia vi sono casi in cui l'emorragia si manifesta spontaneamente senza cause apparenti.

PatogenesiModifica

Normalmente la circolazione sanguigna fetale e quella materna sono anatomicamente separate, a livello della placenta, ma in diretto contatto tra loro in modo che ossigeno, anidride carbonica e nutrienti possano essere scambiati attraverso le strutture formate dal sinciziotrofoblasto e dal citotrofoblasto.

L'emorragia materno-fetale si manifesta nel caso questa membrana smetta di funzionare come barriera, permettendo l'immissione nel circolo materno di cellule fetali, inizialmente attraverso l'endometrio.

PrognosiModifica

Se l'emorragia di mantiene inferiore a 30 mL non vi è rischio di manifestazioni cliniche né nella madre, né nel feto.[3] Per valori superiori vi è un aumento significativo di morbilità e mortalità fetale, motivo per cui l'emorragia materno-fetale è una delle cause di aborto spontaneo per morte intrauterina del feto.

TrattamentoModifica

In caso di emorragia rapida e continua è necessario indurre il travaglio nel caso il feto sia già sufficientemente sviluppato.[4] Nel caso in cui l'emorragia si sia arrestata spontaneamente può essere indicata una trasfusione di sangue intrauterina.[4]

NoteModifica

  1. ^ ES Sebring e HF Polesky, Fetomaternal hemorrhage: incidence, risk factors, time of occurrence, and clinical effects, in Transfusion, vol. 30, n. 4, 1990-05, pp. 344–357, DOI:10.1046/j.1537-2995.1990.30490273444.x. URL consultato il 4 maggio 2020.
  2. ^ Arnold L. Medearis, Paul A. Hensleigh e David R. Parks, Detection of fetal erythrocytes in maternal blood post partum with the fluorescence-activated cell sorter, in American Journal of Obstetrics and Gynecology, vol. 148, n. 3, 1984-02, pp. 290–295, DOI:10.1016/s0002-9378(84)80070-8. URL consultato il 4 maggio 2020.
  3. ^ Polesky HF Sebring ES. Evaluation of methods of detection and quantitation of fetal cells and their effects on Rh Ig usage. American Journal of Clinical Pathology 198 1; 76(suppl):525-529.
  4. ^ a b Panagiotis Bakas, Angelos Liapis e Maria Giner, Massive fetomaternal hemorrhage and oxytocin contraction test: case report and review, in Archives of Gynecology and Obstetrics, vol. 269, n. 2, 1º gennaio 2004, pp. 149–151, DOI:10.1007/s00404-002-0431-3. URL consultato il 4 maggio 2020.

BibliografiaModifica

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