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L'emotica è la disciplina che ha per oggetto sia lo studio delle emozioni e delle abilità emotive, che lo sviluppo delle abilità emotive e la loro applicazione nella vita lavorativa e professionale (emotica del lavoro) e nella vita di relazione (emotica delle relazioni). Il neologismo unisce la radice di emozione, dal latino e-moveo, cioè scuotere o sconvolgere e tica, dal greco teknè, cioè contrazione di tecnica.

Le abilità emotive di riferimento sono quattro, secondo la definizione formulata da J.D. Mayer e P. Sulovay nel 1992:

  1. Percezione delle emozioni: abilità di percepire le emozioni in sé stessi e negli altri, di esprimere e valutare le emozioni;
  2. Comprensione delle emozioni: abilità di comprendere le emozioni, le loro combinazioni ed il loro crescendo nel corso dei cambiamenti relazionali, e di rendersi conto di tali significati emotivi;
  3. Facilitazione del pensiero: abilità di generare, usare e provare emozioni per comunicare i sentimenti, o impiegarli in altri processi cognitivi;
  4. Gestione delle emozioni: abilità di essere aperti alle emozioni, di modularle in sé stessi per influenzare positivamente gli altri, in modo da promuovere comprensione, collaborazione e cooperazione tra persone e tra gruppi.

Nella emotica lo sviluppo e l'utilizzo delle abilità emotive sono sistematicamente ricondotte a

  1. Conoscenza delle emozioni e della loro natura.
  2. Conoscenza dei codici emotivi primari che orientano il comportamento di soggetti e gruppi rispetto a:
    • Appartenenza
    • Rango
    • Dipendenza
    • Competizione
    • Accesso all'aiuto
    • Cambiamento
  3. Conoscenza delle quattro abilità emotive.
  4. Utilizzo delle conoscenze indicate ai punti precedenti finalizzato a migliorare cooperazione e collaborazione tra i soggetti umani, attraverso:
    • il miglioramento del grado di integrazione tra i codici emotivi primari (ereditari) ed i codici di comportamento secondari (appresi, frutto dell'esperienza, della socializzazione e della educazione);
    • il miglioramento dei codici di comportamento secondari, nella specifica direzione di migliorarne la configurazione in modo tale da ridurre al massimo grado il conflitto tra istanze primarie e istanze secondarie;
    • la costruzione delle condizioni, individuali e sociali, che consentono e favoriscono il dispiegamento delle azioni di miglioramento dell'integrazione tra i codici primari e secondari ed il miglioramento dei codici secondari, per soggetti, gruppi, e comunità.

Riferimenti bibliograficiModifica

  • Bonora, U.,Emotica - Manuale Minimo; 2013 - distribuzione Librerie Feltrinelli
  • Ciarrochi,J. Forgas,J.P. Mayer,J.D.,Emotional intelligence in every day life - Psycology Press Taylor & Francis Group
  • D'Urso, V., Trentin, R.,Introduzione alla psicologia delle emozioni, Edizioni Laterza, Roma-Bari
  • Damasio, Antonio R., L'errore di Cartesio - Adelphi Editore
  • Darwin, Charles,L'origine della specie - Bollati Boringhieri
  • Diamond, J.,Il terzo scimpanzé -Bollati Boringhieri
  • Ekman, P.,I volti della menzogna -Giunti Editore
  • Feldman Barrett L., Salovey P.,The wisdom in feeling, Guilford Press NY
  • Le Doux, J.,Il cervello emotivo. Alle origini delle emozioni -Baldini & Castoldi
  • Morris, D.,La scimmia nuda. Studio zoologico sull'animale uomo -Bompiani
  • Murphy, Kevin R. a cura di, A Critique Of Emotional Intelligence Lawrence Erlbaum Associates, Publishers, London
  • Rizzolatti G., Sinigaglia C.,So quel che fai. Il cervello che agisce e i neuroni specchio -Raffaello Cortina Editore

Voci correlateModifica

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