Empoli Football Club

squadra di calcio di Empoli
Empoli FC
Calcio Football pictogram.svg
Empoli FC 1920.png
Azzurri
Segni distintivi
Uniformi di gara
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Casa
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Pantaloncini
Calzettoni
Trasferta
Manica sinistra
Manica sinistra
Maglietta
Maglietta
Manica destra
Manica destra
Pantaloncini
Calzettoni
Terza divisa
Colori sociali 600px HEX-1A5CA8 background White vertical stripes.svg Azzurro
Inno Empoli (Azzurro che si muove)
Roberto Talarico
Dati societari
Città Empoli
Nazione Italia Italia
Confederazione UEFA
Federazione Flag of Italy.svg FIGC
Campionato Serie B
Fondazione 1920
Presidente Italia Fabrizio Corsi
Allenatore Italia Vincenzo Vivarini
Stadio Stadio Carlo Castellani
(16 800 posti)
Sito web www.empolicalcio.it
Palmarès
Coppa Italia Lega Pro
Titoli nazionali 1 campionato di serie B
Trofei nazionali 1 Coppe Italia Serie C/Lega Pro
Soccerball current event.svg Stagione in corso
Si invita a seguire il modello di voce

L'Empoli Football Club, comunemente noto come Empoli, è una società calcistica italiana con sede a Empoli. Attualmente milita in Serie B.

Fondato nel 1920, fa parte del ristretto gruppo di club non facenti capo a capiluogo di provincia (insieme a Lecco[1], Carpi, Cesena[2], Legnano, Pro Patria, Sassuolo e Casale) che abbiano partecipato a un campionato di calcio di massima divisione, nella quale milita anche nella stagione 2016-17[3].

La squadra disputa i propri incontri interni allo stadio Carlo Castellani, che ha una capienza di 16 800 posti a sedere. Il soprannome della squadra è Azzurri, dovuto al colore della prima divisa del club.

Al 2017-18 incluso l'Empoli ha partecipato a 82 campionati nazionali di cui 50 in campionati del terzo livello, 20 in Serie B e 12 in Serie A[4]. In ambito europeo il miglior risultato è la partecipazione alla Coppa UEFA 2007-08[5].

Indice

StoriaModifica

Dagli anni venti agli anni settantaModifica

 
Carlo Castellani, terzo miglior marcatore della storia dell'Empoli con 61 marcature in 145 presenze. A lui è dedicato lo stadio cittadino

Nel mese di agosto del 1920 nascono il Foot Ball Club Empoli e la sezione calcistica Unione Sportiva Empolese, le quali, dopo la disputa del torneo di San Miniato, si fondono dando luogo ad un'unica entità calcistica cittadina. Già a partire dalla stagione successiva, la neonata società, dopo aver ottenuto nel mese di settembre l'affiliazione alla FIGC ratificata dal Comitato Regionale Toscano, viene inserita nel girone A toscano della Promozione 1921-1922, ma vi rinuncia a partecipare per problemi economici, scegliendo di iscriversi al campionato di Terza Categoria, dove la squadra ottiene la seconda posizione del girone A.[3]

Nella stagione 1922-1923 l'Empoli conclude al secondo posto il girone A toscano della Terza Divisione, ottenendo l'ammissione al girone finale dopo aver vinto la spareggio a Firenze, disputato il 15 aprile 1923, con il Pontedera per 1-0. La stagione viene conclusa con il terzo posto nel girone finale.[3]

Le tre stagioni successive, dal 1923 al 1926, l'Empoli continua a disputare i campionati della Terza Divisione Toscana. Poi, nel campionato 1926-1927, il club empolese vince il girone A della divisione Toscana, e viene ammesso alle finali interregionali; nonostante il semplice quarto posto ottenuto nel girone G, i toscani vengono ammessi nella divisione Nord della Seconda Divisione 1927-1928, corrispondente al terzo livello nazionale dell'epoca, per ripescaggio decretato dal Direttorio Divisioni Inferiori Nord. Nella stagione successiva la squadra viene inserita quindi nel girone C della divisione Nord, che conclude in quarta posizione, ma per motivi economici rifiuta l'invito a partecipare al campionato successivo di Prima Divisione, e segue dunque il declassamento della Seconda Divisione da terza a quarta serie.[6] Tuttavia già la stagione successiva, in Seconda Divisione 1928-1929, conquista la promozione, laureandosi campione di Toscana, e ritorna nella divisione Nord della Prima Divisione.[3]

L'Empoli rimane in Prima Divisione, poi Serie C, fino alla stagione 1935-1936, quando la squadra viene ritirata a campionato in corso a causa del richiamo alle armi di molti dei suoi giocatori. L'Empoli riprende l'attività agonistica dalla stagione seguente ripartendo dalla Prima Divisione, con la denominazione di Dopolavoro Empolese, e con i colori sociali grigio ed azzurro[senza fonte]; la squadra vince il girone A toscano ottenendo nuovamente l'ammissione in Serie C. Fino alla sospensione dell'attività per cause belliche l'Empoli disputa la Serie C, ottenendo come massimo risultato il sesto posto nel 1938-1939. Nel frattempo, la società assume la denominazione Dopolavoro Interaziendale Italo Gambaccioni Sezione Calcio dal 1938 al 1941, fino a quando la cambia di nuovo in Associazione Calcio Empoli.[7] Sempre in questo periodo, esattamente il 15 settembre 1935, avviene l'esordio in Coppa Italia, con un successo casalingo di misura per 1-0 sul Pontedera.[8]

 
L'Empoli nella stagione 1979-1980

Dopo il conflitto mondiale l'Empoli si presenta con la denominazione societaria di Empoli Foot Ball Club, dopo essersi chiamata Gruppo Sportivo Azelio Landi per un breve periodo tra ottobre e novembre 1944, e viene ammesso in Serie B grazie al terzo posto conquistato nella stagione 1945-46 nel campionato di Serie C Centro-Sud. Nella serie cadetta l'Empoli milita per quattro stagioni consecutive, conquistando anche un terzo posto nella stagione 1946-47:[9] la retrocessione della società, che nel frattempo aveva adottato il solo colore azzurro[senza fonte], avviene infatti al termine del campionato 1949-1950. La permanenza in Serie C dura per sei stagioni: nell'estate 1955 la società azzurra vende gran parte dei giocatori[senza fonte], ed al termine della stagione 1955-1956 la formazione toscana retrocede in Serie D. Malgrado la retrocessione, l'Empoli trova in alcune ditte locali di abbigliamento gli sponsor: questo è uno dei primi casi, nella storia del calcio italiano, in cui una società si abbina ad un marchio commerciale[senza fonte]. Dopo tre stagioni in quarta serie,[10] nella stagione 1959-1960 gli azzurri rischiano la retrocessione nei tornei regionali: dopo essersi piazzato al quindicesimo posto a pari punti con Carrarese e Rieti, è necessaria la disputa di un girone a tre di spareggio per decretare la squadra che può disputare la Serie D 1960-1961, e la formazione azzurra riesce a salvarsi pareggiando prima con la Carrarese e poi superando i laziali, a Pesaro, con una rete di Vezzosi[senza fonte]. Nel 1960-61 l'Empoli torna nel terzo livello del campionato italiano, ma per una sola stagione, dato che al termine incorre in una nuova retrocessione.

Il nuovo ritorno azzurro in Serie C arriva il 9 giugno 1963 battendo il Tempio Pausania per 2-0 nello spareggio disputato a Genova. La permanenza nel terzo livello del campionato italiano, dal 1978-1979 chiamato Serie C1, questa volta dura per venti anni, fino alla stagione 1982-1983.[11][12]

Gli anni ottanta e novantaModifica

Per la stagione 1982-1983, con alla guida tecnica Giampiero Vitali, la società empolese opera una campagna acquisti molto onerosa[senza fonte], allestendo un reparto difensivo che subirà appena 14 gol in tutto il campionato. L'Empoli riesce ad ottenere la serie B dopo 33 stagioni dall'ultima presenza, grazie ad una promozione conquistata all'ultima giornata, il 5 giugno 1983, con la vittoria sulla già retrocessa Paganese per 4-1 che permette la vittoria del girone B della serie C1 1982-1983. Alla quarta stagione consecutiva nella serie cadetta, la squadra azzurra conclude il campionato di Serie B 1985-1986 con la quarta posizione in classifica; tuttavia, grazie alla penalizzazione assegnata ad agosto al Vicenza in seguito al verdetto della CAF sullo scandalo del calcioscommesse, l'Empoli scala al terzo posto, conquistando dunque per la prima volta la promozione in serie A.[13]

Il debutto in Serie AModifica

 
L'Empoli del 1986-87, al suo debutto in Serie A

Dopo un necessario esilio iniziale agli impianti di Firenze e Pistoia, in cui tra l'altro gli azzurri sconfiggono l'Inter per 1-0 con uno storico gol di Marco Osio, l'esordiente Empoli, dopo le prime due giornate, vola addirittura in testa alla classifica a pari punti (4 punti) con la Juventus, la stessa che affronta proprio nel terzo turno di campionato in un'inedita sfida al vertice, in cui tuttavia ne escono vincitori i bianconeri per 0-1. Dopo una positiva prima parte di campionato conclusasi a metà classifica, la squadra rischia di perdersi nel finale di stagione: la salvezza arriva infatti solo all'ultima giornata, grazie al successo azzurro sul campo del Como per 1-0, che permette il sorpasso su Brescia ed Atalanta, sconfitte rispettivamente da Juventus e Fiorentina. L'Empoli però rimane in massima divisione solo per un'altra stagione, la quale, complice anche una penalizzazione di cinque punti in classifica, si conclude con la retrocessione. Nella stagione seguente in serie B, gli azzurri chiudono il campionato al quattordicesimo ex aequo col Brescia. Per stabilire dunque l'ultima squadra che retrocede, si rende necessario uno spareggio che viene disputato a Cesena: la gara si chiude sul risultato di 0-0 sia dopo i tempi regolamentari che dopo quelli supplementari, mentre ai calci di rigore riesce a prevalere il Brescia. La squadra toscana si ritrova così in serie C1 dopo solo due anni dalla partecipazione in serie A.[13]

Seguono sette stagioni nella terza divisione del calcio italiano, terminate più volte tra le prime posizioni. Nell'estate del 1991 il trentenne Fabrizio Corsi diventa il presidente della società. Nella stagione 1993-1994 il club toscano rischia la retrocessione in serie C2: la salvezza viene conquistata ai play-out con alla guida Luciano Spalletti, subentrato a sei giornate dal termine ad Ettore Donati, pareggiando 0-0 ad Alessandria il 12 giugno 1994, dopo aver vinto in casa la gara di andata per 1-0. Dopo la stagione 1994-1995 conclusa all'undicesimo posto, il tecnico Luciano Spalletti viene richiamato ad allenare l'Empoli, ottenendo subito la promozione in serie B dopo aver disputato e vinto i play-off con il Como. Nello stesso anno gli azzurri conquistano anche la prima Coppa Italia Serie C, superando il Monza con un duplice successo per 1-0 nella finale a gara doppia.[14]

 
Luciano Spalletti, l'allenatore della promozione in massima serie ottenuta al termine della stagione 1996-1997

Nel campionato di serie B 1996-1997 l'Empoli parte subito in maniera positiva e, grazie ad un girone di ritorno ancora migliore con 13 risultati utili consecutivi, giunge al secondo posto in campionato. Con la vittoria all'ultima giornata per 1-0 in casa della già retrocessa Cremonese, l'Empoli conquista la promozione in serie A per la seconda volta in nove anni: il 15 giugno 1997 gli azzurri portano a termine dunque una doppia promozione consecutiva.[14]

Il torneo di serie A 1997-1998 è positivo per l'Empoli, che si salva con una giornata d'anticipo concludendo al dodicesimo posto in classifica. Tra i protagonisti azzurri vi è Carmine Esposito che totalizza 14 reti, mentre tra le gare più rappresentative ci sono le vittorie interne su Sampdoria, Lazio e Parma ed il successo esterno a Firenze per 2-1. Nella stagione successiva l'Empoli non riesce a ripetere i risultati del campionato precedente e retrocede matematicamente con quattro turni di anticipo, chiudendo all'ultimo posto con 20 punti, considerando anche i due punti di penalizzazione assegnati dal giudice sportivo per un caso di corruzione "indiretta",[15] a tredici lunghezze dalla penultima. Durante il campionato la società toscana opera il cambio di tre allenatori per far fronte al ripetersi dei risultati negativi.[14]

Gli anni duemilaModifica

Dopo tre campionati in B, con l'ottavo e il quinto posto nel 1999-2000 e nel 2000-2001 rispettivamente, nel campionato 2001-2002 il club azzurro venne promosso in Serie A per la terza volta nella sua storia, giungendo quarto in classifica dietro a Como, Modena e Reggina. Le quattro squadre staccarono nettamente le altre squadre fin dalle prime giornate e si alternarono in testa alla classifica. Nell'ultima gara casalinga di stagione, oltre a festeggiare la promozione in A, Francesco Tavano realizza la sua prima rete in maglia empolese contro il Cosenza di De Rosa. Nello stesso anno l'attaccante Massimo Maccarone diventò il primo giocatore nella storia dell'Empoli ad esordire nella nazionale maggiore, in un Inghilterra-Italia 1-2 del 27 marzo 2002.

Nel campionato 2002-2003, con Silvio Baldini come allenatore, il club empolese riuscì a raggiungere la salvezza. Durante le prime giornate del torneo stabilì il record di vittorie esterne consecutive per una neopromossa in serie A, vincendo le prime 4 trasferte (Como-Empoli 0-2, Perugia-Empoli 1-3, Piacenza-Empoli 1-2 e, infine, Brescia-Empoli 0-2). Nello stesso anno un altro suo giocatore, l'attaccante Antonio Di Natale, riuscì ad esordire nella Nazionale italiana, il 20 novembre 2002 nell'amichevole Italia-Turchia 1-1. Nell'anno successivo l'Empoli retrocesse in Serie B. Nel 2004-2005 venne però ripromosso in Serie A per la quarta volta, classificandosi secondo nel campionato di B e risultando primo dopo i processi legali per l'illecito sportivo del Genoa, retrocesso poi dalla A alla C1.

 
Massimo Maccarone, il primo giocatore nella storia dell'Empoli ad essere convocato nella Nazionale maggiore

Nella stagione 2005-2006, dopo alcuni risultati negativi che condussero all'esonero di Mario Somma e all'ingaggio di Luigi Cagni, l'Empoli raggiunse la salvezza con diversi turni d'anticipo. In questo campionato l'attaccante Francesco Tavano segnò 19 reti (le stesse dell'anno precedente in Serie B), superando il record in singola stagione di Esposito (14 centri nel 1997-1998), mentre le sue 23 marcature complessive ne fanno il goleador principe della storia azzurra in A (Di Natale si era fermato a 18); All'indomani della sentenza di primo grado della CAF, legata allo scandalo del calcio italiano, l'Empoli avrebbe dovuto partecipare come terza squadra italiana alla Coppa UEFA 2006-2007, ma, non avendo mai chiesto la licenza UEFA per le Coppe europee, ed avendo inutilmente chiesto la procedura d'urgenza per ottenerla, non ne prese parte. Una successiva sentenza di secondo grado tolse parte dei punti di penalizzazione al Milan, il quale riscavalcò i toscani in classifica generale, estromettendoli senza più dubbio dal piazzamento per la UEFA.

La partecipazione alla Coppa UEFAModifica

Nel campionato di Serie A 2006-2007 l'Empoli ha chiuso al settimo posto, realizzando 54 punti (record assoluto per la società toscana) e conquistando per la prima volta nella sua storia il diritto a partecipare alla Coppa UEFA. Sempre nella stagione 2006-2007 l'Empoli è riuscito a raggiungere i quarti di finale della Coppa Italia (altro traguardo storico per la società). La prima esperienza europea per la squadra toscana dura solo 2 partite. Luigi Cagni fa scendere in campo squadre rimaneggiate, con l'intento di mantenere i titolari riposati per il campionato. Nel 1º turno di Coppa UEFA l'Empoli affronta gli svizzeri dello Zurigo. Nell'andata al Castellani l'Empoli riesce a prevalere per 2-1, mentre nella partita di ritorno in Svizzera esce sconfitto dallo stadio Letzigrund con il punteggio di 3-0. A seguito di un negativo inizio in campionato il presidente Fabrizio Corsi esonera l'allenatore Luigi Cagni e lo rimpiazza a fine novembre con Alberto Malesani. Cagni torna sulla panchina dell'Empoli il 31 marzo 2008, ma non riesce a risollevare le sorti della squadra. Nell'ultima giornata il pareggio del Catania contro la Roma per 1-1 rende inutile la vittoria sul Livorno. L'Empoli si classifica 18º in classifica e retrocede in Serie B.

Per la stagione di Serie B 2008-2009, dopo aver trascorso tre anni consecutivi nella massima serie, il presidente Corsi decide ingaggiare Silvio Baldini alla guida della squadra, con l'obiettivo di tornare subito in Serie A. L'inizio di campionato è discreto e la squadra rimane imbattutta fino alla nona giornata, ma da quel momento vi è un periodo di calo e la squadra subisce molte sconfitte tra cui l'inaspettato 0 a 3 interno nel derby col Pisa. Il presidente decide di dare fiducia a Baldini e la squadra riesce definitivamente a portarsi in zona play-off alla 33ª giornata grazie al successo per 2 a 1 in casa dell'Ancona con reti di Pozzi e Corvia. Da lì in poi rimane imbattuta fino alla fine del campionato, conquistando altre quattro vittorie e cinque pareggi. Si classifica 5º e nella doppia semifinale play-off incontra il Brescia per continuare a lottare per il ritorno nella massima serie. La gara di andata giocata al Castellani di Empoli finisce 1-1, con i padroni di casa in vantaggio con un gol di Lodi, poi raggiunti dal gol del pareggio di Baronio. Nella semifinale di ritorno, i toscani vengono sconfitti 3-0 (Zoboli, Vass e Rispoli) e devono così rinunciare ai sogni di gloria per il ritorno in serie A.

Il 16 giugno 2009 viene chiamato sulla panchina dell'Empoli F.C. Salvatore Campilongo (ex allenatore dell'Avellino) che guiderà la squadra nel successivo campionato di serie B. Nel campionato di Serie B 2009-2010 parte bene con una vittoria per 2-0 sul Piacenza, e con l'obiettivo dichiarato dei play-off promozione. Ma durante tutto il campionato mantiene un rendimento altalenante viaggiando a metà classifica per gran parte del torneo. Il 23 aprile 2010 espugna il difficile campo del Cesena candidato alla Serie A, vincendo 3-2 in rimonta e tornando così a sperare nella promozione. Ma vi seguiranno quattro sconfitte consecutive e un pareggio che faranno scivolare la squadra dal settimo al decimo posto, in cui terminerà la stagione. Nota positiva in questa stagione le 27 reti di Eder e il titolo di capocannoniere.

Gli anni duemiladieciModifica

iIl 6 giugno 2010 il presidente Corsi affida la squadra ad Alfredo Aglietti proveniente dalla primavera della Sampdoria, che guiderà gli azzurri nella stagione 2010-2011. Gli azzurri, come nella stagione precedente, restano a ridosso della zona play-off, ma falliscono di nuovo l'obiettivo finendo noni. Confermato per la stagione 2011-2012, Aglietti viene esonerato il 2 ottobre 2011 dopo il 2-4 interno contro il Padova, quinta sconfitta nelle prime sette giornate. Al suo posto viene ingaggiato Giuseppe Pillon, tuttavia anch'egli è sollevato dall'incarico dopo nove partite con il misero bottino di 9 punti conquistati; a sostituirlo viene chiamato il 20 novembre Guido Carboni. Il 12 febbraio 2012 avviene un altro avvicendamento in panchina: Carboni è esonerato e sostituito dal rientrante Aglietti. Sotto la guida dell'allenatore aretino la squadra si classifica al diciottesimo posto ed è costretta a disputare i play-out contro il Vicenza diciannovesimo per evitare la retrocessione in Lega Pro Prima Divisione. Allo Stadio Menti finisce a reti bianche, così nella gara di ritorno al Castellani ai toscani basta un altro pareggio per salvarsi, grazie alla migliore posizione di classifica. Dopo aver subito due gol nel secondo tempo, la squadra di Aglietti riesce a pareggiare e al 94º minuto di gioco segna anche il gol della vittoria, guadagnando così la salvezza. Eroe della serata è stato il portiere Renato Dossena che ha parato un rigore decisivo al vicentino Michele Paolucci a pochi minuti dalla fine sul risultato di 2-2. Paolucci era stato l'autore di entrambi i gol del Vicenza che fino a quel momento condannavano l'Empoli alla Lega Pro.

Per la stagione 2012-2013 la squadra è stata affidata al tecnico Maurizio Sarri. Dopo un inizio di campionato a rilento, con gli azzurri relegati in zona retrocessione, la squadra ottiene una lunga serie di risultati positivi, proponendosi come validi candidati alla disputa dei play-off. In questa stagione emergono elementi come Francesco Tavano e Massimo Maccarone, ma anche i più giovani Riccardo Saponara e Elseid Hysaj. Alla fine della stagione si qualifica ai play-off in cui perde la finale con il Livorno (1-1 in casa e 0-1 a Livorno), dopo avere superato il Novara (1-1, 4-1) in semifinale.

Nella stagione successiva l'Empoli ottiene il secondo posto in classifica e la promozione diretta in Serie A, tornando nella massima serie dopo 6 stagioni dall'ultima apparizione. La gara decisiva è stata l'ultima di campionato disputata il 30 maggio in cui gli azzurri hanno vinto sul Pescara per 2-0.

Nella stagione 2014-2015 l'Empoli guidato da Maurizio Sarri ottiene la salvezza grazie ad un gioco divertente e spumeggiante che valorizzerà giocatori come Daniele Rugani, Lorenzo Tonelli e Mirko Valdifiori. A fine stagione Sarri passa al Napoli. Nella stagione 2015-2016 l'Empoli sotto la guida di Marco Giampaolo ottiene la salvezza matematica con 3 giornate di anticipo e raggiungerà il 10º posto in classifica. Il 10 aprile 2016 l'Empoli torna a vincere il derby dell'Arno contro i rivali della Fiorentina con le reti di Pucciarelli e Zieliński, 19 anni dopo l'ultima vittoria, e 30 anni dopo l'ultimo successo al Castellani contro i viola.

Nella stagione 2016-2017, tuttavia, complice una clamorosa rimonta del Crotone, retrocede in Serie B, assieme al Palermo e al Pescara.

CronistoriaModifica

Cronistoria dell'Empoli Football Club
  • 1920 - Fondazione del Foot Ball Club Empoli e della sezione calcio dell'Unione Sportiva Empolese che successivamente confluisce nel sodalizio.
  • 1921-22 - Partecipa al girone A della Promozione Toscana, ma successivamente rinuncia per problemi economici, scegliendo di iscriversi in Terza Categoria. 2º nel girone A della Toscana.
  • 1922-23 - 2º nel girone A della Terza Divisione Toscana. 3º nel girone finale dopo aver vinto lo spareggio col Pontedera.
  • 1923-24 - 3º nel girone A della Terza Divisione Toscana.
  • 1924-25 - 5º nel girone A della Terza Divisione Toscana.
  • 1925-26 - 2º nel girone B della Terza Divisione Toscana.
  • 1926-27 - 1º nel girone A della Terza Divisione Toscana. 4º nel girone G delle finali del Nord. Ammesso in Seconda Divisione a completamento degli organici.
  • 1927-28 - 4º nel girone C della Seconda Divisione Nord. A fine stagione, rifiuta di iscriversi in Prima Divisione, e viene conseguentemente declassato nel proprio torneo.
  • 1928-29 - 1º nel girone G della Seconda Divisione Nord. Promosso in Prima Divisione.
  • 1929-30 - 10º nel girone A della Prima Divisione.
  • 1930-31 - 12º nel girone B della Prima Divisione. Nel mese di settembre 1931, la società assume la denominazione di Associazione Sportiva Fascista Empoli.
  • 1931-32 - 4º nel girone D della Prima Divisione.
  • 1932-33 - 8º nel girone F della Prima Divisione.
  • 1933-34 - 12º nel girone F della Prima Divisione.
  • 1934-35 - 4º nel girone F della Prima Divisione. Ammesso nella nuova Serie C.
  • 1935-36 - La squadra si ritira alla nona giornata del girone C della Serie C, venendo esclusa dalla classifica e radiata dai ruoli federali. Successivamente, vengono riconosciuti motivi dovuti a cause di forza maggiore alla società, perciò le viene assegnato l'ultimo posto in classifica, con conseguente retrocessione nella Prima Divisione del Direttorio VIII Zona (Toscana). Nel mese di settembre 1936, il club assume la denominazione di Dopolavoro Empolese.
Secondo turno eliminatorio di Coppa Italia.
  • 1936-37 - 1º nel girone A della Prima Divisione Toscana. Promosso in Serie C.
  • 1937-38 - 9º nel girone D della Serie C. Nel mese di agosto 1938, il sodalizio assume la denominazione di Dopolavoro Interaziendale Italo Gambacciani Sezione Calcio.
Secondo turno eliminatorio di Coppa Italia.
Primo turno eliminatorio di Coppa Italia.
Turno di qualificazione di Coppa Italia.
  • 1940-41 - 13º nel girone E della Serie C. Nel mese di settembre 1941, il club assume la denominazione di Associazione Calcio Empoli.
Primo turno eliminatorio di Coppa Italia.

2º nel girone I della fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
2º nel girone 14 della fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
2º nel girone 16 della fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
2º nel girone 17 della fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
3º nel girone 15 della fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
3º nel girone 4 della fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Semiprofessionisti.
2º nel girone 15 della fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Semiprofessionisti.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
2º nel girone M della fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia Serie C.
6º nel girone 4 della fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
  • 1985-86 - 4º in Serie B. Promosso in Serie A su delibera della C.A.F. in sostituzione del Vicenza condannato per illecito sportivo.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
5º nel girone 5 della fase eliminatoria a gironi di Coppa Italia.
Primo turno eliminatorio di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia Serie C.
Primo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia Serie C.
Terzo turno di Coppa Italia Serie C.
  Vince la Coppa Italia di Serie C (1º titolo).
Secondo turno di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
Sedicesimi di finale di Coppa Italia.
2º nel girone 3 della fase a gironi di Coppa Italia.
2º nel girone 2 della fase a gironi di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
4º nel girone 1 della fase a gironi di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Quarti di finale di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Primo turno di Coppa UEFA.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Ottavi di finale di Coppa Italia.
Terzo turno di Coppa Italia.
Quarto turno di Coppa Italia.
Secondo turno di Coppa Italia.

Colori e simboliModifica

Divisa nel periodo 1940-43

ColoriModifica

Il colore dell'Empoli è l'azzurro, la divisa primaria è costituita da maglia, pantaloncini e calzettoni azzurri con decorazioni bianche.[16]

Durante la il periodo 1920-21 l'Empoli indossa per l'unica volta nella sua storia una divisa casalinga formata da maglia e calzettoni rossi e pantaloncini neri, mentre durante il periodo fascista, il nero è presente nella divisa empolese, prima nei calzettoni e nei calzoncini, in seguito anche nella maglia, caratterizzata questa da una fascia orizzontale centrale azzurra; nel 1947 la divisa è invece costituita da maglia e calzoncini gialli e calzettoni neri.[17]

In seguito alla seconda guerra mondiale la divisa primaria dell'Empoli varia un completo prettamente azzurro con decorazioni bianche a uno con le colorazioni invertite, assestandosi infine alla prima tipologia di colorazione.[17]

Simboli ufficialiModifica

StemmaModifica

Evoluzione dello stemma
 
Il logo storico, utilizzato fino al 2012-13
 
Il logo utilizzato dal 2013-14

Lo stemma originale dell'Empoli è costituito da due cerchi concentrici (quello più grande e esterno è azzurro, con la scritta "Empoli F.B. Club" e un rombo in basso bianchi, quello più piccolo e interno bianco), all'interno dei quali è presente uno scudo azzurro con le scritte E, F, C e C in bianco sovrapposte.[17] Segue uno stemma pentagonale bianco con un sottile contorno azzurro, all'interno del quale è presente la scritta PNF (in riferimento al Partito Nazionale Fascista) e un fascio littorio.[17] Successivamente, viene utilizzato uno stemma costituito da uno scudo francese antico azzurro, in alto la scritta "Empoli F.C." in bianco e sotto una riproduzione stilizzata della pieve di Sant'Andrea sempre color bianco; nel corso degli anni si hanno variazioni di quello stemma, invertendo per esempio in bianco con l'azzurro o sostituendo il bianco con il giallo.[17]

Dal 1983-84 per tutti gli anni 1980 si ha una parentesi con uno stemma costituito da uno scudo spagnolo bianco, con all'interno una fascia azzurra a sinistra con all'interno un cerchio bianco contenente l'anno di fondazione, un asino alato nero al centro, oltre che la scritta in azzurro "Empoli FC" (lo stemma verrà sostituito negli anni 1990, anni 2000 e nei primi anni 2010 da quello precedente).[17]

L'attuale stemma, in uso dal 2013-14, è un restyling di quello originale, del quale rimane solamente lo scudo azzurro e le lettere E, F e C in bianco, inoltre è presente in alto la scritta in bianco "Empoli F.C." e l'anno di fondazione.[16]

InnoModifica

L'inno ufficiale dell'Empoli è Empoli (Azzurro che si muove), composto nel 1987 e cantato da Roberto Talarico, con Marioni e Vinciguerra, il quale viene rivisitato nel 2012 e denominato Azzurro che si muove 2012.[18]

StruttureModifica

StadioModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Stadio Carlo Castellani.
 
La Maratona del Castellani

L'Empoli disputa i propri incontri casalinghi allo stadio Carlo Castellani, il quale viene costruito nel 1936 e denominato inizialmente "stadio Comunale di Empoli".[19] Nel secondo dopoguerra viene rinominato in "stadio Carlo Castellani" in onore a Carlo Castellani, giocatore nato nella vicina Montelupo Fiorentino, morto prematuramente dopo la deportazione nel campo di concentramento di Mauthausen.[19] Gli azzurri giocano nello stadio fino al 1965, in seguito viene costruito un nuovo impianto con la medesima denominazione;[19] la struttura del nuovo stadio è costituita da una tribuna coperta con 4 000 posti disponibili, dalla promozione in Serie A del 1986 c'è l'aggiunta delle curve Nord (ampliata nel 1997 insieme al Parterre) e Sud.[19] Sono presenti due campi dal calcio, nella sottotribuna sono presenti spogliatoi e palestre.[19]

Centro di allenamentoModifica

Gli allenamenti della prima squadra empolese e del suo settore giovanile, si svolgono presso il "Centro Sportivo Monteboro": l'impianto è situato fra le colline empolesi, la struttura si sviluppa entro un ampio perimetro.[20] I locali che ospitano gli uffici e gli spogliatoi sono ricavati dalla ristrutturazione di vecchi edifici tipici della campagna toscana.[20] Il centro è caratterizzato dalla presenza di una serie di terreni di gioco in erba sintetica di ultima generazione, e ospita anche bar e palestre.[20] Qui hanno sede inoltre l'Empoli e una foresteria destinata ad ospitare i ragazzi non provenienti dal comprensorio empolese.[20]

SocietàModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Dirigenti dell'Empoli F.C.

Organigramma societarioModifica

Aggiornato al 4 dicembre 2017.[21]

Staff dell'area amministrativa
  •   Fabrizio Corsi - Presidente
  •   Francesco Ghelfi - Amministratore delegato
  •   Rebecca Corsi - Consigliere
  •   Cristiano Baldini - Collegio sindacale
  •   Pier Giovanni Baldini - Collegio sindacale
  •   Aldo Lolli - Collegio sindacale
  •   Andrea Butti - Direttore generale
  •   Pietro Accardi - Direttore sportivo
  •   Stefano Calistri - Segretario generale
  •   Graziano Billocci - Segreterio sportivo
  •   Luca Cecconi - Responsabile settore giovanile
  •   Andrea Innocenti - Direttore sportivo settore giovanile
  •   Andrea Innocenti - Supervisore area scouting
  •   Debora Catastini - Segretario settore giovanile
  •   Luca Casamonti - Ufficio comunicazione
  •   Marco Patrinostro - Ufficio comunicazione
  •   Rebecca Corsi - Responsabile ufficio marketing
  •   Gianmarco Lupi - Responsabile ufficio marketing
  •   Francesco Assirelli - Responsabile biglietteria
  •   Giuseppe Spazzoni - Delegato alla sicurezza


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Di seguito la cronologia di fornitori tecnici e sponsor dell'Empoli.[17]

Cronologia degli sponsor tecnici
Cronologia degli sponsor ufficiali
  • 1920-82 Non presente
  • 1982-83 Roger Kelly Pneumatici
  • 1983-04 Sammontana
  • 2004-05 Computer Gross
  • 2005-07 Frutta/Computer Gross
  • 2007-09 Navigare/Computer Gross
  • 2009-10 Limonta Sport, Computer Gross
  • 2010-15 NGM Mobile, Computer Gross
  • 2015-oggi Gensan

Impegno nel socialeModifica

L'Empoli è attivo nel campo sociale e umanitario. Nell'agosto 2014 insieme ad altri enti, partecipa all'Ice Bucket Challenge, aiutando la raccolta fondi per la ricerca contro la sclerosi laterale amiotrofica.[22] Nello stesso anno, gli azzurri partecipano all'iniziatva "Un Gol per la Ricerca" sostenuta dall'AIRC, incentivando le donazione per la ricerca sul cancro.[23]

Settore giovanileModifica

Il settore giovanile dell'Empoli è formato da quattro squadre maschili partecipanti ai campionati nazionali (Primavera, Allievi Nazionali 1998 e 1999 e Giovanissimi Nazionali 2000), due partecipanti a livello regionale (Giovanissimi 2001 e Giovanissimi B Regionali 2002) e due a livello provinciale (Giovanissimi Provinciali 2003 e Esordienti B Provinciali 2004), oltre a una rappresentativa di Pulcini 2005.[24] Tra i tornei vinti vi è la Scirea Cup nel 2007.[25]

Empoli LadiesModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Associazione Sportiva Dilettantistica Empoli Ladies FBC.

Nell'estate 2016 la società decide di istituire una sua sezione femminile rilevando matricola e titolo sportivo del Castelfranco, lasciando la precedente dirigenza, il presidente Valerio Bachi con Alessandro Pistolesi come suo vice ed allenatore, per iscrivere in sua vece la squadra, denominata Empoli Ladies FBC, alla stagione entrante del campionato di Serie B. Iscritta nel girone A, al suo primo campionato riesce a conquistare la prima posizione in classifica superando la Novese con cui ha condiviso la parte alta del girone per tutta la durata del torneo.

L'Empoli FC nella cultura di massaModifica

L'Empoli, nonostante non sia una delle storiche "provinciali" della penisola, è presente in alcune opere della cultura italiana. In ambito cinematografico il club azzurro è citato nel film Sharm el Sheikh - Un'estate indimenticabile (2010) di Ugo Fabrizio Giordani, nel quale Giorgio Panariello interpreta il ruolo di presidente dell'Empoli.[26]

Allenatori e presidentiModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Allenatori dell'Empoli F.C.

Di seguito l'elenco di allenatori e presidenti dell'Empoli dall'anno di fondazione a oggi.

 
Allenatori
 
Presidenti
  • 1920   Dino Brogi
  • 1920-1921   Dino Mazzoni
  • 1921-1923   Parigi Innocenti
  • 1923-1924   Giuseppe Ricci Bardsky
      Parigi Innocenti
      Gino Montepagani
  • 1924-1925   Parigi Innocenti
  • 1925-1926   Tullio Mazzantini
  • 1926-1927   Tullio Mazzantini
      Antonio Del Vivo
  • 1927-1929   Vitruvio Cinelli
  • 1929-1930   Vitruvio Cinelli
      Anchise Noccioli
  • 1930-1931   Dino Salvadori
  • 1931-1933   Vieri Valtancoli
  • 1933-1936   Onorio Onori
  • 1936-1938   Antonio Del Vivo
  • 1938-1939   Fernando Codeluppi
  • 1939-1940   Martino Masoni[31]
  • 1940-1941   Ugo Pagnani
  • 1941-1943   Gino Cavallini
  • 1944-1945   Lido Violanti
  • 1945-1946   Primo Castellani
  • 1946-1948   Carlo Rigatti
  • 1948-1949   Carlo Rigatti
      Carlo Del Vivo
      Carlo Palagini
  • 1949-1955   Carlo Rigatti
  • 1955-1956 Comitato di Reggenza
      Ugo Campori
  • 1956-1957   Ugo Campori
  • 1957-1958   Orfeo Fiorini[31]
      Ugo Campori
  • 1958-1960   Ugo Campori
  • 1960-1961   Remo Masoni[31]
      Dino Mugnaini
  • 1961-1967   Dino Mugnaini
  • 1967-1979   Renzo Bagnoli
  • 1979-1982   Ardelio Santini
  • 1982-1984   Salvadore Comunale
  • 1984-1986   Giovanni Pinzani
  • 1986-1987   Brizio Grazzini
  • 1987-1988   Brizio Grazzini
      Silvano Bini
  • 1988-1989   Silvano Bini
  • 1989-1991   Pietro Allegri
  • 1991-oggi   Fabrizio Corsi

CalciatoriModifica

  Le singole voci sono elencate nella Categoria:Calciatori dell'Empoli F.C.

L'Empoli FC e le nazionali di calcioModifica

Il giocatore dell'Empoli con il maggior numero di presenze è Antonio Di Natale con 4 presenze e anche un gol all'attivo con l'Italia;[32] segue Massimo Maccarone con 2 presenze.[33] Nella stagione 2014-2015 il C.T. Antonio Conte ha inoltre convocato in nazionale maggiore Daniele Rugani (senza tuttavia farlo esordire) e Mirko Valdifiori, schierato titolare all'esordio in Italia-Inghilterra del 31 marzo 2015 terminata per 1 a 1.

In più c'è da dire che nell'Empoli hanno debuttato molti giocatori, e alcuni al mondo d'oggi sono molto forti, oppure si sono ritirati e sono diventati leggende.

Degli esempi di questi giocatori possono essere: Antonio Di Natale, Claudio Marchisio, Ignazio Abate, Sebastian Giovinco, Eder e tanti altri.

PalmarèsModifica

Statistiche e recordModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Statistiche e record dell'Empoli Football Club.

Partecipazione ai campionatiModifica

Di seguito una tabella raffigurante la partecipazione dell'Empoli ai campionati di calcio.[4]

Livello Categoria Partecipazioni Debutto Ultima stagione Totale
Serie A 12 1986-1987 2016-2017 12
Serie B 20 1946-1947 2017-2018 20
Seconda Divisione 2 1927-1928 1928-1929 50
Prima Divisione 7 1929-1930 1945-1946
Serie C 29 1935-1936 1977-1978
Serie C1 12 1978-1979 1995-1996
Terza Divisione 1 1926-1927 8
Prima Divisione 1 1936-1937
IV Serie 3 1956-1957 1958-1959
Serie D 3 1959-1960 1962-1963

Statistiche di squadraModifica

L'Empoli esordisce nel girone A del campionato di Promozione toscana nel 1921. La stagione 2016-2017 è la sua 89ª stagione sportiva nazionale.[3] Nel 1927 entra per la prima volta nel calcio nazionale italiano, disputando le finali interregionali della Terza Divisione che lo proiettarono in Seconda Divisione, l'allora terzo livello, nell'allora Direttorio Divisioni Inferiori Nord, l'antenato dell'odierna Lega Pro.[3] Dopo l'istituzione del girone unico nel 1929, l'Empoli gioca 10 edizioni della Serie A, 19 della Serie B, 42 di Serie C e C1, 6 di Prima Divisione e 7 di IV Serie, Serie D e Prima Divisione.[4]

Nel corso dei 10 campionati di A, l'Empoli ottiene il suo miglior piazzamento, ovvero il settimo posto, nel 2006-2007,[5] mentre il peggior piazzamento sul campo in massima serie è il 18º posto dei campionati 1998-99[35] e 2007-2008.[5] L'Empoli è la trentaseiesima squadra con la miglior tradizione sportiva in Italia e la quarantesima che ha totalizzato il maggior numero di punti nella storia del campionato di Serie A.[36] Per quanto riguarda le competizioni internazionali, l'Empoli annovera una partecipazione alla Coppa Uefa, edizione 2007-2008, nella quale viene eliminato al primo turno, con un bilancio complessivo di una vittoria, una sconfitta, due reti realizzate e quattro subite.[5]

Il 19 dicembre 2015 l'Empoli totalizza il record di successi consecutivi nella storia del club in serie A, con ben 4 vittorie di fila, cosa mai avvenuta al club toscano in serie A.[37]

Statistiche individualiModifica

 
Francesco Tavano

Il miglior marcatore di sempre della storia dell'Empoli è l'attaccante Francesco Tavano: in maglia azzurra ha quasi 300 presenze e oltre 115 reti distribuite in due periodi diversi: dal 2001 al 2006 e dal 2011 al 2015. Il 3 dicembre 2011, con il gol segnato contro l'Ascoli, scavalca Carlo Castellani nella classifica dei migliori marcatori in maglia azzurra, diventando il calciatore più prolifico di sempre della società toscana.[38]

Secondo miglior marcatore di sempre è Massimo Maccarone, che dal 2000 al 2001 e a dal gennaio 2012 al 2017 colleziona quasi 200 gettoni di presenza in maglia azzurra e più di 100 reti tra partite di campionato e di coppa. Il gol messo a segno contro il Lanciano nel novembre 2013 permette all'attaccante di scavalcare Carlo Castellani nella classifica cannonieri azzurra.[39] Maccarone è però il miglior marcatore empolese relativamente alla Serie A con 27 gol.

Fino alla fine del 2011 il record di reti segnate con la maglia dell'Empoli spetta a Carlo Castellani, forte di 61 marcature in 145 presenze, realizzate dal 1926 al 1930 e dal 1934 al 1939.[40] Inoltre detiene il record del maggior numero di reti segnate in una singola partita da un giocatore dell'Empoli: il match in questione è datato 6 gennaio, durante la gara valevole per il decimo turno del campionato di Seconda Divisione 1928-29 nel quale Castellani realizza 5 reti contro il Gruppo Officine San Giorgio di Pistoia.[40]

Il giocatore più presente di sempre in Serie A è Antonio Buscè, che in 5 stagioni disputate in massima serie con la maglia empolese conquista 164 presenze.[41] Per quanto riguarda le coppe europee, la prima rete della storia dell'Empoli è realizzata dal difensore Felice Piccolo, il record di presenze spetta invece a Luca Antonini, Davide Bassi, Felice Piccolo, Ignazio Abate, Rincón, Claudio Marchisio, Rey Volpato e Lino Marzorati, tutti quanti con due partite disputate (dati si riferiscono alla Coppa UEFA 2007-08).[5]

Di seguito i record presenze e marcature dei giocatori dell'Empoli dall'anno di fondazione a oggi, comprese anche le partite di coppa.

Record di presenze
Record di reti


TifoseriaModifica

StoriaModifica

 
Il gruppo ultras dei Rangers negli anni ottanta.

L'Empoli ha una tifoseria organizzata che staziona nella gradinata coperta del Castellani, nel settore intitolato alla memoria di Emiliano Del Rosso, ultras empolese prematuramente scomparso nel 2004 a causa di un incidente stradale.[43]

I pionieri del tifo e del mondo ultras empolese sono i "Rangers 1976" che originariamente appaiono allo stadio come "Empoli Club Rangers" esattamente il 14 novembre 1976 durante la partita interna contro l'Olbia nel girone B della Serie C1.[44] Questo gruppo si scioglie nel 2012 per dissapori nati in curva legati al tema della tessera del tifoso, da allora le redini del tifo azzurro passano ai "Desperados 1983".[44]

Gemellaggi e rivalitàModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Derby calcistici in Toscana.

I tifosi dell'Empoli sono storicamente gemellati con il Parma addirittura fin dal 25 novembre 1984; con il Montevarchi, a partire dal 12 giugno 1988, in occasione degli spareggi promozione della Serie C2 1987-1988 (disputati proprio ad Empoli).[45][46][47][48]

La tifoseria dell'Empoli è legata amichevolmente con il gruppo dei tifosi perugini degli "Ingrifati": amicizia suggellata anche dal gesto, nel dicembre 2014, da parte della tifoseria del Perugia di ricordare con uno striscione Emiliano Del Rosso, leader del gruppo ultrà dei "Desperados".[49]

Nel corso degli anni sono maturate delle accese rivalità tra i tifosi dell'Empoli e quelli di altre tifoserie (soprattutto toscane): attualmente la più sentita, visti gli ultimi anni passati spesso in serie A, è quella con i tifosi della Fiorentina che impegna la compagine azzurra nel derby dell'Arno; quelli storici sono però con Siena e Pistoia. [50] Rapporti poco amichevoli con: Brescia, Cagliari, venete ed emiliano-romagnole.[51][52]

OrganicoModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Empoli Football Club 2017-2018.

RosaModifica

Rosa e numerazioni sono aggiornate al 30 agosto 2017.[53]

N. Ruolo Giocatore
1   P Ivan Provedel
2   D Lorenco Šimić
3   D Moustapha Seck
4   C Alberto Picchi
5   D Frédéric Veseli
6   C Miha Zajc
7   A Alessandro Piu
8   C Rade Krunić
9   A Alfredo Donnarumma
10   C Ismaël Bennacer
11   A Francesco Caputo
12   P Gabriel Meli
13   D Sebastiano Luperto
14   D Nikola Pejović
15   C Hamed Junior Traorè
16   A Levan Mch'edlidze
N. Ruolo Giocatore
17   A Arnel Jakupović
18   D Lorenzo Polvani
19   C Michele Castagnetti
20   C Lorenzo Lollo
21   P Pietro Terracciano
22   P Alessandro Giacomel
23   D Manuel Pasqual  
24   C Davide Buglio
25   D Davide Zappella
26   D Simone Romagnoli
27   C Nikola Ninković
28   D Giovanni Di Lorenzo
29   A Andrea Zini
30   D Marco Curto
31   D Joel Untersee
  C Gianmarco Scapin

Staff tecnicoModifica

Staff aggiornato al 4 dicembre 2017.[54]

Staff dell'area tecnica
  •   Vincenzo Vivarini - Allenatore
  •   Andrea Milani - Allenatore in seconda
  •   Stefano Bianconi - Collaboratore tecnico
  •   Fabrizio Zambardi - Preparatore dei portieri
  •   Antonio Dal Fosco - Preparatore atletico
  •   Rocco Perrotta - Preparatore atletico
  •   Diego Chiesi - Recupero infortunati
  •   Giampiero Pavone - Tecnico del drone
  •   Roberto Bertucci - Magazziniere
  •   Riccardo Nacci - Magazziniere
Area sanitaria
  •   Paolo Manetti - Medico sociale
  •   Francesco Fondelli - Fisioterapista
  •   Matteo Grazzini - Fisioterapista
  •   Francesco Tonarelli - Fisioterapista

NoteModifica

  1. ^ All'epoca della militanza in A in provincia di Como
  2. ^ In serie A anche quando facente capo all'ex provincia di Forlì, oggi di Forlì-Cesena.
  3. ^ a b c d e f 1920-1929, empolicalcio.net. URL consultato l'8 novembre 2014.
  4. ^ a b c Storia, empolicalcio.net. URL consultato l'8 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2014).
  5. ^ a b c d e 2000-2009, empolicalcio.net. URL consultato l'8 novembre 2014.
  6. ^ In breve, in seguito alla riforma dei campionati voluta da Leandro Arpinati nel 1928, la Prima Divisione viene declassata da secondo a terzo livello del campionato, mentre la Seconda Divisione da terzo a quarto. Il primo livello, la Divisione Nazionale, viene sostituito dalle neonate Serie A, nuovo primo livello, e Serie B, secondo livello.
  7. ^ La storia dal 1930 al 1940, su empolicalcio.net. URL consultato il 29 dicembre 2014.
  8. ^ Primo turno Coppa Italia 1935-36, su enciclopediadelcalcio.it. URL consultato il 29 dicembre 2014.
  9. ^ La storia dal 1940 al 1950, su empolicalcio.net. URL consultato il 29 dicembre 2014.
  10. ^ La storia dal 1950 al 1960, su empolicalcio.net. URL consultato il 29 dicembre 2014.
  11. ^ La storia dal 1960 al 1970, su empolicalcio.net. URL consultato il 29 dicembre 2014.
  12. ^ La storia dal 1970 al 1980, su empolicalcio.net. URL consultato il 29 dicembre 2014.
  13. ^ a b La storia dal 1980 al 1989, su empolicalcio.net. URL consultato il 29 gennaio 2014.
  14. ^ a b c La storia dal 1990 al 1999, su empolicalcio.net. URL consultato il 29 gennaio 2014.
  15. ^ Renzo Carboncini, Tentata corruzione: Samp Empoli è un giallo, archiviostorico.corriere.it, 26 ottobre 1998. URL consultato il 29 gennaio 2014 (archiviato dall'url originale il 20 dicembre 2013).
  16. ^ a b Matteo Perri, Le maglie dell'Empoli 2013-2014 di Royal con il nuovo stemma ufficiale, passionemaglie.it, 31 luglio 2013. URL consultato il 7 novembre 2014.
  17. ^ a b c d e f g Come una seconda pelle – Empoli, passionemaglie.it, 20 giugno 2011. URL consultato il 6 novembre 2014.
  18. ^ L'inno azzurro si rifà il look, pianetaempoli.it, 28 agosto 2012. URL consultato il 7 novembre 2014.
  19. ^ a b c d e Lorenzo Rutili, Lo stadio comunale e le sue attività sportive, iisferraris.it. URL consultato l'8 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 24 luglio 2009).
  20. ^ a b c d Monteboro: il Centro Sportivo dell'Empoli F.C., ilnuovomister.blogspot.it, 26 marzo 2014. URL consultato il 29 luglio 2014.
  21. ^ Organigramma, empolicalcio.net. URL consultato il 4 dicembre 2017.
  22. ^ Empoli per AISLA, empolicalcio.net, 25 agosto 2014. URL consultato l'8 novembre 2014.
  23. ^ Il calcio e Airc in gol contro il cancro, empolicalcio.net, 6 novembre 2014. URL consultato l'8 novembre 2014.
  24. ^ Settore Giovanile, empolicalcio.net. URL consultato l'8 novembre 2014.
  25. ^ Albo d'oro, coppagaetanoscirea.it. URL consultato il 9 novembre 2014.
  26. ^ Alessio Cocchi, L'Empoli al… Cinema, pianetaempoli.it, 17 settembre 2014. URL consultato il 9 novembre 2014.
  27. ^ Stagione 1945-1946 (Serie C-Centro/Sud-Gir.A) | PianetaEmpoli
  28. ^ Stagione 1990-1991 (Serie C1 – Girone A), su pianetaempoli.it. URL consultato il 29 luglio 2014.
  29. ^ Stagione 1993-1994 (Serie C1 – Girone A), su pianetaempoli.it. URL consultato il 25 luglio 2014.
  30. ^ Nicoletti_Walter, su tuttocalciatori.net. URL consultato il 23 luglio 2014.
  31. ^ a b c Commissario straordinario.
  32. ^ Nazionale in cifre, FIGC. URL consultato il 7 novembre 2014.
  33. ^ Nazionale in cifre, FIGC. URL consultato il 7 novembre 2014.
  34. ^ Memorial «Martinelli», ha vinto l'Empoli l'edizione del 1999
  35. ^ 1990-1999, empolicalcio.net. URL consultato l'8 novembre 2014.
  36. ^ Classifica perpetua della serie A, italia1910.com. URL consultato l'8 novembre 2014.
  37. ^ gazzetta.it, http://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/19-12-2015/bologna-empoli-2-3-maccarone-segna-2-gol-beve-birra-giampaolo-ora-6-14018145716.shtml?refresh_ce-cp.
  38. ^ Tavano premiato come miglior marcatore di sempre dell´Empoli, empolicalcio.net, 3 dicembre 2011.
  39. ^ Empoli, Maccarone secondo miglior marcatore di sempre, tuttomercatoweb.com, 18 novembre 2013. URL consultato il 29 luglio 2014.
  40. ^ a b Carlo Castellani, enciclopediadelcalcio.it. URL consultato il 29 luglio 2014.
  41. ^ Scheda anagrafica di Antonio Busce`, aic.football.it. URL consultato l'8 novembre 2014.
  42. ^ a b c d Mancano i dati relativi alla Coppa Italia
  43. ^ Migliaia per l'addio all'ultrà, in la Repubblica, 9 dicembre 2004. URL consultato il 9 novembre 2014.
  44. ^ a b Addio al gruppo ultras Rangers, in Il Tirreno, 10 agosto 2012. URL consultato il 9 novembre 2014.
  45. ^ (EN) Richard Hall, Parma: Serie A alternative club guide, The Guardian, 28 novembre 2014. URL consultato il 27 maggio 2016.
  46. ^ Andrea Tani, Nozze d'argento tra Montevarchi ed Empoli, Valdarnopost.it, 29 novembre 2013. URL consultato il 27 maggio 2016.
  47. ^ Tifosi di Crotone ed Empoli a pranzo insieme, Il Crotonese, 7 dicembre 2013. URL consultato il 27 maggio 2016.
  48. ^ Gli ultrà si mobilitano: a Crotone saranno un centinaio, Il Tirreno, 23 novembre 2000. URL consultato il 27 maggio 2016.
  49. ^ David Biuzzi, Dieci anni senza Emiliano, il ricordo della curva del Perugia, Il Tirreno, 6 dicembre 2014. URL consultato il 27 maggio 2016.
  50. ^ Francesco Turchi, Commando viola all'assalto dei tifosi dell'Empoli in un ristorante: 13 denunciati, Il Tirreno, 11 aprile 2016. URL consultato il 27 maggio 2016.
  51. ^ Silvia Saracino, Scontri dopo Carpi-Empoli, emessi 13 Daspo per gli ultras, il Resto del Carlino, 23 settembre 2013. URL consultato il 27 maggio 2016.
  52. ^ Serie B: scontri tra tifosi di Empoli e Sassuolo, Premium Sport, 27 novembre 2010. URL consultato il 27 maggio 2016.
  53. ^ Prima squadra
  54. ^ www.sitolibero.com, prima squadra, su empolicalcio.net. URL consultato il 4 dicembre 2017.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Collegamenti esterniModifica