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Endromis versicolora

specie di animale della famiglia Endromidae

DescrizioneModifica

AdultoModifica

Si riconosce facilmente per il disegno inconfondibile delle ali anteriori, con linee esterne irregolari e macchie triangolari bianche nella zona apicale. Il colore di fondo è variabile, anche per quanto riguarda le ali posteriori, fenomeno da cui dipende il nome dato da Linneo; di norma gli esemplari della fascia più settentrionale dell'areale tendono ad avere ali anteriori più scure, con geometrie e disegni più marcati (Chinery, 1989).

 
Maschio di Endromis versicolora

Il dimorfismo sessuale è accentuato, con le femmine più grandi e più pallide dei maschi.
L'apertura alare va da 50 a 70 mm.

 
Femmina di Endromis versicolora

UovaModifica

Appena deposte, le uova appaiono giallastre, ma in seguito virano verso il bruno-porpora. Vengono deposte in tre-sei file attorno ai rami più sottili della betulla (Chinery, 1989).

LarvaModifica

Il bruco di questa specie è rinvenibile da maggio a luglio. Inizialmente nero, esce dall'uovo dopo 10-14 giorni dalla deposizione. In seguito diventa verde, a causa delle essenze alimentari assimilate, con striature più chiare lungo i fianchi. Nelle prime fasi si possono trovare gruppi di 15-20 bruchi che si alimentano vicini sulle foglie, ma in seguito, via via che lo sviluppo larvale procede, i bruchi si disperdono e tendono ad alimentarsi separatamente durante la notte (Chinery, 1989).

PupaModifica

La crisalide è lo stadio con cui questa specie trascorre l'inverno. Le pupe sono libere, con un bozzolo spesso e duro, e si rinvengono negli strati superficiali del suolo o nella lettiera del sottobosco (Chinery, 1989).

Distribuzione e habitatModifica

 
Areale del bombice variegato

L'areale di questa specie è di tipo paleartico, comprendendo l'Europa occidentale (Pirenei), la Francia, l'Italia centro-settentrionale, la Germania, la Penisola Balcanica, la Scandinavia, fino alla Russia, alla Siberia, all'Amur, al Caucaso e all'Armenia.
Localmente comune, è considerata rara in Gran Bretagna (ma solo in Scozia) e protetta in Germania e Austria.

L'habitat è costituito da boschi di betulla e brughiere con presenza di betulla; al sud è rinvenibile solo in montagna (Chinery, 1989).

BiologiaModifica

Solo il maschio adulto ha attività diurna, volando al sole dalla mattina fino a metà pomeriggio; nelle fasce più temperate può presentare anche attività notturna. Al contrario la femmina vola esclusivamente di notte, per deporre le uova. Durante l'accoppiamento il maschio viene guidato dai feromoni prodotti dall'addome della femmina, che questi percepisce con chemiorecettori posti sulle antenne, da distanze anche superiori ai 2 km (Chinery, 1989).

Periodo di voloModifica

La specie è univoltina. Gli adulti volano da marzo a maggio (Chinery, 1989).

AlimentazioneModifica

I bruchi si alimentano inizialmente su foglie di Betulaceae, tra cui B. verrucosa e B. pubescens per poi passare ad Alnus glutinosa, A. incana, Corylus sp., Carpinus sp. e Tilia cordata (fam. Malvaceae) (Seppänen, 1970; Leraut, 1992).

TassonomiaModifica

Non sono state descritte sottospecie.

SinonimiModifica

È stato riportato un unico sinonimo:

  • Phalaena versicolora Linnaeus, 1758

Galleria d'immaginiModifica

NoteModifica

  1. ^ IUCN Red List of Threatened Species. Version 2011.2
  2. ^ (EN) Lemaire, C. & Minet, J., The Bombycoidea and their Relatives, in Kristensen, N. P. (Ed.) - Handbuch der Zoologie / Handbook of Zoology, Band 4: Arthropoda - 2. Hälfte: Insecta - Lepidoptera, moths and butterflies, Kükenthal, W. (Ed.), Fischer, M. (Scientific Ed.), Teilband/Part 35: Volume 1: Evolution, systematics, and biogeography, ristampa 2013, Berlino, New York, Walter de Gruyter, 1999 [1998], pp. 321 - 354, ISBN 978-3-11-015704-8, OCLC 174380917. URL consultato il 17 dicembre 2014.

BibliografiaModifica

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  • (EN) Capinera, J. L. (Ed.), Encyclopedia of Entomology, 4 voll., 2nd Ed., Dordrecht, Springer Science+Business Media B.V., 2008, pp. lxiii + 4346, ISBN 978-1-4020-6242-1, LCCN 2008930112, OCLC 837039413.
  • Chinery, M., Ordine Lepidoptera - Farfalle diurne e notturne, in Guida degli insetti d'Europa - Atlante illustrato a colori, Scienze Naturali, Manicastri, C. e Marangoni, C. (traduttori), 1ª edizione, Padova, Franco Muzzio Editore, aprile 1987 [1985], pp. 375, ISBN 8870213781, OCLC 847305825.
  • Chinery, Michael, 1989 - Farfalle d'Italia e d'Europa. 323 pp.; De Agostini/Collins; ISBN 88-402-0802-X
  • Freina J. de & Witt T.J., 1987 - Die Bombyces und Sphinges der Westpalaearktis (Insecta, Lepidoptera) Band 1. Edition Forschung & Wissenschaft Verlag GmbH, München, 708 pp., 46 Farbtaf.; ISBN 3-926285-00-1
  • (EN) Kristensen, N. P. (Ed.), Handbuch der Zoologie / Handbook of Zoology, Band 4: Arthropoda - 2. Hälfte: Insecta - Lepidoptera, moths and butterflies, Kükenthal, W. (Ed.), Fischer, M. (Scientific Ed.), Teilband/Part 35: Volume 1: Evolution, systematics, and biogeography, ristampa 2013, Berlino, New York, Walter de Gruyter, 1999 [1998], pp. x, 491, ISBN 978-3-11-015704-8, OCLC 174380917.
  • Leraut, Patrice, 1992 - Le farfalle nei loro ambienti. 255 pp.; Ed. A. Vallardi (ecoguide); ISBN 88-11-93907-0
  • (EN) Scoble, M. J., The Lepidoptera: Form, Function and Diversity, seconda edizione, London, Oxford University Press & Natural History Museum, 2011 [1992], pp. xi, 404, ISBN 978-0-19-854952-9, LCCN 92004297, OCLC 25282932.
  • Seppänen, E. J, 1970 - Suomen suurperhostoukkien ravintokasvit, Animalia Fennica 14.
  • (EN) Stehr, F. W. (Ed.), Immature Insects, 2 volumi, seconda edizione, Dubuque, Iowa, Kendall/Hunt Pub. Co., 1991 [1987], pp. ix, 754, ISBN 978-0-8403-3702-3, LCCN 85081922, OCLC 13784377.

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