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Endurance
Endurance trapped in pack ice.jpg
L'Endurance bloccata nei ghiacci
Descrizione generale
Civil Ensign of the United Kingdom.svg
Tipoveliero
CantiereFramnaes Schipyard
Varo17 dicembre 1912
Destino finaleaffondata il 21 novembre 1915
Caratteristiche generali
Lunghezza43,9 m
Larghezza7,6 m
Propulsionevela e vapore
motore a carbone, singola elica, 350 CV
Velocità10 nodi (19 km/h)
voci di navi mercantili presenti su Wikipedia
Rappresentazione della rotta tenuta dalla Endurance, dalla James Caird, e dall'Aurora, rotta via terra al deposito provviste della spedizione nel mare di Ross e la pianificata rotta via terra nel mare di Weddell della spedizione trans-antartica guidata da Ernest Shackleton nel 1914-1915:
Rosso: il viaggio dell'Endurance.
Giallo: la deriva dell'Endurance bloccata dai ghiacci.
Verde: il percorso, a piedi ed in scialuppa, degli uomini di Shackleton dopo il naufragio della nave sino all'isola Elephant.
Blu: il viaggio della James Caird sino alla Georgia del Sud.
Turchese: il percorso originale della spedizione trans-antartica[1].
Gruppo del mare di Ross:
Arancio : il viaggio dell'Aurora
Rosa: l’Aurora rompe gli ormeggi e va alla deriva lasciando 10 uomini in Antartide.
Marrone : percorso per l'installazione dei depositi di provviste.

L'Endurance fu la nave utilizzata dall'esploratore antartico britannico Ernest Shackleton per il suo viaggio più famoso.

Fu varata in Norvegia il 17 dicembre 1912 dai cantieri navali Framnaes Schipyard con il nome di Polaris.

Si trattava di un veliero 3 alberi, dotato anche di un motore a singola elica sviluppante una potenza di circa 350 CV, che le consentiva una velocità media di 10 nodi (circa 19 km/h), progettato espressamente per le esplorazioni artiche.

Le sue dimensioni erano di 43,9 m di lunghezza e 7,6 m di larghezza per una stazza di 350 short ton (320 tonnellate).

Costruita per conto di armatori norvegesi che la volevano destinare a crociere nel Mar Glaciale Artico, per problemi economici venne venduta due anni dopo il varo, nel 1914, sottocosto, all'esploratore britannico Shackleton, per l'importo di 11.600 sterline.

Ribattezzata Endurance dal nuovo proprietario, salpò verso l'Antartide il 1º agosto dello stesso anno per iniziare la spedizione trans-antartica imperiale, raggiunse i mari australi dopo 5 mesi di navigazione, ma la sua vita tra i ghiacci perenni fu molto breve, infatti rimase bloccata nel pack il 19 gennaio 1915 e dopo alcuni mesi di agonia dovette essere completamente abbandonata dall'equipaggio il 27 ottobre per affondare definitivamente il 21 novembre, dopo ben 281 giorni dall'incagliamento.

Della gloriosa nave riuscìrono a sopravvivere solo 3 lance: la Stancomb Willis e la Dudley Docker due cutter a vela e la James Caird classica baleniera lunga sei metri con la quale Ernest Shackleton partendo dall'isola di Elephant percorse 650 miglia nautiche di avventurosa traversata nei mari antartici fino a raggiungere l'isola della Georgia del Sud da dove erano partiti 522 giorni prima, per chiedere soccorso permettendo così di salvare tutto l'equipaggio.

NoteModifica

  1. ^ il piano prevedeva di raggiungere la baia di Vahsel nel dicembre 1914, installarvi un campo base ed abitarvi sino al novembre 1915 quando un gruppo guidato da Shackleton sarebbe dovuto partire alla volta del Polo Sud per raggiungerlo nei giorni di Natale 1915. Gli uomini avrebbero poi proseguito verso il mare di Ross dove si sarebbero dovuti imbarcare sull'Aurora nel marzo 1916 e, appena le condizioni meteorologiche lo avrebbero permesso, far rotta per Hobart. Nell'ultimo tratto del viaggio il gruppo di Shackleton avrebbe dovuto utilizzare provviste lasciate in appositi depositi lungo la barriera di Ross. Plan of the Shackleton expedition (JPG), in The Daily Telegraph, 25 marzo 1916. URL consultato il 29-09-07.

BibliografiaModifica

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