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DescrizioneModifica

Sono insetti poco appariscenti di piccole o medie dimensioni, con corpo allungato di 2-15 mm, di colore generalmente giallo, bruno o nerastro. È frequente il dimorfismo sessuale, con maschi alati e femmine meiottere fino all'atterismo completo.

Il capo è molto allungato, suddiviso in due lobi (uno anteriore, uno posteriore) da un restringimento in corrispondenza della regione postoculare. Sul lobo postoculare sono presenti due ocelli, in genere assenti nelle forme attere, le antenne e il rostro sono composti da 4 segmenti.

Il pronoto è generalmente suddivisto in tre lobi da due restringimenti trasversali. Le ali anteriori sono interamente membranose, con una frattura longitudinale mediale; a differenza degli Aenictopecheidae, è assente la frattura trasversale costale. Le zampe anteriori sono raptatorie: l'estremità terminale della tibia è espansa; nella parte dorsale si articola il tarso, in quella ventrale sono presenti processi spiniformi; il lato ventrale del primo segmento tarsale è provvisto di setole spiniformi; nell'insieme, tarso e tibia, opponendosi, formano un organo prensile adatto ad afferrare e trattenere la preda. Le femmine sono sprovviste di ovopositore.

BiologiaModifica

Quel poco che si conosce di questa famiglia deriva dalle informazioni sui loro ritrovamenti e dall'esame della morfologia. La maggior parte degli Enicocephalidae vivono in ambienti forestali umidi delle regioni tropicali o subtropicali, in genere nella lettiera, nel terriccio, nel legno marcescente e sotto la corteccia degli alberi. Le zampe raptatorie indicano chiaramente un'attività predatoria.

SistematicaModifica

Gli Enicocefalidi si suddividono in cinque Sottofamiglie:

BibliografiaModifica

  • Pavel Štys. Enicocephalidae in Randall T. Schuh, James A. Slater (a cura di), True bugs of the world (Hemiptera: Heteroptera). Classification and Natural History. Cornell University Press, 1995. pp. 70-73. ISBN 0801420660. (In inglese).

Collegamenti esterniModifica

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