Ennio Neri (Roma, 9 novembre 1891Roma, 3 agosto 1985) è stato un compositore e poeta italiano.

BiografiaModifica

Nato da Vittorio Neri ed Emilia Maddalena, si laurea in Giurisprudenza e diviene funzionario al Ministero dei Lavori Pubblici. Manifesta fin da ragazzo il suo particolare estro poetico. Le sue poesie e prose per ben quindici anni consecutivi vennero ospitate sulla rivista "Rugantino". È fortunato autore di canzoni in lingua e dialetto romanesco, che fecero il giro del mondo anche nel repertorio di Anna Fougez, come “ Mignanelli”, “Fox-trot delle piume”, “ Quanno a Roma ‘na maschietta te vò bene”, “Fiocca la neve”, “ Com’è bello fa l’amore quann’è sera “, “ Serenata sincera”, “ Abat –jour”, “Perfidia”, “Ah come son felice”, “addio mia bella signora”, “sono tre parole”. Egli divenne una personalità di spicco nel mondo della canzone a partire dagli anni 1920-1925, frequentando i salotti romani dove incontrava grandi artisti come Petrolini, Trilussa, Tito Schipa, Checco Durante.

Ennio Neri è considerato "uno dei pionieri della canzonetta italiana"[1]. La sua carriera di autore comincia nel 1919 per la casa musicale Franchi, continua per diversi anni in esclusiva con la casa editrice la Canzonetta di Feola, che gli dà modo di partecipare a numerosi festival di Piedigrotta, prosegue infine con la casa editrice Carish di Milano. Le sue canzoni, nate dalla collaborazione con i più importanti musicisti dell’epoca (Bonavolontà, Rulli, Simi, Mariotti, Seracini, Ruccione, Derevitsky, Bixio) furono cantate in tutto il mondo. Fra le tantissime canzoni composte (oltre 200) ricordiamo Parlami d'amore Mariù, forse la sua canzone più popolare e amata. Scritta nel 1932 e musicata da Cesare Andrea Bixio fu la colonna sonora del film Gli uomini che mascalzoni”, con interprete Vittorio De Sica. La canzone riscosse successo mondiale. Ennio Neri è anche autore del testo dell'Operetta “ I vagabondi delle stelle”, su musica di Dino Rulli e de “La Principessa Liana”, su musica di Tito Schipa.

Neri partecipa due volte al Festival di Sanremo, nel 1956 con “Il trenino di latta verde” (interprete Clara Vincenzi) e nel 1958 con “ E’ molto facile dirsi addio”, cantata in doppia esecuzione da Giorgio Consolini e Marisa del Frate.

Negli ultimi anni di vita ha la gioia di celebrare il cinquantenario della sua iscrizione alla SIAE, e riceve dalle mani del Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat la medaglia d’oro, quale riconoscimento della sua intensa e felice attività artistica.

NoteModifica

  1. ^ Necrologio, in "Nuova Rivista Musicale Italiana" XIX, 3-4 (1985), p. 585

Collegamenti esterniModifica

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