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Enrichetta Di Lorenzo

rivoluzionaria e patriota italiana
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Enrichetta Di Lorenzo (Orta di Atella, 5 giugno 1820Napoli, 1871) è stata una rivoluzionaria e patriota italiana.

Indice

BiografiaModifica

Enrichetta Di Lorenzo nacque il 5 giugno 1820 nei pressi di Aversa da una famiglia di piccola nobiltà. A soli 17 anni, nonostante avesse già conosciuto Carlo Pisacane, fu spinta dalla famiglia a sposare Dionisio Lazzari il quale, molto più anziano di lei, cercava una moglie servile.[1] Da questo matrimonio Enrichetta ebbe quasi subito tre figli anche se il marito non le permise di occuparsi di loro.[2]

A 24 anni Enrichetta rincontrò Carlo Pisacane, cugino di suo marito. Nonostante i due nascondessero la loro relazione contrassegnata da un amore reciproco e sincero, nel 1846 Lazzari inviò dei sicari sotto casa di Pisacane il quale si salvò per miracolo dalla loro aggressione.[3]

Nel 1847 Enrichetta e Carlo decisero di fuggire destando scalpore e inseguiti dalla polizia borbonica. In quel momento lei aspettava già un bambino da Carlo. Dopo una tappa a Livorno, finalmente riuscirono a raggiungere Londra e poi Parigi dove si ambientarono bene tra gli esuli italiani, tra cui Guglielmo Pepe e Gabriele Rossetti e gli intellettuali del posto come George Sand. In questo periodo, attraverso la sua corrispondenza, Enrichetta criticò "quella ipocrisia morale e sociale che costringeva le donne alla schiavitù, quei matrimoni combinati con cui si salvava l'ideologia dell'onore famigliare a discapito dei sentimenti individuali, quella famiglia patriarcale dove nulla era concesso alla donna se non l'obbedienza cieca [...]"[4].

Proprio a Parigi però, i due vennero arrestati dalla polizia francese. Finirono entrambi in carcere dove, nonostante i tentativi di persuasione dell'ambasciatore di Napoli a Parigi, Enrichetta decise di non tornare con suo marito, anche se questa scelta le costò la perdita del figlio di cui era in attesa. La detenzione non durò a lungo comunque, perché, secondo le leggi dell'epoca, non si poteva trattenere una donna per adulterio se non su richiesta del legittimo coniuge.[5] Dionisio Lazzari infatti non sporse mai denuncia per adulterio al fine di evitare i guai legati al suo tentato assassinio di Carlo.[6]

Successivamente Pisacane partì per la Legione Straniera verso l'Algeria, mentre Enrichetta tentava una mediazione con la famiglia d'origine, la quale però non ebbe successo. In questo periodo quindi Enrichetta visse a Marsiglia in povertà. Nel frattempo nacque la figlia Carolina che però morì in giovane età.

In seguito alle agitazioni in Francia, Carlo tornò dalla Legione Straniera, e si recò a Parigi con Enrichetta per partecipare all'insurrezione del giugno 1848 in seguito alla quale Luigi Filippo d'Orléans abdicò al trono. Nel frattempo soffiava aria di rivolta anche in Italia: Pisacane e Carlo Cattaneo parteciparono ai moti milanesi contro gli austriaci. Pisacane però venne ferito e si recò a Salò dove ricevette le cure di Enrichetta.

 
Proclamazione della Repubblica Romana (1849)

Partecipazione ai fatti della Repubblica RomanaModifica

Nel frattempo, nel 1849 viene instaurata la Repubblica romana, dove Enrichetta partecipa concretamente, combattendo con Carlo nella zona del Gianicolo[7] e occupandosi, assieme ad altre patriote tra cui Cristina di Belgiojoso, della cura dei feriti attraverso un sistema di cure efficienti ed ospedali mobili. Enrichetta viene infatti nominata "direttrice delle ambulanze".[8] Per raccontare l'esperienza di questi ospedali e la partecipazione dei romani a quell'iniziativa, Enrichetta scrisse un articolo sul Monitore Romano firmandosi Enrichetta Pisacane.[9]

La Repubblica romana, sebbene avesse destato un grande entusiasmo patriottico, durò solo cinque mesi. Quando ormai si era sicuri della vittoria delle incombenti truppe Francesi, Enrichetta tentò di convincere Carlo Pisacane ad abbandonare la lotta, ma lui persistette e venne arrestato e rinchiuso a Castel Sant'Angelo. Enrichetta quindi si spese per ottenere la sua liberazione. Seguì un breve periodo di crisi e separazione tra i due.[10]

Morte di Carlo e ultimi anniModifica

Dopo un periodo a Genova, dove nel 1853 nacque la figlia Silvia frutto del ritrovato amore tra i due, Carlo ed Enrichetta si recarono a Torino. Lì Carlo, nonostante l'opposizione di Enrichetta probabilmente conscia della disorganizzazione dell'impresa[11], organizzò la spedizione di Sapri in seguito alla quale lui trovò la morte nel 1857.

Enrichetta assieme alla piccola Silvia tornò a Genova, dove vissero in condizioni di povertà. Dopo l'Unità d'Italia finì l'esilio di Enrichetta da Napoli e Garibaldi fece approvare un decreto per un assegno per il mantenimento di Silvia, la quale venne poi adottata dal ministro Giovanni Nicotera, uno dei pochi superstiti della strage di Sapri. Enrichetta collaborò, a partire dal 1862, con il "Comitato di donne per Roma capitale".[10]

Enrichetta di Lorenzo morì a Napoli nel 1871 e riposa nella tomba di famiglia del ministro Nicotera.[7]

NoteModifica

  1. ^ Dacia Maraini, La Coraggiosa Compagna di Pisacane. Enrichetta di Lorenzo, in AA.VV., Donne del Risorgimento, Il Mulino, 2011, p. 124
  2. ^ Alessandro Di Lorenzo, Enrichetta Di Lorenzo. Storia di una famiglia, in AA.VV., Note e documenti per la storia di Orta di Atella, Istituto di Studi Atellani, 2006, p. 89
  3. ^ Bruna Bertolo, Donne del Risorgimento, Le eroine invisibili dell'unità d'Italia, Ananke, 2011, p. 310
  4. ^ Alessandro Di Lorenzo, Enrichetta Di Lorenzo. Storia di una famiglia, in AA.VV., Note e documenti per la storia di Orta di Atella, Istituto di Studi Atellani, 2006, p. 90
  5. ^ Dacia Maraini, La Coraggiosa Compagna di Pisacane. Enrichetta di Lorenzo, in AA.VV., Donne del Risorgimento, Il Mulino, 2011, p. 128
  6. ^ Bruna Bertolo, Donne del Risorgimento, Le eroine invisibili dell'unità d'Italia, Ananke, 2011, p. 311
  7. ^ a b Alessandro Di Lorenzo, Enrichetta Di Lorenzo. Storia di una famiglia, in AA.VV., Note e documenti per la storia di Orta di Atella, Istituto di Studi Atellani, 2006, p. 91
  8. ^ Dacia Maraini, La Coraggiosa Compagna di Pisacane. Enrichetta Di Lorenzo, in AA.VV., Donne del Risorgimento, Il Mulino, 2011, p. 131
  9. ^ Monitore Romano, num. 92, 5 maggio 1849 http://www.repubblicaromana-1849.it/index.php?3/periodici/rml0028579/1849/n.92&type=magazinePage&id=8386#dettaglio
  10. ^ a b Bruna Bertolo, Donne del Risorgimento, Le eroine invisibili dell'unità d'Italia, Ananke, 2011, p. 313
  11. ^ Dacia Maraini, La Coraggiosa Compagna di Pisacane. Enrichetta di Lorenzo, in AA.VV., Donne del Risorgimento, Il Mulino, 2011, p. 134 e 136

BibliografiaModifica

  • Alessandro Di Lorenzo, Enrichetta Di Lorenzo. Storia di una famiglia, in AA.VV., Note e documenti per la storia di Orta di Atella, Istituto di Studi Atellani, 2006
  • Dacia Maraini, La Coraggiosa Compagna di Pisacane. Enrichetta di Lorenzo, in AA.VV., Donne del Risorgimento, Il Mulino, 2011
  • Bruna Bertolo, Donne del Risorgimento, Le eroine invisibili dell'unità d'Italia, Ananke, 2011

Collegamenti esterniModifica