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Enrico Costa (politico)

politico e avvocato italiano
Enrico Costa
Enrico Costa daticamera 2018.jpg

Ministro per gli affari regionali
con delega alla famiglia
Durata mandato 12 dicembre 2016 –
19 luglio 2017[1]
Presidente Paolo Gentiloni
Predecessore Enrico Costa (Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie)
Successore Paolo Gentiloni (ad interim)
Lorenzo Fontana (Ministro per la Famiglia e le Disabilità)

Ministro per gli affari regionali e le autonomie
Durata mandato 29 gennaio 2016 –
12 dicembre 2016
Presidente Matteo Renzi
Predecessore Maria Carmela Lanzetta
Successore Enrico Costa (Ministro per gli Affari Regionali)

Viceministro della giustizia
Durata mandato 28 febbraio 2014 –
29 gennaio 2016
Vice di Andrea Orlando
Presidente Matteo Renzi

Deputato della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 28 aprile 2006
Legislature XV, XVI, XVII, XVIII
Gruppo
parlamentare
XV:
- Forza Italia

XVI:
- Il Popolo della Libertà

XVII:
- Il Popolo della Libertà (Da inizio legislatura al 18/11/2013)

- Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa (Dal 18/11/2013 al 25/07/2017)

- GRUPPO MISTO - componente: Fare!-PRI-Liberali (Dal 05/07/2017 al 12/12/2017)

- Noi con l'Italia-Scelta Civica per l'Italia-MAIE (Dal 12/12/2017 a fine legislatura)

XVIII:
- GRUPPO MISTO - componente: Noi con l'Italia (Da inizio legislatura al 19/04/2018)

- Forza Italia (Dal 19/04/2018-attualmente)

Circoscrizione Piemonte 2
Collegio XVIII:
8 (Alba)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Forza Italia (dal 2018)
In precedenza:
FI (fino al 2009)
PdL (2009-2013)
NCD (2013-2017)
AP (2017)
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Università Università degli Studi di Torino
Professione Avvocato; Giornalista pubblicista

Enrico Costa (Cuneo, 29 novembre 1969) è un politico e avvocato italiano, ministro per gli affari regionali nei governi Renzi e Gentiloni.

BiografiaModifica

Avvocato, è figlio dell'ex ministro Raffaele Costa.

Attività politicaModifica

Nel 2004 è consigliere comunale di Forza Italia a Isasca e il 16 maggio 2005 è eletto Consigliere regionale del Piemonte (Gruppo FI)[2].

Eletto deputato alla Camera nel 2006 nella lista Forza Italia nella circoscrizione Piemonte 2, è membro della Commissione parlamentare per la semplificazione della legislazione[3].

Rieletto nel 2008 nelle liste del PdL, è capogruppo del PdL in Commissione Giustizia alla Camera e membro della Giunta per le Autorizzazioni a procedere di Montecitorio e della Commissione Affari Costituzionali. In Commissione Giustizia è stato relatore per il Governo di norme molto discusse come il Lodo Alfano, che bloccava i processi giudiziari nei confronti delle quattro più alte cariche dello Stato (poi abrogato dalla Corte Costituzionale), e il cosiddetto Legittimo impedimento, che prevedeva la sospensione dei processi giudiziari a carico del Presidente del Consiglio e dei Ministri fino al mantenimento della carica elettiva.

Nel 2011, insieme a Manlio Contento, ha chiesto al neo Ministro della Giustizia Francesco Nitto Palma l'invio di ispettori ministeriali alla Procura di Napoli, dove si celebrava un'indagine che vedeva il Presidente del Consiglio Berlusconi vittima di un ricatto. In Commissione Giustizia, a ottobre 2011, ha presentato un emendamento molto discusso dalle opposizioni al DDL Intercettazioni, che ne vieta la pubblicazione prima di una cosiddetta "udienza filtro"[4]. Coordinatore provinciale del PdL a Cuneo, nel gennaio 2013 è nominato coordinatore regionale del PdL nel Piemonte[5].

Rieletto deputato alle politiche del febbraio 2013 con il PdL, diviene vicepresidente della Giunta per le autorizzazioni della Camera e membro della Commissione Giustizia.

Il 18 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà[6], aderisce al Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano[7][8], venendo eletto Capogruppo alla Camera dei Deputati e Coordinatore Regionale in Piemonte del "Nuovo Centrodestra"[9].

Nel Governo Renzi e GentiloniModifica

Il 28 febbraio 2014 diviene viceministro alla Giustizia nel governo Renzi, lasciando quindi la carica di capogruppo e venendo sostituito da Nunzia De Girolamo.

Alle regionali piemontesi del 2014 è candidato alla presidenza della regione per l'NCD arrivando quinto con il 2,98%.

Il 28 gennaio 2016 diviene ministro per gli affari regionali e le autonomie succedendo a Maria Carmela Lanzetta (esattamente un anno dopo le sue dimissioni). Oltre alle deleghe proprie del suo dipartimento, il premier Renzi gli affida le competenze in materia di politiche per la famiglia. Verrà riconfermato ministro con le medesime deleghe anche nell'esecutivo guidato da Paolo Gentiloni.

Il 12 dicembre 2016 viene riconfermato ministro senza portafoglio per il Governo Gentiloni[10].

Le dimissioni da ministro e il ritorno nel centro-destraModifica

Il 19 luglio 2017 si dimette dall'incarico di ministro e in una lettera al Presidente del Consiglio spiega "rinuncio al ruolo e mi tengo il pensiero", riferendosi al suo dissenso riguardo alcuni provvedimenti proposti dal Consiglio dei Ministri di cui faceva parte.[11][12] Lo stesso giorno decide di lasciare Alternativa Popolare ma Silvio Berlusconi blinda le porte di Forza Italia a Costa e ad altri transfughi suggerendo loro di dare vita a una nuova formazione centrista. Il 3 agosto aderisce intanto alla componente del gruppo misto "Fare! - PRI - Liberali".

Il 19 dicembre insieme a Raffaele Fitto (Direzione Italia), Maurizio Lupi (ex Alternativa Popolare), Saverio Romano (Cantiere Popolare), Enrico Zanetti (Scelta Civica) e Flavio Tosi (Fare!), dà vita a Noi con l'Italia, la cosiddetta "quarta gamba" della coalizione di centro-destra in vista delle imminenti elezioni politiche.[13]

Alle elezioni politiche del 2018 viene rieletto deputato per la coalizione di centro-destra nel collegio uninominale di Alba, ottenendo il 48,24% dei voti.

Il 19 aprile 2018 abbandona Noi con l'Italia e torna in Forza Italia.[14]

NoteModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica