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BiografiaModifica

Nasce a Fidenza, trascorre l'infanzia tra Parma[1] e Modena. Passa l'adolescenza tra Bologna e Milano dove vive.

Ha frequentato il Liceo Ginnasio Luigi Galvani di Bologna e il Liceo Ginnasio Giuseppe Parini di Milano e si è laureato in filosofia all'Università di Milano.

Dopo varie collaborazioni, inizia a 21 anni l'attività giornalistica professionale nel 1992 al Corriere della Sera come praticante giornalista diventando poi, dopo l'esame di Stato da professionista, redattore ordinario.

Dal 1997 al 2002 ha insegnato giornalismo all'Università Cattolica del Sacro Cuore come professore a contratto nell'ambito della Formazione permanente dell'ateneo. Dal 2002 è diventato direttore del corso di giornalismo realizzato dalla Provincia di Milano e da Mediawatch tenuto all'istituto di formazione professionale di via Pace a Milano [2]. Tra gli ospiti del corso anche il brigatista Mario Moretti, che nel 2004 e nel 2005 si è fatto intervistare dagli studenti sulla lotta armata. Dell'incontro esiste una testimonianza filmata [3] che è stata recentemente pubblicata in versione integrale. Dopo il confronto, gli studenti hanno realizzato un articolo come esercitazione proprio sulle parole di Moretti. Dopo avere letto gli elaborati l'ex capo brigatista ha scritto una lettera [4] a Fedocci in cui sintetizzava le proprie impressioni su ciò che i giovani avevano scritto di lui: "... la vicenda delle BR è di quelle che fungono da specchio a chi le guarda (...) Se si parla delle BR chiunque ci mette del suo, sempre, non importa quanto egli sia lontano per età o per indole da quella vicenda". Nel 2004 fu ospite del corso anche il concorrente del Grande Fratello Rocco Casalino che proprio in aula si rivolse agli aspiranti giornalisti dicendo: "Fra 10 anni sarò potente e sarò il vostro capo"[5]. Parole che in un certo senso si sono poi rivelate profetiche, visto che attualmente Casalino ricopre il ruolo di portavoce del Presidente del Consiglio dei ministri. L'incontro fu ripreso da una telecamera ed offre uno spaccato della personalità dell'ingegnere pugliese[6]. Nel novembre del 2018, un estratto del video[7] relativo all'intervento di Casalino fu utilizzato da Arcade TV per accusare il portavoce del premier di odio nei confronti dei down a causa di alcune frasi da lui pronunciate, scatenando un vero e proprio caso mediatico[8] e politico. Famiglia Cristiana[9] e l'ex segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi insieme ad altri politici, ne chiesero le dimissioni. Nella vicenda fu chiamato in causa Fedocci, che lo aveva invitato in aula, affinché chiarisse[10] la posizione dell'ex concorrente del GF rispetto alle frasi pronunciate.

Nel 1999 Fedocci arriva a Mediaset con la mansione di direttore responsabile del quotidiano online Mediaset Online, poi divenuto nel 2001 TGcom24 sotto la direzione di Enrico Mentana. Nello stesso periodo ricopre il ruolo di direttore editoriale dei New Media di Mediadigit, la società del Gruppo Mediaset che si occupava di nuovi media alle dirette dipendenze di Michele Preda, presidente di Mediadigit e di Maurizio Carlotti, ai tempi amministratore delegato del Gruppo Mediaset.

Collabora con il settimanale d'informazione Panorama, per il quale ha realizzato diverse inchieste, che per due volte hanno contribuito al ripristino della scorta al colonnello Sergio De Caprio, noto come Capitano Ultimo. Nel 2014, i suoi articoli[11] - pubblicati da Panorama - sulla guerra per la successione al vertice dell'Arma che vide contrapporsi i due generali di corpo d'armata Leonardo Gallitelli (ai tempi comandante della Benemerita) e Vincenzo Giuliani, fecero molto discutere[12].

Comincia l'attività televisiva nel 2004 quando Mario Giordano gli fece seguire come inviato i fatti di cronaca italiana nella redazione del telegiornale Studio Aperto.

Dal 2010 lavora per la testata NewsMediaset in qualità di vice Capo Redattore con mansione di inviato, realizzando servizi di cronaca nera per il Tg5, Studio Aperto, Tg4 e per il canale all news TGcom24.

Si dedica al caso di Yara Gambirasio, rivelando il ritrovamento della traccia di Dna[13] che ha consentito agli investigatori di individuare l'unico indagato rinviato a giudizio, Massimo Giuseppe Bossetti. Nell'ottobre 2018, pochi giorni dopo la sentenza definitiva della Cassazione, che ha confermato l'ergastolo[14] a carico di Bossetti, il muratore di Mapello dal carcere gli scrive, chiedendogli di "dare voce a un innocente". La lettera[15], mandata in onda dai telegiornali di Mediaset e pubblicata sul sito di Tgcom24, è stata ripresa da molti quotidiani, siti d'informazione e trasmissioni televisive.

Tra le varie storie seguite, quella di Matilda Borin, la bimba uccisa nel 2005 a Roasio; quella di Chiara Bariffi, la ragazza trovata in fondo al lago di Como grazie all'intervento di una medium; la vicenda di Tommaso Onofri; il "mostro dalle mani mozzate" di Varese; la strage di Viareggio; il terremoto dell'Aquila; l'alluvione in Liguria. Suoi anche i reportage dopo il terremoto che ha raso al suolo molte località tra Marche e Umbria nell'agosto del 2016.

Nel 2016, insieme all'imprenditore Mimmo Lobello ha creato [16] lo spazio servizi Edicola 2.0[17] dove si è tenuto anche il confronto tra i candidati sindaci Giuseppe Sala e Stefano Parisi.

Nel 2016 e nel 2017 ha seguito gli attentati di Nizza sulla Promenade des Anglais e di Berlino al mercatino di Natale, entrambi rivendicati dall'ISIS.

Nell'aprile del 2017, da Molinella, Bologna, ha seguito la fuga di Igor Vaclavic, alias Norbert Feher, accusato di vari omicidi e successivamente arrestato in Spagna.

Alterna l’attività giornalistica a quella di Ufficiale dei carabinieri di complemento, ruolo che ricopre con il grado di maggiore [18].

Nel corso del 2017, è stato sottoposto ad un periodo di richiamo alle armi, lasciando temporaneamente i telegiornali del Gruppo Mediaset per svolgere operazioni di pace in Kosovo, nell’ambito della Missione NATO Kosovo Force (Kfor); a missioni in Cisgiordania, a Gerico e a Hebron (Miadit e TIPH) e in Iraq, a Baghdad e Erbil-Kurdistan iracheno (Operazione Inherent Resolve - Prima Parthica) e a Djbouti, nel Corno D’Africa (Miadit Somalia)

Cura il blog di TGcom24 Cronaca Criminale[19].

PremiModifica

  • 1991 Premio Robert Schuman, assegnato dalla fondazione Amis de Robert Schuman.
  • 2008 Tapiro d'Oro di Striscia la notizia [20] .
  • 2016 Premio alla NON carriera, assegnato al primo festival del NON giornalismo[21], evento satirico che si contrappone ai premi giornalistici ufficiali.
  • 2016 Premio Vergani-Cronista dell’anno, sezione radio-televisione, per la cronaca dei disordini del 1 maggio 2015 causati dai No Expo a Milano e per l'intervista a uno dei manifestanti violenti, Mattia “Tia” Sangermano[22].
  • 2019 Premio Internazionale Apoxiomeno per il Giornalismo. A consegnargli il riconoscimento, durante una cerimonia a Sorrento, il Premio Oscar come Miglior Attrice Protagonista per “The Queen” Helen Mirren e il protagonista di “Rusty il Selvaggio”, Matt Dillon.

OpereModifica

  • Il nuovo Milano- L'abecedario della Milano di tutti i tempi, prefazione di Enrico Baj, Milano, Giulia&Giulia, 1998

NoteModifica

  1. ^ Fedocci, insospettabile parmigiano, dal parco Ducale alla cronaca nazionale, su Repubblica.it, 19 settembre 2013. URL consultato il 12 dicembre 2017.
  2. ^ Parte il nuovo corso di comunicazione giornalistica Mediawatch, su pegasonews.info, 12 settembre 2007. URL consultato il 12 dicembre 2017.
  3. ^ Mario Moretti e i ragazzi di via Pace, su youtube.it, 10 aprile 2018. URL consultato il 4 giugno 2018.
  4. ^ Mario Moretti: le BR sono uno specchio per tutti, su ildubbio.news, 9 maggio 2018. URL consultato il 4 giugno 2018.
  5. ^ Rocco Casalino, dal Gf al G7, su vanityfair.it, 8 giugno 2018. URL consultato il 9 giugno 2018.
  6. ^   Rocco Casalino agli aspiranti giornalisti: fra 10 anni sarò il vostro capo, su YouTube, 26 maggio 2018. URL consultato il 9 giugno 2018.
  7. ^ Redazione online, Casalino: «Bufale sul video dei down. Recitavo, mi infangano», su Corriere della Sera, 11 agosto 2018. URL consultato il 29 marzo 2019.
  8. ^ Casalino e quella frase contro i down: ecco cosa sappiamo su quel video, su Repubblica.it, 8 novembre 2018. URL consultato il 29 marzo 2019.
  9. ^ Rocco Casalino: «Vecchi e down fanno schifo, come un ragno», su Famiglia Cristiana. URL consultato il 29 marzo 2019.
  10. ^ fedocci spiega la verita' del video sui down di casalino. quando usci' mi chiese: 'mi aiuti a...', su m.dagospia.com. URL consultato il 29 marzo 2019.
  11. ^ l'addio alla benemerita di garofano e di capitan ultimo - un articolo di "panorama" ha creato parecchi malumori verso il settimanale di berlusconi - il colonnello dei ris al comando dei ris di parma era diventato troppo ingombrante mediaticamente - ora si lavora per incollare i cocci.... URL consultato l'8 aprile 2018.
  12. ^ L'Arma dei Carabinieri si ritrova con un comandante fuorilegge, su www.liberoquotidiano.it. URL consultato il 6 aprile 2018.
  13. ^ Yara, Studio Aperto rilancia: Dna maschile sul cadavere, 10 marzo 2011. URL consultato il 12 dicembre 2017.
  14. ^ Delitto Yara Gambirasio, la Cassazione conferma l'ergastolo per Massimo Bossetti | La difesa: "Non ci fermiamo" - Tgcom24, su amp.tgcom24.mediaset.it. URL consultato il 16 ottobre 2018.
  15. ^ Bossetti dopo l'ergastolo: date voce alla mia disperazione, sono innocente. URL consultato il 16 ottobre 2018.
  16. ^ Nasce Edicola 2.0, nuovo luogo di aggregazione, su ansa.it, 19 aprile 2016. URL consultato il 24 giugno 2018.
  17. ^ Milano, Sala e Parisi a confronto in vista dei ballottaggi - Tgcom24, in Tgcom24. URL consultato l'8 aprile 2018.
  18. ^ Enrico Fedocci “richiamato alle armi”: da giornalista televisivo a carabiniere - Affari Italiani, in Affari Italiani. URL consultato il 13 aprile 2018.
  19. ^ Cronaca criminale, su Cronaca criminale. URL consultato l'8 aprile 2018.
  20. ^ Tapiro a Enrico Fedocci, su Mediaset Play, 6 maggio 2008. URL consultato il 31 ottobre 2018.
  21. ^ Il Festival del NON giornalismo ha consegnato i primi riconoscimenti., su primaonline.it, 31 maggio 2016. URL consultato il 12 dicembre 2017.
  22. ^ Uva, Pilati e Tornago i cronisti dell'anno, su cronistilombardi.it, 12 marzo 2016. URL consultato il 12 dicembre 2017.

Collegamenti esterniModifica