Enrico Montesano

Attore italiano
Enrico Montesano
Piedipiatti.jpg
Enrico Montesano in una scena del film "Piedipiatti" (1991)

Eurodeputato
Durata mandato 20 luglio 1994 –
11 novembre 1996
Legislature IV
Gruppo
parlamentare
PSE
Circoscrizione Italia centrale
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Democratico della Sinistra
Titolo di studio Diploma di geometra
Professione Attore

Enrico Montesano (Roma, 7 giugno 1945) è un attore e regista italiano.

Interprete versatile, creativo e originale, ha spaziato nella sua carriera dal teatro alla televisione al cinema. Debutta nel 1966 a teatro con Humor nero, e al cinema, con Caterina Caselli, in Io non protesto, io amo, di Ferdinando Baldi. Dagli anni settanta esordisce anche in televisione in programmi di successo, fino a vincere nel 1977 la "Rosa d'oro di Montreaux" con il varietà Quantunque io. L'anno successivo è protagonista della commedia musicale Rugantino.

Con Bravo!, originale commedia musicale, in scena per tre stagioni dal 1979 al 1982, riceve il "premio IDI". Al cinema recita in film di successo come Aragosta a colazione, Qua la mano, Il ladrone, I due carabinieri, Il conte Tacchia e Grandi magazzini, mentre in televisione conduce con Anna Oxa l'edizione 1988 del varietà Fantastico abbinato alla Lotteria Italia, rivelatasi quella di maggior successo, con un record di ascolti ancora imbattuto e la vendita di un numero di biglietti della Lotteria Italia mai più superato.

Attivo anche come cantante e, nel nuovo millennio, come scrittore, ha pubblicato nel 2003, per le edizioni Kovalski, Siamo nati per soffrire e ci siamo riusciti, nel 2011 Un alibi di scorta, romanzo nato da un'idea per un film, e Confesso, testo autobiografico edito da Edizioni Piemme nel 2015.

Ha avuto anche una breve e fugace esperienza in campo politico come consigliere comunale a Roma e al Parlamento Europeo, da dove si è dimesso dopo due anni, rinunciando alla pensione di europarlamentare.

BiografiaModifica

Gli IniziModifica

Proviene da una famiglia di teatro: il trisnonno Nicola, nato nel 1851, era un attore comico[1], il bisnonno Michele Montesano con il fratello Achille Montesano crearono a Roma una compagnia di operette, il nonno Enrico fu un noto direttore d'orchestra della capitale e la nonna Bianca Castagnetta era anch'ella un'attrice[2]; da ciò comincia subito a interessarsi al mondo della recitazione. Montesano debutta a teatro nel 1966 nello spettacolo Humor nero, di Vittorio Metz nel piccolo Teatro Goldoni, come imitatore. Nella stagione successiva (1967/1968), con la collaborazione di Leone Mancini, inizia la sua attività di cabaret al Puff noto cabaret della capitale.

Il debutto in televisione porta la firma di Castellano e Pipolo e si intitola Che domenica amici, varietà che va in onda nel 1968 per la regia di Vito Molinari condotto da Raffaele Pisu. L'attività teatrale prosegue parallelamente a quella televisiva, con la stagione de Il Bagaglino, insieme a Gabriella Ferri nello spettacolo Tiette la cica, verso la fine degli anni sessanta. È proprio qui che inizia un sodalizio artistico con Castellacci e Pingitore e con la Ferri, che lo porterà nel 1970 ad essere una presenza fissa nel programma Dove sta Zazà e Mazzabubù in coppia con Gabriella Ferri.

Approda alla radio e partecipa al programma Gran varietà per quattro stagioni, nel 1972, 1973, 1974 e 1976, per la regia di Federico Sanguigni. I suoi personaggi di Torquato il pensionato, Dudù il gagà e Cocò e la Romantica donna Inglese ottengono grande successo tanto che poi diventeranno anche televisivi. Collabora per la stesura dei testi con Antonio Amurri e Ferruccio Fantone.

Nel 1972 incide anche il suo primo 45 giri Fortuna sì, Fortuna no grazie a Guido e Maurizio De Angelis, che riscuote discreto successo, seguito poi dal più fortunato A me tu piaci te della Cinevox; tuttavia l'esperienza canora rimarrà comunque un'attività marginale della sua lunga carriera.

Il successoModifica

 
Montesano (secondo da destra) con il resto del cast di Io non vedo, tu non parli, lui non sente (1971)

Da lì in poi la sua carriera si sviluppa tra il piccolo schermo e il teatro. Per quanto riguarda la carriera cinematografica con i film Stasera mi butto, Io non protesto, io amo, Nel sole e I quattro del pater noster con Paolo Villaggio e Oreste Lionello, inizia a conquistare delle posizioni.

I primi ruoli da protagonista li ottiene in coppia con Alighiero Noschese, con Io non scappo fuggo, Io non spezzo rompo, Il furto è l'anima del commercio, tutti prodotti da Dino De Laurentiis. La felice stagione prodegue con Boccaccio racconta, Il prode Anselmo e il suo scudiero diretti da Bruno Corbucci e Io non vedo, tu non parli, lui non sente di Mario Camerini. Importante è anche la collaborazione con Steno nel film Il terrore con gli occhi storti (sempre con Alighiero Noschese), regista col quale collaborerà in altri importanti film successivi. Insieme a Barbara Bouchet recita nel film Amore vuol dir gelosia ambientato a Procida e diretto da Mauro Severino.

Incide del suo primo 33 giri Tabaret, sempre a cura della Cinevox, successo replicato con i successivi Dudu e Cocò e Tabaret Vol.2.

Nel 1977 vince un David di Donatello Speciale e nello stesso anno torna in televisione sulla Rete 2 col varietà Quantunque io, di cui è mattatore assoluto, sfornando i suoi personaggi e le sue imitazioni più riuscite. Grazie al programma, del quale è coautore dei testi insieme a Ferruccio Fantone, Montesano vince, insieme alla neonata seconda rete, il premio internazionale per la televisione la Rosa d'oro di Montreaux. Gli anni settanta sono caratterizzati dal punto di vista recitativo da pellicole come Tutto suo padre, L'Italia s'è rotta, Il marito in collegio e il futuro cult movie[3] Febbre da cavallo.

Pane, burro e marmellata è del 1977, con tre straordinarie interpretri femminili: Rossana Podestà, Claudine Auger e Rita Tushingham, Io tigro tu tigri egli tigra è del 1978, e nel 1980 gira Aragosta a colazione sempre con Claudiane Auger e con Claude Brasseur. Tutti diretti da Giorgio Capitani .

Con Rugantino del 1978 Montesano archivia uno dei suoi successi teatrali più importanti.

Nel 1978 Garinei e Giovannini lo chiamano per interpretare il ruolo di Rugantino insieme al Alida Chelli, Aldo Fabrizi e Bice Valori, affidandogli l'anno successivo anche il musical Bravo!, del quale è coautore che gli frutterà nel 1980 la Maschera dell'Istituto del Dramma Italiano. Lo spettacolo andrà in scena per tre stagioni consecutive e verrà ripreso da Rai Uno e trasmesso in quattro puntate con grandi indici di ascolto. Tra il 1979 e il 1980 i ruoli di Aragosta a colazione diretto da Giorgio Capitani, de Il ladrone e di Qua la mano, diretti da Pasquale Festa Campanile, gli fruttano un David speciale. È del 1982 il ruolo de Il conte Tacchia di Sergio Corbucci accanto a Vittorio Gassman e Paolo Panelli. Più bello di così si muore è del 1982 per la regia di Pasquale Festa Campanile, tratto dal romanzo di Antonio Amurri, dove Enrico viene magistralmente trasformato in donna dal grande costumista di Luchino Visconti, Piero Tosi.

 
Pertini si congratula con Montesano per il suo spettacolo Bravo!
 
Bozzetto realizzato da Piero Tosi per Montesano in versione femminile in "Più bello di così si muore"

Il conte Tacchia di Sergio Corbucci è del 1983, c’è un cast eccezionale, oltre agli inimitabili Vittorio Gassman e Paolo Panelli, vediamo Ninetto Davoli, Giuseppe Pambieri, Claudio Gora, Lia Zoppelli, Anita Durante, Ania Pieroni ed una sfiziosa attrice francese Zoè Chaveau, Marcello Martana, Alvaro Amici. In Sing Sing Enrico recita con la straordinaria Vanessa Redgreave, Camera d’albergo del 1981 diretto da Mario Monicelli. Grand Hotel Excelsior, dei registi Castellano e Pipolo.

Nel 1984 recita nel film Mi faccia causa di Steno e l'anno successivo, grazie al film A me mi piace, con le musiche di Fabio Concato e Mike Francis, vince un David di Donatello e il Nastro d'argento come miglior regista esordiente. Anche Sotto.. sotto.. strapazzato da anomala passione è del 1984 con la regia di Lina Wetmuller. La brava e giovane partner è Veronica Lario, che diventerà un personaggio notissimo alle cronache come signora Berlusconi. Nel 1985 è protagonista in I due carabinieri, accanto a Carlo Verdone, film che diviene campione d'incasso e vincitore del Biglietto d'oro AGIS[4]. L'anno successivo guida il variosissimo cast de I grandi magazzini, diretto nuovamente da Castellano e Pipolo, una delle commedie cult degli anni '80. A seguire arrivano due film importanti, Il tenente dei carabinieri del 1986, con Nino Manfredi, Noi Uomini duri del 1987, con Renato Pozzetto, e Il volpone, insieme a Paolo Villaggio, Enrico Maria Salerno e Renzo Montagnani. Tutti e tre i film per la regia di Maurizio Ponzi. Sempre nel 1987 torna con Mario Monicelli ne I picari, con Giancarlo Giannini.

Da annoverare, per l’accuratezza da lui fornita nella consulenza storica, il programma S.P.Q.M. News La storia in diretta, in cui interpreta in chiave parodistica le vicende della storia delle origini di Roma, in onda su Telemontecarlo.

In televisione ottiene il successo più grande nel 1988 conducendo la nona edizione del varietà del sabato sera Fantastico accanto ad Anna Oxa; considerata la migliore dal punto di vista coreografico, l'edizione di quell'anno detiene il record di audience (12 milioni di spettatori di media, con punte di oltre 14) e di vendita di biglietti della Lotteria Italia[5]. Risultato rimasto ancora oggi insuperato. Collegato alla trasmissione esce l'album Non mi lasciate solo con le musiche di Claudio Mattone.

Negli anni novanta dirige e interpreta per due stagioni la serie Pazza famiglia, capostipite delle successive e fortunate fiction a carattere familiare, andata in onda con grandi ascolti su Rai Uno. Con Una prova di innocenza del 1990, miniserie-TV sempre per Rai Uno, con la regia di Tonino Valerii, si cimenta in un insolito ruolo drammatico nei panni di un sacerdote testimone di un omicidio, in un tipico intreccio giallo con Claudio Gora, Corinne Dacla, Luigi Pistilli, Angiola Baggi, Victor Cavallo.

Nel 1991 torna al cinema con Renato Pozzetto in Piedipiatti.

Record di incassi al Teatro Sistina nella stagione 1999/2000 con lo spettacolo E menomale che c'è Maria!, per la regia di Pietro Garinei replicando il successo con Malgrado tutto beati voi.[6]

 
Montesano tiene a battesimo l'esordio cinematografico della ventiquattrenne Sabrina Ferilli ne Il volpone (1988) di Maurizio Ponzi.

Inizialmente escluso dal progetto, nel 2002 torna a interpretare 'Er Pomata' in Febbre da cavallo - La mandrakata, sequel del celebre cult di Steno, diretto dal figlio Carlo Vanzina.

Nel 2004 è mattatore assoluto dello show del sabato sera di Rai Uno con lo spettacolo Trash - Non si butta via niente, tratto da un suo omonimo show teatrale di successo, andato in onda il 24 ed il 31 gennaio con ospiti: Tiziano Ferro, Renato Pozzetto, Nancy Brilli, Nino D'Angelo, Mino Reitano, Gabriella Ferri, Richard Galliano e Luciano Gaucci. Il programma è ideato da Enrico Montesano ed Enrico Vaime, scritto con Francesco Signor, Davide Lubrano, Adriano Vianello, per la regia di Maurizio Pagnussat. Il varietà ottiene importanti risultati d'ascolto con più di 6 milioni di telespettatori.

Nel 2005 torna in televisione con il film-tv Il mondo è meraviglioso, mentre nel 2009 è nel cast di Ex e nel 2010 di Tutto l'amore del mondo per la regia di Fausto Brizzi. Nel 2013 torna in teatro con la commedia musicale C'è qualche cosa in te, riproposto in più occasioni grazie al successo ottenuto. Lo spettacolo è stato trasmesso anche in tv su Rai Uno il 21 agosto 2015 con ottimi ascolti.

Dal 2016 al 2017 fa parte della giuria del programma di Rai 1 Tale e quale show condotto da Carlo Conti: è affiancato nello stesso ruolo da Loretta Goggi e Claudio Amendola nell'edizione 2016 e da Loretta Goggi e Christian De Sica nell'edizione successiva.

Vita privataModifica

Attualmente sposato con Teresa Trisorio, da cui ha avuto due figli[7], Michele Enrico e Marco Valerio. Ha altri quattro figli più grandi, Tommaso, Oliver, Lavinia e Mattia, avuti da precedenti unioni. A loro si aggiungono anche tre nipoti.

È un tifoso della Lazio.

Impegno politicoModifica

 
Enrico Montesano e Pietro Nenni leader storico del PSI

Nel corso del tempo l'attore si è anche impegnato politicamente, seppur per brevi periodi. Intorno alla metà degli anni Settanta aderì al PSI tanto che in vista delle elezioni regionali del 1975 realizzò, insieme all'Equipe 84, un disco propagandistico (a cura della Sezione Stampa e Propaganda del partito) in cui invitava a votare per i socialisti[8]. Nei primi anni novanta si avvicinò al PDS di Achille Occhetto: con la Quercia si candidò sia alle elezioni comunali del 1993 come consigliere comunale di Roma, risultando il più votato della sua lista con circa 8.300 voti[9], sia alle elezioni europee dell'anno seguente, in cui fu eletto europarlamentare con 144.004 preferenze[10].

L'esperienza a Strasburgo non è però delle più positive - anni dopo dirà «Non vedo un’Europa dei popoli, ma dei burocrati»[11] - e si dimette dall'incarico il 24 ottobre 1996 (le dimissioni saranno accettate il successivo 11 novembre)[12], prima quindi di maturare il vitalizio[9]. Negli anni successivi si avvicina ai partiti di centrodestra - espresse sostegno ad Antonio Tajani alle elezioni comunali del 2001 - ed in particolare ad Alleanza Nazionale[13].

A parte dal 2013, dopo una breve adesione al Movimento Libertario annunciata quattro anni prima[9][13], si dichiara in più occasioni elettore del Movimento 5 Stelle e partecipa ad alcune iniziative politiche dei pentastellati[9][13][14]. Tra il 2019 e il 2020, però, si segnalano alcune sue prese di posizione critiche nei confronti del M5S[15][11].

FilmografiaModifica

CinemaModifica

TelevisioneModifica

TeatroModifica

Programmi TVModifica

 
Anna Oxa ed Enrico Montesano durante le prove del programma TV Fantastico 9 da loro condotto nella stagione 1988-1989

RadioModifica

OpereModifica

DiscografiaModifica

33 giriModifica

45 giriModifica

Doppiatori italianiModifica

NoteModifica

  1. ^ Michele Montesano: "Casanova? Attuale perché è un uomo soggetto alle passioni", in Informazioni condivise, 10 maggio 2017. URL consultato il 22 maggio 2017.
  2. ^ Enrico Montesano, Confesso, Edizioni Piemme, 10 novembre 2015, ISBN 9788858514412. URL consultato il 28 dicembre 2017.
  3. ^ a b "Febbre da cavallo", 40 anni fa usciva al cinema la commedia cult, su tgcom24.mediaset.it, 17 maggio 2016.
  4. ^ Scheda film - I due carabinieri - Banca Dati - Libero Cinema, su cinema.libero.it. URL consultato l'11 gennaio 2013 (archiviato dall'url originale il 17 ottobre 2013).
  5. ^ Aldo Grasso, Enciclopedia della Televisione, Garzanti, Milano, 1996
  6. ^ Enrico Montesano
  7. ^ Interviste Romane - Enrico Montesano
  8. ^ Equipe 84 / Enrico Montesano – 15 Giugno '75 / Felice Allegria : Io La Penso Così, discogs.com.
  9. ^ a b c d Montesano: “Mussolini era un uomo che voleva bene agli Italiani”, leggilo.org, 25 ottobre 2018.
  10. ^ Europee 12/06/1994 Area ITALIA + ESTERO Circoscrizione ITALIA CENTRALE, elezionistorico.interno.gov.it.
  11. ^ a b Enrico Montesano, «ma ‘ndo annate? Facciamo tante cose inutili, è l'occasione per un ripensamento», Corriere della Sera, 20 aprile 2020.
  12. ^ MONTESANO ' IN CONTO' ALL' ULIVO ' NON AVEVO DIRITTO A LAVORARE?', La Repubblica, 23 novembre 1996.
  13. ^ a b c LE METAMORFOSI POLITICHE DI ENRICO MONTESANO. #LACOERENZAANDRÀDIMODA, matteoderrico.it, 25 gennaio 2015.
  14. ^ Le capriole (discutibili) di Montesano Ma per noi resta sempre «er Pomata», Il Tempo, 25 gennaio 2015.
  15. ^ Enrico Montesano, lo strano caso del suo intervento a Domenica In sparito da RaiPlay: “Parlava del governo e dei 5 Stelle”, Il Fatto Quotidiano, 7 febbraio 2019.

BibliografiaModifica

  • Andrea Jelardi, Queer tv, omosessualità e trasgressione nella televisione italiana, Croce, Roma 2007 - prefazione di Carlo Freccero.
  • Andrea Jelardi, Giuseppe Farruggio In scena en travesti, Il travestitismo nello spettacolo italiano, Croce, Roma 2009, con divagazioni di Vittoria Ottolenghi

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