Enrico di Frisia

Enrico
Margravio di Frisia
In carica 1099 –
1101
Predecessore Egberto
Corrado, vescovo di Ultrecht
Successore nessuno (?)
Nascita 1055 circa
Morte 1101
Dinastia Northeim
Padre Ottone di Northeim
Madre Richenza di Svevia
Coniuge Gertrude di Brunswick
Figli Ottone III di Northeim
Richenza
Gertrude

Enrico il Grasso[1] (1055 circa – 1101)[2] noto anche come Enrico di Nordheim (o Northeim), fu conte a Rittigau (parte del Liesgau) e a Eichsfeld dal 1083 e margravio di Frisia fino a quando fu assassinato nel 1101. Fu il padre dell'imperatrice Richenza.

BiografiaModifica

Enrico era il figlio maggiore di Ottone di Northeim e Richenza di Svevia[3]. Era, per il suo patrimonio di Rittigau ed Eichsfeld, uno dei principi sassoni più influenti della sua epoca[4]. Nel 1086 sposò la vedova Gertrude di Brunswick, cosa che gli permise di unire l'eredità della moglie, appartenente alla dinastia dei Brunonidi e dei conti di Katlenburg, alla sua Länderei di Northeimer. Dai conti di Bilstein, Enrico ereditò parti della valle di Werra, dove divenne l'unico proprietario terriero. Inoltre, era il vogt di Helmarshausen e nel 1093 fondò un monastero benedettino a Bursfelde[3].

Durante le guerre civili sassoni dei primi anni 80 dell'XI secolo, che facevano parte della più ampia lotta per le investiture, Enrico si schierò con suo padre, Ottone, e l'anti-re Ermanno di Salm, al quale era imparentato per matrimonio, contro Enrico IV di Germania[5]. Nel 1086 lui ed i suoi fratelli, Cuno e Ottone, cambiarono schieramento per sostenere l'imperatore Enrico IV[4].

La moglie di Enrico, Gertrude, era l'unica sorella di Egberto II, margravio di Meißen, il cui matrimonio rimase senza figli. In base al diritto di eredità, Enrico avrebbe dovuto ricevere le contee di Egberto in Frisia alla morte del margravio nel 1090, sebbene Meißen fosse stata concessa dall'imperatore a un altro Enrico. Queste contee frisone, tuttavia, erano state annesse da Egberto durante la ribellione di quest'ultimo nel 1089 e venivano amministrate da Corrado, vescovo di Utrecht. Quando Corrado fu assassinato nel 1099, l'Imperatore alla fine concesse le contee a Enrico[6].

Enrico cercò immediatamente di regolare la navigazione della Frisia e ignorò i privilegi concessi alla città di Stavoren. Il clero, sentendosi minacciato da Enrico, si alleò con la classe mercantile e con i cittadini. Sebbene lo avessero ricevuto in termini apparentemente amichevoli, percepì la loro minaccia e cercò di fuggire in barca[7]. La sua nave fu attaccata in mare e affondata ed Enrico fu ucciso, ma sua moglie sfuggì all'assalto[8]. Il giorno della sua morte non è noto con precisione, ma fu sepolto a Bursfelde il 10 aprile 1101.

Famiglia e figliModifica

Con sua moglie Gertrude, al suo secondo matrimonio, Enrico ebbe tre figli:

La vedova di Enrico, Gertrude, si risposò con il già citato Enrico, margravio di Meißen e della marca orientale sassone.

NoteModifica

  1. ^ Enrico è denominato "il Grasso" (pingwis e crassus) nella Cronica S. Petri Erfordensis moderna, a.1101, p. 157 e nell'Annalista Saxo, a.1101, p. 503
  2. ^ Lange, Die Grafen von Northeim, p. 109.
  3. ^ a b Thiele, Erzählende genealogische Stammtafeln, table 171.
  4. ^ a b Fenske, Adelsopposition, p. 147.
  5. ^ Fenske, Adelsopposition, p. 112.
  6. ^ Annalista Saxo, a.1101, p. 503; Jäkel, Die Grafen von Mittelfriesland, p. 130.
  7. ^ Ekkehardi Chronica, a.1103, p. 225., su dmgh.de. URL consultato l'11 ottobre 2020 (archiviato dall'url originale il 3 febbraio 2020).
  8. ^ Annales Hildesheimenses, a.1100, p. 50, versione online; Cronica S. Petri Erfordensis moderna, a.1101, p. 157 Archiviato il 3 febbraio 2020 in Internet Archive..

BibliografiaModifica

  • (DE) A. Thiele, Erzählende genealogische Stammtafeln zur europäischen Geschichte Band I, Teilband 1
  • (DE) H. Jäkel, Die Grafen von Mittelfriesland aus dem Geschlechte König Ratbods. (Gotha 1895).
  • (DE) L. Fenske, Adelsopposition und kirchliche Reformbewegung im östlichen Sachsen, (Vandenhoeck & Ruprecht Göttingen 1977).
  • (DE) K-H. Lange, Die Grafen von Northeim 950-1144 (Kiel 1958).

Collegamenti esterniModifica

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