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Enrique Bernoldi

pilota automobilistico brasiliano
Enrique Bernoldi
Enrique Bernoldi 2007 Curitiba.jpg
Nazionalità Brasile Brasile
Automobilismo Casco Kubica BMW.svg
Categoria Formula 1, IRL
Carriera
Carriera in Formula 1
Stagioni 2001-2002
Scuderie Arrows
Miglior risultato finale 21º (2001)
GP disputati 29 (28 partenze)
 

Enrique Bernoldi, nome completo Enrique Antônio Langue de Silvério e Bernoldi (Curitiba, 19 ottobre 1978), è un pilota automobilistico brasiliano, di origini italiane, attualmente attivo in IRL e Superleague Formula.

Indice

CarrieraModifica

Le formule minoriModifica

Bernoldi cominciò a guidare kart a nove anni, nel 1987, conquistando molti titoli regionali. Per due anni consecutivi, il 1990 e il 1991, riuscì a vincere il titolo nazionale brasiliano,[1] per poi entrare nel mondo dell'automobilismo a 17 anni, nel 1995.

Dopo essere giunto al quarto posto in Formula Alfa Boxer, campionato disputato in Italia, passò alla Formula Renault, vincendo il titolo al primo tentativo con nove vittorie. Visti i buoni risultati il pilota brasiliano si dedicò alla F3 inglese, con la conquista di un quinto posto in classifica piloti. Lo stesso anno fu, però, vittima anche di un incidente stradale che lo fece cadere in coma per quattro giorni, costringendolo ad una lunga convalescenza.[1] Nel 1998 continuò la carriera in Formula 3, terminando secondo in campionato. L'anno seguente Bernoldi andò disputare gare nella Formula 3000 e l'anno successivo sostenne anche un test con la Sauber per la stagione 2001; la scuderia elvetica gli preferì però Kimi Räikkönen.

Formula 1Modifica

 
Bernoldi a sinistra e Heinz-Harald Frentzen a destra durante il gp di Francia del 2002

Nonostante il rifiuto della Sauber Bernoldi riuscì a esordire in Formula Uno al Gran Premio d'Australia 2001, al volante della Arrows-Asiatech, grazie anche all'appoggio finanziario della Red Bull.[1] Nel suo primo anno di attività il brasiliano non giunse mai in zona punti e la stagione fu costellata di ritiri; tuttavia nel Gran Premio di Monaco si mise in luce per essersi tenuto dietro David Coulthard, allora pilota della McLaren ed in lotta per il Campionato, per oltre metà gara, fino alla sosta ai box.[2] A fine gara lo scozzese lo definì un idiota per non averlo fatto passare.[3] L'annata successiva non fu migliore della precedente e i problemi economici del team inglese, che a metà stagione si ritirò, lasciarono sia Bernoldi che il compagno di squadra Frentzen senza un volante. A questo punto il pilota passò in World Series by Nissan, dove rimase anche per il 2003 e per il 2004, ottenendo quattro vittorie, tornando in Formula 1 a fine stagione come tester per la BAR e per la Honda.

Risultati completi in Formula 1Modifica

2001 Scuderia Vettura                                   Punti Pos.
Arrows A22 Rit Rit Rit 10 Rit Rit 9 Rit Rit Rit 14 8 Rit 12 Rit 13 14 0 21º
2002 Scuderia Vettura                                   Punti Pos.
Arrows A23 SQ Rit Rit Rit Rit Rit 12 Rit 10 Rit NQ Rit 0 22º
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti Grassetto=Pole position
Corsivo=Giro più veloce
Solo prove/Terzo pilota Non qualificato Ritirato/Non class. Squalificato Non partito

Dopo la Formula 1Modifica

Conclusa la carriera in Formula 1, il pilota brasiliano nel 2007 ha preso parte al campionato Stock Cars brasiliano e nel 2008 ha iniziato a disputare gare in Indy Racing League e nelle tre corse a cui ha partecipato è giunto per due volte tra i primi cinque.

NoteModifica

  1. ^ a b c Paolo Bombara, Il colore dei Bernoldi, in Autosprint, nº 6, Conti, 6 febbraio 2001, p. 35.
  2. ^ Monte-Carlo, Bernoldi docet: “Se non rallenti non ti passa nessuno”, su f1web.it. URL consultato il 6 gennaio 2012.
  3. ^ Nigel Mansell (ed), 2001 Formula One Annual, European Press Ltd (2001)

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