Entelodontidae

genere di Animalia
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Entelodontidae
Knight entelodont.jpg
Ricostruzione di Entelodon
Stato di conservazione
Fossile
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Animalia
Phylum Chordata
Classe Mammalia
Ordine Artiodactyla
Famiglia Entelodontidae
Genere

Gli entelodontidi (Entelodontidae) sono un gruppo estinto di mammiferi; nonostante inizialmente collegati ai Suidi, studi più recenti hanno evidenziato che questi animali sono in realtà imparentati coi moderni ippopotamo e balene in maniera più diretta rispetto ai maiali. [1]Erano abbastanza comuni in Asia e Nord America tra i 45 ed i 25 milioni di anni fa.

Raggiungevano i 2,1 m di altezza al garrese e le dimensioni di un rinoceronte, ma il loro cervello aveva le dimensioni di una palla da golf. Si nutrivano di carogne e vegetali ed avevano probabilmente uno stile di vita molto simile a quello dell'odierno cinghiale.

I crani fossili di questi animali presentano molto spesso buchi o fratture profonde, dovute al fatto che durante le lotte questi animali potevano stringere la testa del rivale nella propria bocca, causando profonde ferite. Per questo, il loro cranio era dotato di creste ossee rimili a quelle dell'odierno facocero, che proteggevano i punti delicati della testa.

Probabilmente gli Entelodontidi seguivano i grandi branchi di animali preistorici, aspettando che qualche animale morisse o si trovasse isolato per finirlo e cibarsene, non tralasciando nemmeno le ossa, che erano in grado di rompere con i denti fortissimi.

BibliografiaModifica

  • S. G. Lucas, R. J. Emry, and S. E. Foss. 1998. Taxonomy and distribution of Daeodon, an Oligocene-Miocene entelodont (Mammalia: Artiodactyla) from North America. Proceedings of the Biological Society of Washington 111(2):425-435

NoteModifica

  1. ^ Michelle Spaulding, Maureen A. O'Leary e John Gatesy, Relationships of Cetacea (Artiodactyla) Among Mammals: Increased Taxon Sampling Alters Interpretations of Key Fossils and Character Evolution, in PLoS ONE, vol. 4, nº 9, 23 settembre 2009, DOI:10.1371/journal.pone.0007062. URL consultato il 27 marzo 2020.

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