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BiografiaModifica

Scoperto da Alfonso Bettini[1] e lanciato da Vincenzo Micocci, il suo primo 45 giri viene pubblicato dalla IT nel 1976, con distribuzione RCA Italiana e la produzione artistica di Marco Luberti e Alfonso Bettini, produttori anche di Riccardo Cocciante, ed è Fosse vero, un brano scritto assieme a Pasquale Panella, autore, anche in seguito, di tutti i testi di Carella; l'anno successivo pubblica il suo primo album Vocazione, da cui viene tratto un secondo 45 giri, Malamore, canzone che riscuote un certo successo radiofonico.

Partecipa al Festival di Sanremo 1979, classificandosi secondo con il brano Barbara. Sempre nel 1979 esce anche il secondo album dal titolo Barbara e altri Carella. Il disco ricevette anche un premio per la grafica di copertina, composta da foto scattate nei pressi del Velodromo dell'EUR. I brani inseriti sui lati B di Barbara e Fosse vero, ossia Veleno e Si rivede ragazza non sono stati riproposti in alcun LP della produzione dell'artista.

Finita la collaborazione con Marco Luberti e con la ritmica da lui scelta (Maurizio Guarini alle tastiere, Carlo Pennisi alla chitarra, Fabio Pignatelli al basso e Agostino Marangolo alla batteria) il terzo 33 giri, Sfinge, sancisce il canonico passaggio alla RCA Italiana, ed è arrangiato da Elio D'Anna, flautista degli Osanna. Dopo questo disco Carella abbandona per qualche anno l'attività discografica; tornerà ad incidere solo nel 1992 con l'album Carella de Carellis, che presenta brani inediti sulla facciata A e pezzi di successo, provenienti dalle produzioni precedenti ma con missaggi differenti, sul lato B.

Segue tre anni dopo Se non cantassi sarei nessuno: l'Odissea di Carella e Panella (1995), concept album nel quale viene raffigurato in chiave moderna il percorso di Ulisse, anche il titolo si basa su giochi di parole in chiave omerica ("sarei nessuno", come il "Nessuno" letterario); molto note anche La pappa del cuore, L'occhio nero e Aspetta e S.p.A. (1992). Il disco contiene anche due brani, La miseria e Partire precedentemente editi in un cd singolo del 1993. Il brano Partire fu sigla del programma televisivo di Telemontecarlo Appunti disordinati di viaggio; la veste grafica è composta da un ritocco dove il volto di Carella viene sovrapposto al Violinista verde di Marc Chagall.

Nel 2007 è tornato con Ahoh Ye Nànà preceduto dal singolo Oggi non è domani. Anche per questo disco, che comprende 11 nuovi brani, la firma dei testi è affidata a Pasquale Panella. Ahoh Ye Nànà è un album che spazia dal cantautorato a influenze black e latine.

Il 18 agosto 2011 viene arrestato per produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti: processato per direttissima, è stato rilasciato la mattina seguente perché incensurato[2].

Il 21 febbraio 2017 muore per un arresto cardiaco all'età di 65 anni, dopo aver passato qualche mese in terapia intensiva in condizioni comatose a seguito di una crisi respiratoria aggravata da già precarie condizioni cardiache[3].

Il 14 giugno 2019 gli album Barbara e altri Carella e Sfinge sono stati resi disponibili dalla Sony all'ascolto e al download digitale nelle varie piattaforme di streaming. Fino ad allora i primi album completi dell'artista non erano mai stati pubblicati ufficialmente in nessun formato digitale.

DiscografiaModifica

Album in studioModifica

RaccolteModifica

SingoliModifica

AltroModifica

Canta una parte di testo in Aida '93, una nuova versione della celebre canzone di Rino Gaetano, cantata dai cantautori partecipanti all'iniziativa Tour in Città.

Cover

NoteModifica

  1. ^ Michele, enzocarellaintervistamf2, su www.maggiesfarm.it. URL consultato il 22 febbraio 2017.
  2. ^ Coltivava marijuana in casa, arrestato il cantante Enzo Carella, in Repubblica.it, 18 agosto 2011. URL consultato il 18 agosto 2011.
  3. ^ È morto Enzo Carella, in Rockit.it. URL consultato il 22 febbraio 2017.

BibliografiaModifica

  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Il dizionario della canzone italiana, editore Armando Curcio (1990); alla voce Carella Enzo, di Lalla Cantore, pag. 294

Collegamenti esterniModifica