Eormenred del Kent

Eormenred del Kent (... – prima del 664) è stato un membro della famiglia reale del regno anglosassone del Kent, nel sud-est dell'Inghilterra, e, secondo alcuni testi, è anche riuscito a salire al trono. Non ci sono prove dell'esistenza di Eormenred che derivino da cronache a lui contemporanee, bensì egli è citato solamente in agiografie successive. Oggi gli storici ritengono comunque possibile il fatto che sia veramente esistito[1].

BiografiaModifica

Stando a quanto scritto nella Kentish Royal Legend (letteralmente: Leggenda reale del Kent), una raccolta di testi medievali databili all'undicesimo secolo che descrive diversi membri della famiglia reale del Kent del settimo e dell'ottavo secolo, Eormenred era uno dei figli di Eadbald, che regnò sul Kent dal 616 al 640,[1] e della sua seconda moglie, Emma, che probabilmente era una principessa franca (il nome di "Eormenred", così come quello di "Eorcenberht", suo fratello, ha origine franca).[1] Prima della morte di suo padre, Eormenred sposò Oslava ed ebbe almeno quattro figli, forse cinque: due maschi, Etelberto ed Etelredo, e due femmine, Domne Eafe ed Ermengida. Ci sono dubbi sull'esistenza di una terza figlia, Ermenburga, potrebbe essere una persona a sé stante o la stessa Domne Eafe.[2][3]

A seguito della morte del padre, Eorcenberht salì al trono diventando re del Kent. La descrizione data di alcuni testi di Eormenred come re può indicare che egli regnò congiuntamente al fratello o che, invece, egli ebbe una posizione subordinata che gli garantiva comunque il titolo di "re". Tutti i testi che ne parlano sono comunque concordi nel fatto che Eormenred sia morto prima del fratello e che abbia lasciato i suoi due figli maschi alle cure del fratello. Sempre secondo la Kentish Royal Legend, tuttavia, alla morte di Eorcenberht, il figlio di questi, Egberto, diventato il nuovo re, fece assassinare i suoi cugini Etelredo ed Etelberto e pagò poi un guidrigildo alla loro sorella, Domne Eafe, onde evitare lo scatenarsi di una faida famigliare. Con questo riscatto, Domne Eafe, poi conosciuta come Santa Ermenburga, poté costruire, attorno al 670,[4] il doppio monastero benedettino di Minster-in-Thanet mentre i due fanciulli assassinati furono venerati come santi martiri presso l'abbazia di Ramsey. Da notare come questa parte della leggenda potrebbe nella realtà riflettere la lotta dinastica che portò alla fine al trionfo della stirpe di Eorcenberht.[2]

Albero genealogicoModifica

L'albero genealogico di questa parte della famiglia reale del Kent nel sesto e settimo secolo è derivato dalle vecchie cronache latine e anglosassoni. Il regno di Etelberto I dovrebbe essere iniziato attorno al 560, Eadbald divenne re nel 616 e regnò fino alla sua morte, nel 640, quando gli succedette suo figlio Eorcenberht (che, come detto, secondo alcuni regnò assieme a Eormenred). Egberto salì sul trono nel 664 e morì nel 673 quando sul trono del Kent salì suo fratello Hlothhere, che regnò fino al 685. Il figlio di Egberto, Eadric, regnò dal 685 al 686 (forse anche insieme a suo zio Hlothhere).[2]

Santo
Etelberto I
re del Kent
Santa
Bertha
Edvino
re di Northumbria
Santa Etelburga
di Liminge
Eadbaldo
re del Kent
Emma
Santa Sexburga
di Ely
Eorcenberht
re del Kent
Santa Eanswida
di Folkestone
Eormenred
? re del Kent
Oslafa
Egberto
re del Kent
Hlothhere
re del Kent
Merewalh
re del Magonsete
Domne Eafe
Santo Etelredo
Santo Etelberto
Eormenburg
Eormengyth
Eadric
re del Kent
Merefin
Santa Mildred
Santa Mildburga di Wenlock
Santa Mildgita

NoteModifica

  1. ^ a b c S. E. Kelly, Eadbald, in Oxford Dictionary of National Biography, Oxford University Press.
  2. ^ a b c D. W. Rollason, The Mildrith Legend: a study in early medieval hagiography in England, in Studies in Early History of Britain, Leicester University Press, 1982, pp. 15-16.
  3. ^ Mary Dockray-Miller, Motherhood and mothering in Anglo-Saxon England, St. Martin's Press, 2000, pp. 19, ISBN 978-0312227210.
  4. ^ Minster Abbey - Early Foundation, The Bendictine Nuns of St Mildred's Priory. URL consultato il 2 maggio 2017.

Collegamenti esterniModifica