Epimeteo (mitologia)

titano della mitologia greca, fratello di Prometeo
Epimeteo
Pandora's gift to Epimetheus.jpg
Pandora offre il vaso ad Epimeteo
Nome orig.Ἐπιμηθεύς
SpecieTitano
SessoMaschio

Epimeteo (in greco antico: Ἐπιμηθεύς, Epimetheús, «colui che riflette in ritardo») è un personaggio della mitologia greca ed è un Titano.

Epimeteo rappresenta l'opposto del fratello Prometeo in quanto il primo corrisponde all'essere avventati di fronte all'agire mentre il secondo il buonsenso di riflettere prima di decidere.

GenealogiaModifica

Figlio del titano Giapeto[1][2] ebbe per madre l'oceanina Climene[2] oppure l'oceanina Asia[1]. Sposò Pandora[3] che lo rese padre di Pirra[3].

Secondo altre fonti è anche il padre di Prophasis[4] ed Epira[5] (una ninfa oceanina ritenuta eponima dell'antico Epiro[6]).

MitologiaModifica

Pur essendo un Titano, durante la Titanomachia si fece convincere dal fratello Prometeo e si schierò alla parte di Zeus. Dopo la vittoria ricevette da Atena e dagli altri dei un numero limitato di "buone qualità" da distribuire saggiamente fra tutti gli esseri viventi e così incominciò a distribuire le qualità agli animali dimenticandosi degli uomini.

Zeus ordinò a Efesto di realizzare una donna bellissima, la prima del genere umano, Pandora, alla quale gli dei del vento infusero lo spirito vitale e tutte le dee dell'Olimpo la dotarono di doni meravigliosi. Si racconta che Zeus la inviò da Epimeteo affinché punisse la razza umana, alla quale Prometeo aveva dato il fuoco divino. Epimeteo, avvertito dal fratello di non accettare regali da Zeus, la rifiutò. Zeus, più indignato che mai per l'affronto subìto prima dall'uno poi dall'altro fratello, decise di punire ferocemente il Titano e tutti gli uomini che egli difendeva. Il padre degli dei fece incatenare Prometeo, nudo, con lacci di acciaio nella zona più alta e più esposta alle intemperie del Caucaso col corpo impalato da una colonna. Inviò poi un'aquila perché gli squarciasse il petto e gli dilaniasse il fegato, che gli ricresceva durante la notte, giurando di non staccare mai Prometeo dalla roccia. Epimeteo, dispiaciuto per la sorte del fratello, si rassegnò a sposare Pandora, ma essa si rivelò tanto bella quanto stolta, perché sventatamente e per pura curiosità aprì un vaso che Epimeteo teneva gelosamente custodito, nel quale Prometeo aveva chiuso tutti i mali che potessero tormentare l'uomo: la fatica, la malattia, la vecchiaia, la pazzia, la passione e la morte. Essi uscirono e immediatamente si sparsero tra gli uomini; solo la speranza, rimasta nel vaso tardivamente richiuso, da quel giorno sostenne gli uomini anche nei momenti di maggior scoraggiamento.

Secondo alcune versioni del mito sarebbe stato proprio Epimeteo ad aprire il celebre vaso che conteneva tutti i mali, anche se, secondo Esiodo, sarebbe stata la stessa Pandora.

Nella cultura modernaModifica

Carl Spitteler scrisse nel 1881 "Prometheus und Epimetheus", poema in "prosa aulicamente arcaicizzante", in cui esalta il "titanismo etico" (Treccani).

Carl Schmitt, nel suo Ex captivitate salus parla di sé come di un Epimeteo cristiano[7].

Ivan Illich ha dedicato un capitolo di Descolarizzare la società al «Ritorno dell'uomo epimeteico».

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) Apollodoro, Biblioteca I, 2.3, su theoi.com. URL consultato il 10 giugno 2020.
  2. ^ a b (EN) Esiodo, Teogonia 507, su theoi.com. URL consultato il 10 maggio 2020.
  3. ^ a b (EN) Apollodoro, Biblioteca I, 7.2, su theoi.com. URL consultato il 10 giugno 2020.
  4. ^ Pindaro, Pitiche V, 28.
  5. ^ (EN) Epimetheus, su theoi.com. URL consultato il 10 giugno 2020.
  6. ^ (EN) Ephyra, su theoi.com. URL consultato il 10 giugno 2020.
  7. ^ Indagini su Epimeteo tra Ivan Illich, Konrad Weiss e Carl Schmitt (PDF), Il Covile, 2008. URL consultato il 23 febbraio 2013.

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