Equipollenza (cattolicesimo)

nella Chiesa cattolica, approvazione di un culto spontaneo esistente da tempo, senza indagini specifiche e senza attendere il verificarsi di un miracolo, da parte del papa

L'equipollenza, applicata ai casi di beatificazione e canonizzazione, è una procedura utilizzata dalla Chiesa cattolica, mediante la quale il papa approva, con un semplice decreto, un culto spontaneo esistente da tempo, senza indagini specifiche e senza attendere il verificarsi di un miracolo. Si distingue dalle beatificazioni e canonizzazioni formali, per le quali la Chiesa prevede un regolare processo e l'esistenza di un miracolo (per il beato), o di un secondo miracolo (per il santo).[1][2]

Questa procedura è stata seguita ad esempio da Pio IX, nel 1868, per Guala de Roniis, vescovo bresciano; e da papa Pio VII, nel 1823, per Giovanna da Bagno di Romagna, religiosa italiana della congregazione camaldolese. Anche i papi Benedetto XVI e Francesco hanno proceduto a canonizzazioni e beatificazioni equipollenti: il primo, proclamando santa la beata Ildegarda di Bingen, il 10 maggio 2012; il secondo, proclamando sante la beata Angela da Foligno[3], il 9 ottobre 2013 e la beata Margherita da Città di Castello[4], il 24 aprile 2021.

NoteModifica

  1. ^ Enciclopedia Treccani
  2. ^ Da Focus.it
  3. ^ Congregazione delle Cause dei Santi
  4. ^ Santa Margherita da Città di Castello, su cittadicastello.chiesacattolica.it. URL consultato il 7 maggio 2021.

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