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Equipollenza (cattolicesimo)

nella Chiesa cattolica, approvazione di un culto spontaneo esistente da tempo, senza indagini specifiche e senza attendere il verificarsi di un miracolo, da parte del papa

L'equipollenza, applicata ai casi di beatificazione e canonizzazione, è una procedura utilizzata dalla Chiesa cattolica, mediante la quale il papa approva, con un semplice decreto, un culto spontaneo esistente da tempo, senza indagini specifiche e senza attendere il verificarsi di un miracolo. Si distingue dalle beatificazioni e canonizzazioni formali, per le quali la Chiesa prevede un regolare processo e l'esistenza di un miracolo (per il beato), o di un secondo miracolo (per il santo).[1][2]

Questa procedura è stata seguita ad esempio da Pio IX nel 1868 per il vescovo bresciano Guala de Roniis, e da papa Pio VII nel 1823 per Giovanna da Bagno di Romagna, religiosa italiana della congregazione camaldolese. Anche papa Francesco ha proceduto a canonizzazioni e beatificazioni equipollenti, la prima delle quali nel 2013 proclamando santa la beata Angela da Foligno.[3]

NoteModifica

Voci correlateModifica

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