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Equites cataphractarii
028 Conrad Cichorius, Die Reliefs der Traianssäule, Tafel XXVIII (Ausschnitt 01).jpg
Catafratti tra i sarmati Roxolani che combatterono contro Traiano durante la conquista della Dacia degli anni 101-106.
Descrizione generale
AttivaAdriano - 476
NazioneImpero romano
Tipocavalleria "pesante" romana
Guarnigione/QGCastrum
DecorazioniDona militaria
Simboli
Senatus popolusque romanus e
l'Aquila legionaria
Vexilloid of the Roman Empire.svg
Voci su unità militari presenti su Wikipedia

Gli equites cataphractarii o equites clibanarii erano corpi di cavalleria "pesante" romana, che entrarono a far parte della cavalleria specialmente in epoca tardo-romana per contrastare le cavallerie di Parti prima, Sasanidi poi, oltre ai Sarmati. Furono gli unici cavalieri che non facevano parte di una particolare squadra di esploratori, ma erano un corpo ben distinto di cavalleria (può essere considerato il primo esistente del genere). I catafratti di epoca romana erano armati con una lancia a due punte (contus) e una spada leggermente più lunga del gladio in dotazione ai legionari (la spatha). Avevano un elmo con pennacchio e con apertura a visiera. La loro corazza proteggeva anche braccia e gambe (si trattava di una evoluzione della lorica squamata).

Indice

StoriaModifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Cavalleria (storia romana).

Alto Impero romano (117-284)Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Alto Impero romano.

Le prime unità di catafratti introdotte nell'esercito romano, furono create da Adriano.[1] Si trattava ad esempio dell'Ala I Gallorum et Pannoniorum catafractaria, formata da Sarmati Roxolani,[2] i quali erano stati sistemati in Gallia e Pannonia dopo le guerre condotte contro di loro nel periodo 107-118.[3] Oltre a questa unità, sempre nel II secolo, vale la pena ricordare anche l'Ala I Ulpia contariorum, di stanza nella vicina Pannonia inferiore e l'Ala I Gallorum et Pannoniorum cataphractaria, di stanza in Mesia inferiore,[4] Britannia (sotto Adriano[1]) e poi in Dacia sotto Antonino Pio.[5][6]

«Iulio Iuliano viro egregio ducenario praefecto legionis I Parthicae Philippianae duci devotissimo Trebicius Gaudinus praefectus alae novae firmae milliariae catafractariae Philippianae, praeposito optimo.»

(Arabia, Bostra, CIL III, 99 (p 969).)

Tardo Impero romano (284-476)Modifica

 Lo stesso argomento in dettaglio: Tardo Impero romano.

E se si ricordano solo poche unità di Cataphractarii nell'esercito del Principato (fino al 284), furono invece assai più numerose quelle nel tardo Impero romano, soprattutto in Oriente. Se ne registrano ben 19 unità secondo la Notitia Dignitatum, una delle quali era una schola, reggimento di guardie a cavallo imperiale. Tutte queste unità, tranne due, appartenne al Comitatus, con una minoranza tra i Comitatensi palatini, mentre ci fu solo un'unità militare di arcieri catafratti. Così li descrive Ammiano Marcellino nel loro ingresso a Roma durante la visita di Costanzo:

«Marciava dall'una e dall'altra parte una doppia schiera di soldati rivestiti di lucide corazze, con scudi ed elmi adorni di creste risplendenti di luce corrusca. Venivano in ordine sparso i corazzieri a cavallo, chiamati di solito "clibanari", i quali erano forniti di visiere e rivestiti di piastre sul torace. Fasce di ferro avvolgevano le loro membra tanto che si sarebbero creduti statue scolpite da Prassitele, non uomini. Erano coperti da sottili lamine di ferro disposte per tutte le membra ed adatte ai movimenti del corpo, di modo che qualsiasi movimento fossero costretti a compiere, la corazzatura si piegasse per effetto delle giunture ben connesse.»

(Ammiano Marcellino, Rerum gestarum libri, XVI, 10, 8)
Reggimenti cataphractarii nel tardo Impero romano[7]
Forze militari Quartier generale Nome dell'unità (* = élite palatini grado) N. delle unità N. degli effettivi**
Bisanzio Schola scutariorum clibanariorum*[8] 1 500
COMITATUS PRAESENTALIS I[9] Nicea Comites clibanarii*
Equites cataphractarii Biturigenses
Equites I clibanarii Parthi
3 1 500
COMITATUS PRAESENTALIS II[10] Adrianopoli Equites Persae clibanarii*
Equites cataphractarii
Equites cataphractarii Ambianenses
Equites II clibanarii Parthi
4 2 000
COMITATUS ORIENTIS[11] Antiochia Comites cataphractarii Bucellarii iuniores
Equites promoti clibanarii
Equites IV clibanarii Parthi
Cuneus equitum II clibanariorum Palmirenorum
4 1 750
COMITATUS THRACIAE[12] Marcianopoli Equites cataphractarii Albigenses 1 500
LIMES THEBAIDOS[13] Thebes Ala I Iovia cataphractaria 1 250
LIMES SCYTHAE[14] Cuneus equitum cataphractariorum 1 250
TOTALE ORIENTE 15 6 750
COMITATUS PRAESENTALIS[15] Milano Comites Alani*
Equites sagitarii clibanarii
2 1 000
COMITATUS AFRICAE[15] Cartagine Equites clibanarii 1 500
COMITATUS BRITANNIARUM[16] Londra Equites cataphractarii iuniores 1 500
TOTALE OCCIDENTE 4 2 000

** Ipotizzando 500 armati effettivi in un'unità del comitatus, e 250 per i limitanei

NoteModifica

  1. ^ a b CIL XI, 5632.
  2. ^ I Roxolani fecero la loro apparizione per la prima volta, lungo i confini imperiali della Mesia inferiore nel 69, come ci racconta Tacito (Historiae, I, 79; Annales, VI, 34).
  3. ^ AE 1980, 760.
  4. ^ Inscr. Bulgarien 52;II FDR 110.
  5. ^ AE 1977, 3.
  6. ^ Goldsworthy (2000), p.140; Holder (2003), pp.133-135.
  7. ^ Notitia Dignitatum.
  8. ^ Notitia Oriens.XI.
  9. ^ Notitia Oriens.V.
  10. ^ Notitia Oriens.VI.
  11. ^ Notitia Oriens.VII.
  12. ^ Notitia Oriens.VIII.
  13. ^ Notitia Oriens.XXXI.
  14. ^ Notitia Oriens.XXXIX.
  15. ^ a b Notitia Occidens.VI.
  16. ^ Notitia Occidens VI.

BibliografiaModifica

Fonti primarie
Fonti secondarie
  • P. Connolly, Greece and Rome at war, Londra 1998. ISBN 1-85367-303-X
  • A.K. Goldsworthy, The Roman Army at War, 100 BC-AD 200, Oxford - N.Y 1998.
  • A.K. Goldsworthy, Roman Warfare, 2000.
  • A.K. Goldsworthy, Complete Roman Army, 2003.
  • A.K. Goldsworthy, Storia completa dell'esercito romano, Modena 2007. ISBN 978-88-7940-306-1
  • P. Holder, Auxiliary Deployment in the Reign of Hadrian, 2003.
  • Y.Le Bohec, L'esercito romano da Augusto alla fine del III secolo, Roma 1992, VII ristampa 2008.
  • Y. Le Bohec, Armi e guerrieri di Roma antica. Da Diocleziano alla caduta dell'impero, Roma 2008. ISBN 978-88-430-4677-5
  • A. Milan, Le forze armate nella storia di Roma Antica, Roma 1993.
  • G. Webster, The Roman Imperial Army, Londra - Oklahoma 1998.