Era fascista

numerazione calendariale degli anni in uso in Italia durante il fascismo
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L'Era fascista era un computo degli anni basato sulla presa del potere da parte della dittatura fascista. Come epoca, cioè il capodanno dell'anno I, fu stabilito il giorno 29 ottobre 1922, giorno successivo alla marcia su Roma. Rimase in vigore tra il 1927 e il 1945.[1]

L'iscrizione con l'indicazione dell'era fascista tuttora presente sulla facciata del Palazzo delle Poste di Napoli

StoriaModifica

Mussolini, secondo un uso diffuso tra i fascisti, già dal 1923 utilizzò l'indicazione «anno primo dell'era fascista» nelle date.[2]

L'introduzione ufficiale fu però stabilita da una circolare del 25 dicembre 1926 emanata dal capo del Governo su richiesta del 26 novembre 1926 di Pietro Fedele, ministro della pubblica istruzione.[2][3]

«Desidero che in tutti gli atti ufficiali dell'Amministrazione dello Stato alla data del calendario civile venga aggiunto sempre quella dell'annuale assunzione al Potere del Governo Fascista. Prego le LL.SS. di voler disporre subito in conformità, dandomene assicurazione. Il capo del Governo. Firmato Mussolini.[4]»

La circolare di Mussolini fu trasmessa al personale già negli ultimi giorni di dicembre.[4][5] L'anno era considerato a partire dal 29 ottobre di ogni anno (giorno successivo alla marcia su Roma)[6][7] per terminare il 28 ottobre dell'anno successivo.

La rapida adozione del sistema di datazione, reso obbligatorio anche per gli atti notarili, è testimoniata da una barzelletta relativa al gioco di parole tra «era fascista» e «sarà fascista» pubblicata nel luglio 1927.[8]

Sui periodici si ebbero date diverse di applicazione: ad esempio dal 15 gennaio 1927 su Il Messaggero[9] e su La Stampa[10] e dal 6 novembre su La Domenica del Corriere.[11] Dal 1929 con l'inserimento dell'era fascista nello Statuto del Partito Nazionale Fascista, l'utilizzo fu esteso a tutte le datazioni.[1]

Il sistema di datazione fu interrotto dal 26 luglio 1943 con la caduta del fascismo; fu ripreso dalla Repubblica Sociale Italiana tra il 15 settembre 1943 e il 28 aprile 1945.[1]

Tabella di corrispondenzaModifica

 
Indicazione dell'anno XIX dell'era fascista sull'arco costruito tra San Rocco all'Augusteo e San Girolamo dei Croati in Piazza Augusto Imperatore a Roma
 
Replica in bronzo dell'Augusto di Prima Porta con la dicitura anno xi a fascibvs renovatis sul piedistallo

Negli atti il numero dell'anno era indicato tramite un numero romano posto dopo l'anno civile. Trattandosi di una decisione retroattiva, l'indicazione dell'anno fu utilizzata solo dal 1927 (anno V).

Anno
dell'era fascista
Corrispondente anno
Dal 29 ottobre Al 28 ottobre
I 1922 1923
II 1923 1924
III 1924 1925
IV 1925 1926
V 1926 1927
VI 1927 1928
VII 1928 1929
VIII 1929 1930
IX 1930 1931
X 1931 1932
XI 1932 1933
XII 1933 1934
XIII 1934 1935
XIV 1935 1936
XV 1936 1937
XVI 1937 1938
XVII 1938 1939
XVIII 1939 1940
XIX 1940 1941
XX 1941 1942
XXI 1942 1943
XXII 1943 1944
XXIII 1944 1945

Nelle iscrizioni le date erano in forma abbreviata e non sempre contenevano l'anno gregoriano; ad esempio, l'anno diciannovesimo poteva essere scritto come Anno XIX, A. XIX oppure A. XIX E.F..

Anche nei riferimenti in latino si trovano forme diverse per indicare l'anno dalla presa del potere:

  • a fascibus restitutis — come nell'iscrizione posta sul lato occidentale dell'Arco dei Fileni;[12]
  • a renovatis fascibus — come appare in una pergamena del 1940 murata nella prima pietra del primo edificio dell'Esposizione Universale 1942[13] o nella versione a fascibus renovatis come appare sul piedistallo di repliche in bronzo di statue di imperatori lungo Via dei Fori Imperiali;
  • a resumptis fascibus — nella data posta su alcune pubblicazioni.[14]

NoteModifica

  1. ^ a b c Cappelli.
  2. ^ a b E. Gentile, Il culto del littorio. La sacralizzazione della politica nell'Italia fascista, 1998, p. 100.
  3. ^ A. Mazzacane (a cura di), I linguaggi delle istituzioni, Napoli, CUEN, 2001, p. 185, SBN IT\ICCU\IST\0038663.
  4. ^ a b Ministero delle Finanze, Indicazione dell'annuale fascista negli atti ufficiali (n. 17971, 27 dic. 1926), in Bollettino ufficiale della direzione generale delle privative, 1926, p. 1245.
  5. ^ Ministero delle Finanze, Circolare n. 64, in data 28 dicembre 1926, dell'Ufficio Centrale del Personale, in Bollettino ufficiale del personale, 1927, p. 16.
  6. ^ Indicazione dell'annuale fascista negli atti ufficiali (n. 14909, 29 ott. 1927), 1927, p. 917.
  7. ^ Articolo 6 in Approvazione dello statuto del Partito Nazionale Fascista, in Gazzetta Ufficiale, 21 dicembre 1929.
  8. ^ Cartoline del pubblico (JPG), in Domenica del Corriere, n. 28, 10 luglio 1927, p. 15.
  9. ^ Intestazione, in Il Messaggero, 15 gennaio 1927, p. 1.
  10. ^ Intestazione, in La Stampa, 15 gennaio 1927, p. 1.
  11. ^ Copertina (JPG), in Domenica del Corriere, 6 novembre 1927, p. 1.
  12. ^ (EN) Samuel Agbamu, The Arco dei Fileni: A fascist reading of Sallust’s Bellum Iugurthinum, in Classical Receptions Journal, 2019, p. 164.
  13. ^ G. Tian, L'Esposizione Universale del 1942 a Roma, in Il monitore tecnico, giugno 1940, p. 123.
  14. ^ Si veda ad esempio il frontespizio di G.C. Bascapè (a cura di), Antichi diplomi degli arcivescovi di Milano e cenni di diplomatica episcopale, in Fontes Ambrosiani, Firenze, Olschki, 1937.

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica