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Eraclio di Edessa (latino: Heraclius; ... – Arcadiopoli, 474) è stato un generale dell'Impero Romano d'Oriente, che partecipò alla disastrosa operazione contro il Regno dei Vandali del 468.

BiografiaModifica

Nativo di Edessa, era figlio di Floro. Le fonti lo descrivono frettoloso e impetuoso, mancante di previdenza e prudenza.

Prima del 468 ricopriva probabilmente la carica di comes rei militaris per l'Oriente; fu inviato con delle truppe a sostenere i Lazi contro i Sasanidi e gli Iberici, ma i suoi alleati non riuscirono a rifornire adeguatamente le sue truppe ed Eraclio fu costretto a ritirarsi.

Nel 468 fu inviato da Costantinopoli in Egitto, dove raccolse truppe per la imponente operazione contro i Vandali in Africa; accompagnato da Marso, sbarcò in Tripolitania, dove sconfisse le truppe vandale, proseguendo poi via terra fino a Cartagine. L'operazione, però, non ebbe successo, in quanto la flotta del comandante in capo dell'operazione, Basilisco, fu distrutta dai Vandali, ed Eraclio fu costretto a ritornare a Costantinopoli.

Nel 471 aiutò l'imperatore Leone I a sbarazzarsi dell'ingombrante magister militum di origine barbara Aspar.

Nel 474, durante il regno di Zenone, aveva raggiunto il rango di magister militum per Thracias; in tale qualità affrontò i Goti di Teodorico Strabone, ma fu catturato in Tracia, per poi essere liberato quando l'imperatore pagò un riscatto. Zenone lo inviò a casa, ma lungo la strada, ad Arcadiopoli, fu assassinato da alcuni soldati per delle crudeltà che aveva commesso durante il suo mandato (un'altra versione lo vuole ucciso da Strabone nel Chersoneso).

BibliografiaModifica

Fonti primarie
Fonti secondarie
  • (EN) Gerard Friell, Stephen Williams, The Rome That Did Not Fall, Routledge, dicembre 1998, p. 179, ISBN 0-415-15403-0.
  • «Heraclius 4», PLRE I, pp. 541-542.