Eric Gordon

cestista statunitense
Eric Gordon jr.
Eric Gordon Hornets.jpg
Gordon in azione con la maglia dei New Orleans Hornets
Nazionalità Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 193 cm
Peso 97 kg
Pallacanestro Basketball pictogram.svg
Ruolo Guardia/Ala piccola
Squadra Houston Rockets
Carriera
Giovanili
North Central High School
2007-2008Indiana Hoosiers
Squadre di club
2008-2011L.A. Clippers196 (3.544)
2011-2013N.O. Hornets51 (898)
2013-2016N. Orleans Pelicans170 (2.492)
2016-Houston Rockets212 (3.563)
Nazionale
2010Stati Uniti Stati Uniti13 (112)
Palmarès
Gnome-emblem-web.svg Mondiali
Oro Turchia 2010
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 12 aprile 2019

Eric Ambrose Gordon jr. (Indianapolis, 25 dicembre 1988) è un cestista statunitense, di ruolo guardia professionista nella NBA con gli Houston Rockets.

Dopo avere frequentato l'Università dell'Indiana nel 2008 è entrato in NBA nelle file dei Los Angeles Clippers. Nel 2011 si è trasferito ai New Orleans Hornets, per poi passare agli Houston Rockets nel 2016 dove milita tutt'ora.

A Houston ha vinto il titolo di sesto uomo dell'anno e la gara del tiro da tre punti.

Con la nazionale statunitense ha vinto l'oro ai Mondiali 2010.

BiografiaModifica

Eric Gordon jr. è nato a Indianapolis nel 1988 da Eric sr. e Denise Gordon.[1] Ha origini bahamensi da parte di madre[1] oltre ad avere 2 fratelli minori di nome Evan ed Eron, nati rispettivamente nel 1991 e nel 1997.[2] Il primo ha anch'egli giocato a pallacanestro per gli Indiana Hoosiers,[3] il secondo invece a Seton Hall.[4]

Caratteristiche tecnicheModifica

Alto 193 cm per 97 kg,[2] è un giocatore offensivamente completo,[2] che gioca da guardia che ma può essere adattato nel ruolo di ala piccola.[2][5][6] Gordon è abile nell'andare a canestro e procurarsi falli,[2] oltre a essere un buon saltatore ed è un ottimo tiratore da fuori[2] (qualità che gli valse la vittoria della gara del tiro da 3 nel 2017).[7] In più è anche un buon difensore.[2]

CarrieraModifica

IniziModifica

 
Gordon all'High School

Frequentò la North Central High School della sua città natale (ovvero Indianapolis), e nel 2007 partecipò al McDonald's All-American Game e venne nominato Gatorade National Male Athlete of the Year.[2]

In questi anni non mancarono per lui offerte da parte di prestigiose università come Duke e Notre Dame che ebbero dei colloqui con lui per reclutarlo ma senza riuscire convincerlo a venire da loro.[8][9]

Al termine della sua positiva esperienza andò a frequentare l'università della stessa città, ovvero agli Indiana Hoosiers;[2] rimase agli Hoosiers per un anno, in cui guidò la Big Ten per media punti (20,9 a partita), fu quinto come percentuali ai tiri liberi (83,4%) e decimo in stoppate (1,3).[2][10] A livello di squadra, oltre a essere stato il migliore marcatore,[2][11] ruppe il record di punti totali segnati da un giocatore da un freshman (669 nel suo caso) appartenente a Michael Redd nel 1998, segnando 20 o più punti in 19 occasioni e segnando anche 3 trentelli.[2]

Il 5 aprile 2008, al Jewish Community Center di Baltimora, annuciò la sua candidatura al Draft NBA.[10][12] L'analista di ESPN Chad Ford lo inserì tra i giocatori della top 10 del Draft,[13][14] e non fu il solo.[15]

Arrivo in NBA: Los Angeles Clippers (2008-2011)Modifica

Stagione da rookie: 2008-2009Modifica

 
Gordon a rimbalzo con i Clippers contro Roy Hibbert degli Indiana Pacers

Il 27 giugno 2008 venne selezionato dai Los Angeles Clippers come settima scelta assoluta al Draft NBA.[16]

A livello di squadra la stagione fu pessima in quanto la squadra concluse al penultimo posto della Western Conference (con un record di 19 vittorie e 63 sconfitte), ma ottima a livello individuale: Gordon praticamente entrò subito nelle rotazioni, andando a disputare 78 partite, di cui ben 65 da titolare. In gennaio ricevette il premio di rookie of the month della Western Conference.[17] Concluse la stagione con una media di 16,1 punti, 2,8 assist, 2,6 rimbalzi e delle ottime percentuali al tiro: 45,6% dal campo, 38,9% da 3 e 85,4% ai tiri liberi.[18] Arrivò quinto nella graduatoria per il vincitore del rookie of the year, successivamente vinto da Derrick Rose.[19] Entrò comunque nell'All-Rookie Second Team.[20]

Stagione 2009-10Modifica

In questa stagione Gordon durante l'All-Star Weekend partecipò a due eventi: lo Sprite Slam Dunk Contest e la Rookie Challenge (in cui giocò tra i sophomores); nel primo dei due eventi perse contro DeMar Derozan,[21] mentre nel secondo giocò 20 minuti in uscita dalla panchina mettendo a referto 6 punti, con la sua squadra che perse 140-128.[22]

In questa stagione migliorò le sue statistiche mettendo a referto 16,9 punti a partita e 3 assist,[18] anche se diminuì il numero di partite giocate (62, di cui 60 da titolare)[18] a causa di vari infortuni patiti nel corso di tutta la stagione.[23] La squadra a fine anno terminò quart'ultima nella Western Conference con un record di 29-53.[24]

Stagione 2010-11Modifica

In questa stagione migliorò ulteriormente le proprie statistiche: arrivò a mettere a referto ben 22,3 punti a partita (ulteriore miglioramento rispetto agli altri 2 anni), 2,9 rimbalzi e 4,4 assist in 37,4 minuti a partita (queste ultime statistiche a oggi sono le migliori per Gordon per quanto riguarda la RS).[18] Ma, esattamente come nella stagione precedente, Gordon perse tante partite a causa di vari infortuni, tra cui uno causatogli dal centro dei Golden State Warriors, ovvero Andris Biedriņš che lo costrinse a saltare ben 18 partite (prima di quest'infortunio Gordon aveva una media di 24,1 punti a partita).[25] La gara venne comunque vinta dai Clippers per 113-109.[25] In totale le partite giocate da Gordon furono 56 (tutte da titolare) su 82 complessive, saltandone ben 26 per infortunio.[23] I Clippers invece a fine anno arrivarono una posizione più indietro rispetto alla stagione precedente (terz'ultimi nella Western Conference, anche per via di una partenza con molte sconfitte),[26] ma con un record leggermemte migliore di 32-50 (3 vittorie in più rispetto all'anno prima).[27]

New Orleans Hornets/Pelicans (2011-2016)Modifica

Stagione 2011-12Modifica

Il 15 dicembre 2011 venne ceduto dai Clippers insieme a Chris Kaman, Al-Farouq Aminu, due future seconde scelte al Draft e una prima scelta non protetta al Draft NBA 2012 (proveniente dai Minnesota Timberwolves) ai New Orleans Hornets, nella trade che portò Chris Paul a fare il percorso inverso.[28][29]

Nonostante nella stagione precedente Marco Belinelli avesse giocato molto bene nel quintetto base degli Hornets, Gordon diventò subito il titolare della squadra, facendo sì che la guardia italiana andasse in panchina. Esordì con gli Hornets nella gara inaugurale, giocata in trasferta, contro i Phoenix Suns, vinta 85-84 in cui mise ha referto ben 20 punti, 3 assist e 4 rimbalzi, segnando anche il canestro della vittoria a 4,2 secondi dalla fine della gara.[30][31] Però in questa partita subì nuovamente un infortunio: a seguito di uno scontro con Grant Hill (piccolo particolare: anche Hill nel corso della sua carriera fu un giocatore injury-prone come Gordon) avvenuto nel terzo quarto, si fece nuovamente male al ginocchio e fu costretto a stare fuori per una settimana.[32][33] Tornò per la partita contro i Philadelphia 76ers in cui segnò 22 punti, ma dopo quella partita non giocò per un mese sempre per problemi fisici.[33] Tornò a disposizione soltanto per il finale[34] di stagione: il ritorno in campo avvenne il 5 aprile 2012 nella gara contro i Denver Nuggets, in cui segnò 15 punti contribuendo alla vittoria degli Hornets per 94-92.[35]

Alla fine della stagione disputò 9 partite (tutte da titolare) in cui tenne di media 20,6 punti, 3,4 assist, 2,8 rimbalzi e 1,4 palle rubate in 34,4 minuti a partita.[18]

Stagione 2012-13Modifica

In estate lui era restricted free agent: il 12 luglio 2012 accettò un'offerta da 58 milioni di dollari in 4 anni (con opzione per il giocatore per il quinto anno) dei Phoenix Suns.[36] Ma il 15 luglio, all'ultimo giorno di tempo, gli Hornets (nonostante Gordon avesse giocato solo 9 partite con loro per via dei problemi fisici) pareggiarono l'offerta, facendo sì che Gordon fosse un loro tesserato per altri quattro anni.[37] Gordon non prese bene la situazione in quanto lui voleva lasciare New Orleans.[38]

 
Gordon a New Orleans nel 2013 contro gli Washington Wizards

Dopo un'estate tormentata dalle voci di mercato, Gordon ebbe ancora una volta problemi al ginocchio per cui l'8 novembre 2012 andò a curarsi a Los Angeles.[39][40]

Rientrò in campo (dopo avere saltato le prime 29 gare stagionali)[41] anticipatamente rispetto a quanto previsto il 30 dicembre 2012 nella gara esterna contro gli Charlotte Bobcats vinta 98-95 dando il suo contributo con 24 punti, 7 assist e 2 palle rubate in 25 minuti partendo dalla panchina.[41] I dottori consigliarono agli Hornets di non far lavorare troppo il ginocchio di Gordon e di non fargli giocare più di 30 minuti.[23] Tornò nel quintetto base il 6 gennaio 2013 nella gara giocata in trasferta contro i Dallas Mavericks; in questa Gordon segnò il canestro della vittoria (ottenuta col punteggio di 99-96) all'overtime a 17,9 secondi dalla fine.[42][43] Ad aprile Gordon giocò il suo primo back-to-back contro i Sacramento Kings col via libera dei medici, segnando 23 punti[44] (saltò tutti i back-to-back precedenti proprio per evitare ulteriori problemi al ginocchio).[23][45] Il 7 del mese stesso ebbe anche uno screzio con il suo allenatore Monty Williams.[46] In stagione Gordon giocò 42 partite (quasi la metà del totale di 82), di cui 40 da titolare tenendo una media di 17 punti, 1,8 rimbalzi, 3,3 assist e 1,1 palle rubate a partita.[18]

Stagione 2013-14Modifica

Nella stagione 2013-2014 Gordon tenne il suo record di presenze (negli anni a New Orleans): lui giocò 64 partite, tutte da titolare.[18] Nonostante un calo nella media punti rispetto alla stagione precedente (15,4 contro il 17 della stagione precedente),[18] disputò partite di grande spessore come quella del 30 novembre 2013 contro i Philadelphia 76ers vinta dai Pelicans (in estate i New Orleans Hornets modificarono il proprio nome in New Orleans Pelicans) per 121-105 grazie a 26 punti (con un totale di 11/16 dal campo) e 7 assist di Gordon,[47] o anche quella esterna del 5 marzo 2014 contro i Los Angeles Lakers in cui aiutò la propria squadra a vincere 132-125 con 28 punti e 6 assist.[48] Quei 28 punti furono frutto di un 9/13 sui tiri dal campo, 4/5 da tre punti e 6/6 ai tiri liberi.[48] Con questi punti (uniti ai 28 di Anthony Davis, i 24 di Tyreke Evans e ai 19 di Brian Roberts) interruppe la striscia negativa della squadra di 8 sconfitte consecutive.[49]

Tuttavia la sua stagione terminò in anticipo: il 22 marzo 2014 nella gara esterna vinta contro Atlanta Hawks vinta 111-105 (in cui uscì dopo 7 minuti),[50] fu vittima di una tendinite al ginocchio sinistro che lo costrinse a chiudere la sua stagione con 14 gare d'anticipo (fino ad allora aveva perso saltato solamente 4 partite).[51]

 
Gordon mentre batte un tiro libero contro i Minnesota Timberwolves nel 2014

Stagione 2014-15Modifica

Nelle prime 12 partite della stagione tenne una media di 9,5 punti a partita. Nella 12esima di queste, giocata il 23 novembre 2014 contro gli Utah Jazz (gara esterna vinta 106-94),[52] subì un infortunio alla spalla sinistra che lo costrinse a stare fuori per 21 partite.[53] Rientrò, dopo un mese e mezzo di assenza per infortunio, nella gara interna giocata contro gli Washington Wizards, persa col punteggio di 92-85; in questa partita disputò 33 minuti, mettendo a referto 6 punti, 4 rimbalzi e 5 assist.[54] Tenne una media del 44,8% da 3 punti che, oltre a essere il career-high di Gordon, fu seconda come percentuale per l'anno solo a quella di Kyle Korver (che tenne complessivamente il 49,2% dall'arco).[18][55]

A fine stagione, nonostante una media punti molto più bassa rispetto agli anni passati (13,4 a partita, la peggiore della sua carriera a oggi), per la prima volta in carriera si qualificò per i play-off in quanto i Pelicans terminarono la stagione ottavi nella Western Conference. Tuttavia nei PO, nonostante Gordon avesse tenuto una media di 18,5 punti a partita,[18] la squadra venne eliminata nella serie contro i Golden State Warriors (futuri campioni NBA) per 4-0.[56]

Il 19 giugno 2015 esercitò la player option per rimanere ai Pelicans per un altro anno.[57]

Stagione 2015-16Modifica

Nella stagione 2015-16 i New Orleans Pelicans non riuscirono a ripetersi: tutto il quintetto base (Gordon compreso) e alcune riserve importanti subirono infatti degli infortuni. L'assenza di Anthony Davis unita anche a quelle (sempre per infortunio) di Tyreke Evans, Jrue Holiday e del sesto uomo Ryan Anderson, Norris Cole e Quincy Pondexter[58] condizionarono in negativo la squadra della Louisiana che al termine della stagione arrivò 12esima nella Western Conference.[59] Gordon giocò solo 45 partite ancora una volta per colpa degli infortuni: il 19 gennaio 2016 subì un infortunio che lo costringe a rimanere fuori fino al 27 febbraio 2016.[60][61] Il 6 marzo 2016 fu vittima di un altro infortunio che lo costrinse concludere anzitempo la stagione.[62]

Nonostante tutti questi acciacchi lui tenne comunque di media 15,2 punti, 2,7 assist e 2,2 rimbalzi in 32,9 minuti a partita.[18] A fine anno non rinnovò il suo contratto con la squadra.

Houston Rockets (2016-)Modifica

Stagione 2016-17Modifica

 
Gordon contro gli Washington Wizards

Il 10 luglio 2016 Gordon firmò da free agent con gli Houston Rockets dove raggiunse da Ryan Anderson, che anch'egli arrivò da free agent dai New Orleans Pelicans pochi giorni prima.[63]

Riuscì a ritagliarsi sin da subito un ruolo importante nelle rotazioni del coach dei razzi Mike D'Antoni nonostante nel suo ruolo giochi la stella della squadra James Harden. Lui fu il sesto uomo, e in alcuni casi è partito titolare a causa dell'infortunio del playamker titolare Patrick Beverley.[64] Con l'infortunio di Beverley Gordon diventa la guardia titolare della squadra, con lo spostamento di Harden nella posizione di playmaker.[65] Al ritorno di Patrick Beverley, Gordon tornò a essere il sesto uomo della squadra texana.[66]

Il 13 novembre 2016 nella partita interna persa per 106-100 contro i San Antonio Spurs segnò 27 punti.[67] Il 28 novembre 2016 segnò 26 punti (mettendo a segno 6 tiri da 3 punti) nella gara vinta per 130-114 in casa dei Portland Trail Blazers.[68] Mise a segno il suo career-high di tiri da 3 punti segnando 8 triple mettendo a referto in totale 26 punti.[69] Migliorò il suo record stagionale di punti segnandone 31 nella gara interna vinta 101-91 contro gli Washington Wizards.[70] Tra l'altro alla fine di quella partita ci fu un tweet di Chase Hughes sul fatto che Gordon segnò il doppio dei punti della panchina degli Wizards che segnò solo 13 punti, mentre Gordon partendo dalla panchina ne segnò poco più del doppio.[71]

Il 19 febbraio 2017 vinse la gara del tiro da 3 punti battendo allo spareggio Kyrie Irving.[7]

Gordon contribuì significativamente durante la stagione a far sì che i Rockets raggiunsero il record di triple (di squadra) superando i 1077 tiri da 3 segnati dai Golden State Warriors l'anno precedente.[72] Il 5 marzo 2017 Gordon, nella gara vinta in casa per 123-108 contro i Memphis Grizzlies, segnò 18 punti (tutti provenienti da 6 tiri da 3)[73] e batté il record di triple segnate da un giocatore proveniente dalla panchina (arrivando a 180 triple totali durante la stagione in quella gara); il seguente primato in precedenza apparteneva a Mirza Teletović che realizzò 179 triple partendo dalla panchina (181 totali considerando le poche gare in cui il bosniaco partì titolare e segnò da 3) durante la stagione precedente nella sua (unica) annata con i Phoenix Suns.[74][75] Questo record venne battuto l'anno successivo da Wayne Ellington.[76][77]

Tuttavia nei play-off tenne una media inferiore, rispetto alla stagione regolare, di 12,9 punti (contro i 16,2 della RS),[18] e i Rockets si fermarono (deludendo così le aspettative) alle semifinali contro i San Antonio Spurs.[78]

Comunque, per via delle ottime prestazioni offerte in stagione, ricevette il titolo di sesto uomo dell'anno, battendo Andre Iguodala e il compagno di squadra Lou Williams,[79] divenendo inoltre il primo giocatore nella storia della franchigia a ricevere il tale premio.[80]

Stagione 2017-18Modifica

In stagione disputò 69 partite, partendo più spesso da titolare nonostante nel pacchetto piccoli figurasse il neoarrivato Chris Paul oltre ad Harden.[18] Il 26 ottobre 2017 segnò 29 punti nella vittoria per 105-104 in trasferta contro i Philadelphia 76ers;[81] nella stessa gara segnò anche il tiro decisivo che diede la vittoria alla sua squadra.[81] In stagione confermò quanto di buono mostrato l'anno passato (18 i punti di media)[18] anche nei playoffs in cui i Rockets arrivarono alle finali di conference contro i Golden State Warriors in cui segnò 24 punti (oltre ad avere rubato un pallone decisivo nei minuti finali)[82] portando la squadra sul 3-2 nella serie.[82] Tuttavia gli Warriors rimontarono vincendo 4-3 la serie (e che vinsero poi la finale per 4-0 contro i Cavs diventando campioni NBA per la terza volta in 4 anni).[83]

A fine anno arrivò secondo nelle votazioni per il 6° uomo dell'anno, questa volta dietro a Lou Williams, oltre che davanti al sorprendete sophomore (rimasto undrafted un anno prima) Fred VanVleet.[84]

Stagione 2018-19Modifica

Dopo essere stato richiesto dai Minnesota Timberwolves in quanto Houston voleva Jimmy Butler in rotta con gli Wolves,[85][86][87] rimase ai Rockets in quanto Butler andò ai Philadelphia 76ers. In stagione venne utilizzato anche da ala piccola.[5][6] Il 26 novembre 2018 segnò 36 punti nella sconfitta all'overtime per 135-131 contro gli Washington Wizards.[88] Il 31 dicembre 2018 subì un infortunio al ginocchio.[89][90] Tra l'altro, nel periodo di assenza, espresse un certo malcontento per la sua situazione a Houston.[91] Saltò 8 partite prima di tornare contro i Brooklyn Nets contro cui segnò 20 punti ma senza evitare la sconfitta dei texani per 145-142 in casa all'overtime contro i Brooklyn Nets.[92] A fine stagione tenne di media 16,2 punti come nella sua primo anno a Houston.[18] L'8 aprile pareggiò il suo record di tiri da 3 segnati in una partita realizzandone 8 (su 13 tentate) nel successo per 149-113 contro i Phoenix Suns,[93] aiutando anche la squadra a raggiungere il record di triple segnate da una squadra in una partita (27).[93]

Nei play-off partì come titolare da ala piccola, segnando il suo massimo di punti in post-season nella vittoriosa gara-3 contro i Golden State Warriors mettendo a referto 30,[94] oltre ad avere realizzato il proprio massimo di tiri da 3 punti con un 7-14 dall'arco.[94] Nella gara successiva contribuì al nuovo successo dei texani (112-108 il finale) segnando 20 punti e portando la serie sul 2-2.[95] I suoi 17,8 punti di media[18] non bastarono ai Rockets che vennero rieliminati dai gialloblù, questa volta in 6 gare.[96]

Stagione 2019-20Modifica

Il 31 agosto 2019 rinnovò il suo contratto con i Rockets per 4 anni a 75,6 milioni di dollari complessivi.[97]

NazionaleModifica

Venne convocato per i Mondiali 2010[98] venendo preferito al più esperto Rajon Rondo.[99][100] Giocò tutte le 9 partite della squadra tenendo di media 8,6 punti e segnando in totale 19 tiri da 3 (secondo assoluto della squadra).[101] Nel torneo fu il top scorer della squadra in occasione delle vittorie al primo turno contro Croazia (16 punti nella gara che segnò il suo debutto in nazionale oltre che nel torneo)[102] e Tunisia (21 punti),[103] e alla fine della rassegna conquistò così il suo primo trofeo in carriera, battendo in finale la Turchia padrone di casa 81-64 (seppur non avesse segnato alcun punto contro i turchi).[104]

Figurò tra i preconvocati per le Olimpiadi di Londra 2012,[38] a cui tuttavia non partecipò venendo escluso dal roster definitivo l'8 luglio 2012.[105]

Tornò tra i convocati il 6 aprile 2018 del team USA figurando tra i 35 chiamati per il biennio 2018-2020.[106] Venne confermato in squadra il 10 giugno 2019, figurando così tra i 20 pre-convocati per i Mondiali 2019,[107] salvo poi autoescludersi il 20 luglio.[108]

StatisticheModifica

Legenda
  PG Partite giocate   PT  Partite da titolare  MP  Minuti a partita
 TC%  Percentuale tiri dal campo a segno  3P%  Percentuale tiri da tre punti a segno  TL%  Percentuale tiri liberi a segno
 RP  Rimbalzi a partita  AP  Assist a partita  PRP  Palle rubate a partita
 SP  Stoppate a partita  PP  Punti a partita  Grassetto  Career high

NCAAModifica

StagioneModifica

Anno Squadra PG PT MP TC% 3P% TL% RP AP PRP SP PP
2007-08 Indiana Hoosiers 32 32 34,7 43,3 33,7 83,4 3,3 2,4 1,3 0,6 20,9

Massimi in carrieraModifica

NBAModifica

Stagione regolareModifica

Anno Squadra PG PT MP TC% 3P% TL% RP AP PRP SP PP
2008-09 L.A. Clippers 78 65 34,3 45,6 38,9 85,4 2,6 2,8 1,0 0,4 16,1
2009-10 L.A. Clippers 62 60 36,0 44,9 37,1 74,2 2,6 3,0 1,1 0,2 16,9
2010-11 L.A. Clippers 56 56 37,4 45,0 36,4 82,5 2,9 4,4 1,3 0,3 22,3
2011-12 N. Orleans Pelicans 9 9 34,4 45,0 25,0 75,4 2,8 3,4 1,4 0,4 20,6
2012-13 N. Orleans Pelicans 42 40 30,1 40,2 32,4 84,2 1,8 3,3 1,1 0,2 17,0
2013-14 N. Orleans Pelicans 64 64 32,1 43,6 39,1 78,5 2,6 3,3 1,2 0,2 15,4
2014-15 N. Orleans Pelicans 61 60 33,1 41,1 44,8 80,5 2,6 3,8 0,8 0,2 13,4
2015-16 N. Orleans Pelicans 45 44 32,9 41,8 38,4 88,8 2,2 2,7 1,0 0,3 15,2
2016-17 Houston Rockets 75 15 31,0 40,6 37,2 84,0 2,7 2,5 0,6 0,5 16,2
2017-18 Houston Rockets 69 30 31,2 42,8 35,9 80,9 2,5 2,2 0,6 0,4 18,0
2018-19 Houston Rockets 68 53 31,7 40,9 36,0 78,3 2,2 1,9 0,6 0,4 16,2
Carriera 629 496 33,0 42,8 37,4 81,4 2,5 2,9 0,9 0,3 16,7

Play-offModifica

Anno Squadra PG PT MP TC% 3P% TL% RP AP PRP SP PP
2015 N. Orleans Pelicans 4 4 35,8 44,4 40,6 83,3 2,3 3,8 0,5 0,5 18,5
2017 Houston Rockets 11 2 32,5 42,1 38,6 72,2 3,9 2,0 0,7 0,5 12,9
2018 Houston Rockets 17 2 32,3 38,0 33,1 83,6 2,6 1,6 0,6 0,5 15,4
2019 Houston Rockets 11 11 37,3 44,7 40,0 85,7 2,5 1,3 0,6 1,0 17,8
Carriera 43 19 34,0 41,4 37,0 82,3 2,9 1,8 0,6 0,6 15,7

Massimi in carrieraModifica

Cronologia presenze e reti in NazionaleModifica

Cronologia completa delle presenze e dei punti in Nazionale -   Stati Uniti
Data Città In casa Risultato Ospiti Competizione Punti Note
15-8-2010 New York Stati Uniti   86 - 55   Francia Amichevole 8 [111]
21-8-2010 Madrid Lituania   61 - 77   Stati Uniti Amichevole 9 [112]
22-8-2010 Madrid Spagna   85 - 86   Stati Uniti Amichevole 0 [113]
25-8-2010 Istanbul Grecia   59 - 87   Stati Uniti Amichevole 18 [114]
28-8-2010 Istanbul Stati Uniti   106 - 78   Croazia Mondiali 2010 - 1º turno 16 [102]
29-8-2010 Istanbul Slovenia   77 - 99   Stati Uniti Mondiali 2010 - 1º turno 6 [115]
30-8-2010 Istanbul Brasile   68 - 70   Stati Uniti Mondiali 2010 - 1º turno 0 [116]
1-9-2010 Istanbul Stati Uniti   88 - 51   Iran Mondiali 2010 - 1º turno 8 [117]
2-9-2010 Istanbul Tunisia   57 - 92   Stati Uniti Mondiali 2010 - 1º turno 21 [103]
6-9-2010 Istanbul Stati Uniti   106 - 78   Angola Mondiali 2010 - Ottavi di finale 17 [118]
9-9-2010 Istanbul Stati Uniti   89 - 79   Russia Mondiali 2010 - Quarti di finale 6 [119]
11-9-2010 Istanbul Stati Uniti   89 - 74   Lituania Mondiali 2010 - Semifinale 3 [120]
12-9-2010 Istanbul Turchia   64 - 81   Stati Uniti Mondiali 2010 - Finale 0 [104]
Totale Presenze 13 Punti 112


Premi e riconoscimentiModifica

GiovaniliModifica

NBAModifica

NoteModifica

  1. ^ a b (EN) The Nassau Guardian, Eric Gordon brings back memories, su The Nassau Guardian, 30 dicembre 2015. URL consultato il 24 febbraio 2019.
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