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Ernesto Schiaparelli
Ernesto Schiaparelli.jpg

Senatore del Regno d'Italia
Durata mandato 18 settembre 1924 –
14 febbraio 1928
Sito istituzionale

Dati generali
Titolo di studio laurea in lettere
Professione egittologo

Ernesto Schiaparelli (Occhieppo Inferiore, 12 luglio 1856Torino, 14 febbraio 1928) è stato un egittologo italiano.

Indice

BiografiaModifica

Il padre Luigi fu professore di storia antica all'Università di Torino.

Laureatosi in lettere, perfezionò poi i suoi studi sotto la guida del grande egittologo Gaston Maspero presso la École pratique des hautes études della Sorbona di Parigi.

Fu direttore della Sezione Egizia del Museo archeologico nazionale di Firenze dal 1881 al 1893.[1] Dal 1894 e fino alla morte diresse invece il Museo egizio di Torino.[2]

Dal 1902 esercitò l'attività di libero docente. Nel 1903 inaugurò l'attività della missione archeologica italiana in Egitto, portando a termine una quindicina di fruttuose campagne di scavi, tra le quali spiccano per importanza e notorietà la scoperta nel 1904 della splendida tomba di Nefertari, grande sposa reale di Ramesse II e una delle regine più influenti dell'Antico Egitto, considerata tra le tombe più belle della Valle delle Regine; e la scoperta, fatta nel 1906 nella necropoli di Tebe (Egitto), della famosa tomba dell'architetto reale Kha,[3] perfettamente intatta e con un ricco corredo funerario, splendidamente conservata al Museo Egizio di Torino.

Nel 1907 divenne Soprintendente alle Antichità del Piemonte, Valle d'Aosta e Liguria.[4] Dal 1910 al 1927 fu professore di egittologia presso l'Università di Torino.[5]

È stato anche presidente della Commissione archeologica italiana in Egitto. Numerose accademie lo vollero socio, in particolare l'Accademia Nazionale dei Lincei e l'Accademia delle Scienze di Torino.

 
Busto di Ernesto Schiaparelli al museo Egizio di Torino

I suoi interessi non si limitavano solo all'egittologia: fu il fondatore dell'Associazione nazionale per la protezione dei missionari italiani.[6] Grazie al suo interesse per l'emigrazione furono create l'Opera Bonomelli per la protezione degli operai italiani emigrati nei paesi d'Europa e la Federazione dell'Italica gens[7] per la protezione degli operai italiani emigrati oltre oceano e nel Sol Levante. La sua inclinazione filantropica la dimostrò anche quando, con contratto del 30 ottobre 1920, Ernesto Schiaparelli prese in affitto tutta la proprietà del vecchio castello della sua città natale, destinandola gratuitamente alla parrocchia: cinque anni dopo la parrocchia entrò nella piena proprietà dell'immobile.

È stato autore di numerose pubblicazioni e monografie, tra cui "Migrazioni degli antichi popoli dell'Asia Minore", "Il significato simbolico delle piramidi egiziane", "La catena orientale dell'Egitto", "La tomba intatta dell'architetto Kha nella necropoli di Tebe", "Del sentimento religioso degli Egiziani", "Il Libro dei Funerali degli antichi Egiziani".

Il 18 settembre 1924 fu nominato senatore del Regno d'Italia, prestando giuramento il 2 dicembre dello stesso anno.

Schiaparelli muore nel 1928 ed oggi riposa nel cimitero di Occhieppo Inferiore.

MemoriaModifica

Torino gli ha intitolato un giardino nel marzo 2017[8].

OnorificenzeModifica

NoteModifica

BibliografiaModifica

Voci correlateModifica

Altri progettiModifica

Collegamenti esterniModifica

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