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Error, conditio, votum, cognatio, crimen

locuzione latina

Error, conditio, votum, cognatio, crimen è il primo verso di una formula mnemonica per ricordare gli impedimenti dirimenti previsti dal diritto canonico.

Per facilitare la memoria l'elenco degli impedimenti veniva ricordato con alcuni esametri.

La frase venne ripresa da Alessandro Manzoni per metterla, nei Promessi sposi in bocca di don Abbondio che cercava un pretesto per giustificare sotto l'apparenza di un rinvio il rifiuto a celebrare il matrimonio.

Error, conditio, votum, cognatio, crimen
cultus disparitas, vis, ordo, ligamen, honestas,
si sis affinis....

[Il passo originale prosegue con «... si forte coire nequibis: haec socianda vetant connubia, facta retractant.»]

Ma per risposta Renzo Tramaglino prorompe in un : Si piglia gioco di me? [...] Che vuol ch'io faccia del suo latinorum?

Il brano riportato dal Manzoni corrisponde alla lettera al testo della diligenza del parroco nelle pubblicazioni ed altro pubblicato negli Atti della Chiesa milanese compilati da San Carlo Borromeo e pubblicati per ordine del card. Federico Borromeo, arcivescovo di Milano[1]

Da allora la frase è diventata emblematica di un uso mistificatorio della cultura come strumento per ingannare e prevaricare i semplici.

NoteModifica

  1. ^ I promessi Sposi, a cura di Luperini e Brogi, Einaudi scuola, p. 41