Esperidio

L'esperidio è un frutto carnoso assimilabile a una modificazione della bacca. È tipico degli agrumi, in particolare di alcune specie della famiglia delle Rutaceae, tra cui le più note sono quelle appartenenti al genere Citrus (limone, arancio, bergamotto, cedro, ecc.).

Frutto di cedro (Citrus medica)
Sezione di un'arancia.

DescrizioneModifica

L'esperidio presenta le seguenti caratteristiche:

  • epicarpo sottile, ricco di ghiandole e colorato (flavedo). È la parte colorata della buccia e contiene molte tasche lisigene ricche di oli essenziali. Viene utilizzato in cucina per ricavarne le "scorzette" (es. di arancia)
  • mesocarpo bianco, spugnoso e asciutto (albedo) è un parenchima ricco di sacche d'aria[1]. È la cosiddetta parte bianca della buccia. In alcune regioni viene trasformata in candito e commercializzata con il nome di "succade".
  • endocarpo. È diviso in spicchi (corrispondenti alle logge ovariche) e ricco di peli pluricellulari[2] ripieni di succo (la parte edule del frutto) e semi; gli spicchi sono disposti con simmetria raggiata intorno all'asse (colonna carpellare) del frutto.

Contrariamente alle bacche più comuni (es. pomodoro, melanzana, ecc.) l'esperidio non è commestibile nella sua interezza: un'eccezione è rappresentata dal kumquat.

CuriositàModifica

Nell'arancio dolce (Citrus sinensis (L.) Osbeck, 1765), le varietà Navel presentano più verticilli di carpelli che si evidenziano nel frutto con il classico ombelico.[1]

NoteModifica

  1. ^ a b Milind Ladanyia,Milind Ladaniya, Citrus Fruit: Biology, Technology, and Evaluation.
  2. ^ Walter S. Judd; Christopher S. Campbell; Elizabeth A. Kellogg; Peter F. Stevens; Michael J. Donoghue, Botanica sistematica, Un approccio filogenetico.

BibliografiaModifica

  • Bailey H., Bailey E. - 1976. Hortus Third. Cornell University MacMillan. N.Y. p 275
  • Milind Ladanyia, Milind Ladaniya; Citrus Fruit: Biology, Technology and Evaluation p. 100-108

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