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Estela Barnes de Carlotto

Attivista dei diritti umani argentina

BiografiaModifica

 
Estela Barnes de Carlotto, Baltasar Garzón e Rigoberta Menchú alla UMET (Università Metropolitana per l'Educazione ed il Lavoro)

Estela Barnes de Carlotto è un'attivista argentina per i diritti umani presidente dell'associazione Nonne di Plaza de Mayo. Una delle sue figlie, Laura Estela Carlotto, fu rapita e fatta sparire mentre era in attesa di un figlio quando si trovava a Buenos Aires, verso la fine del 1977, dopo il colpo di Stato dell'anno precedente.[1]

Estela Barnes riuscì a scoprire che sua figlia in seguito aveva dato alla luce un maschio, che questo era stato adottato e che la sua vera identità era stata nascosta. Dopo una ricerca durata trentasei anni, il 5 agosto 2014, in seguito ad un controllo attraverso il DNA, suo nipote venne identificato. Divenne così un altro dei nipoti recuperati dopo quei fatti tragici.[2]

RiconoscimentiModifica

Barnes de Carlotto ha ricevuto numerosi riconoscimenti per il suo lavoro con le nonne della Plaza de Mayo, tra questi il Premio dell'Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani nel 2003[3] e il Premio per la pace di Félix Houphouët-Boigny, assegnato dall'Unesco. Nel 2014 lei ed il nipote sono stati ricevuti in udienza da Papa Francesco. Il pontefice ha ricevuto in omaggio un foulard ricamato dalle abuelas, le nonne di Plaza de Mayo.[4]

Lauree honoris causaModifica

Nel 2011 ha ricevuto la Laurea honoris causa dall'Università Nazionale di La Plata per il suo impegno a favore del rispetto dei diritti umani e per l'attività svolta per restituire alle famiglie di origine tutti i bambini sequestrati e fatti sparire dalla dittatura militare.[5] Numerose altre università hanno reso omaggio con analoghi provvedimenti Estela Barnes, tra queste l'Università di Buenos Aires, l'Università autonoma di Barcellona e l'Università della Repubblica.

Il filmModifica

Nel 2011 è stato girato un film, Verdades verdaderas, la vida de Estela, su Estela Barnes de Carlotto e la lotta che lei ha condotto per trovare la verità sui figli dei desaparecidos. Il ruolo di Estela è stato interpretato dall'attrice argentina Susú Pecoraro.

NoteModifica

  1. ^ abuelas.org.
  2. ^ (ES) Ignacio Hurban, el nieto recuperado número 114, el nieto de Estela de Carlotto, su minutouno.com, minutouno.com, 6 agosto 2014. URL consultato il 28 dicembre 2018.
  3. ^ (EN) HUMAN RIGHTS DAY 2003 Ms. Enriqueta Estela Barnes de Carlotto, su ohchr.org, Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, 2003. URL consultato il 29 dicembre 2018.
  4. ^ Andrea Gualtieri, Desaparecidos, il Papa incontra Estela Carlotto e il nipote ritrovato, su repubblica.it, La Repubblica, 5 novembre 2014. URL consultato il 29 dicembre 2018.
  5. ^ Universidad Nacional de La Plata.

BibliografiaModifica

  • Ricardo Petraglia, Estela: la morte della figlia concepì una abuela, traduzione di Susanna Nanni, Bologna-Roma, 24marzo Onlus, 2014, SBN IT\ICCU\IEI\0381538.
  • Javier Folco, Estela Carlotto: una nonna di Plaza de Mayo, Ana Valeria Dini (traduzione, note e apparati) Baltasar Garzón Real (prefazione) Massimo Carlotto (presentazione), Villorba (TV), Anordest, 2014, SBN IT\ICCU\LO1\1522817.

Voci correlateModifica

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Collegamenti esterniModifica

Controllo di autoritàVIAF (EN91055817 · ISNI (EN0000 0000 6616 5247 · LCCN (ENn2009045370 · BNF (FRcb16582951c (data) · WorldCat Identities (ENn2009-045370